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A caro prezzo: l’epilogo di una difficile integrazione

7 Novembre 2023
Nell’ultimo capitolo della sua saga, Baru si affida più ai ricordi che ai documenti, al servizio di una grande libertà narrativa.
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Si conclude A caro prezzo, la mini saga di Baru dedicata alla ricostruzione del fenomeno dell’emigrazione dall’Italia alla Francia tra Ottocento e Novecento attraverso i ricordi di famiglia. In questo terzo volume l’autore, ancora una volta, alterna le voci tra passato e presente, in bilico tra memoria storica e finzione narrativa.

Baru 2Significativa è la sequenza di apertura con l’immagine dell’altoforno e della fabbrica che hanno rappresentato la possibilità di lavoro per i migranti italiani. L’epilogo, con il suo abbattimento, se da un lato testimonia la cancellazione di ciò che ha reso gli italiani dei francesi, dall’altra è un completamento di quello che è il percorso di integrazione e dei sacrifici che ha comportato.

Teo Martini è, contemporaneamente, spettatore e artefice di questo passaggio generazionale e identitario. I suoi ricordi si mescolano ai racconti del nonno paterno che riprende la narrazione dei numerosi conflitti bellici dopo quello delle Argonne, a cui lui e i suoi parenti e amici sono stati chiamati a parteciparedivenendo testimoni e vittime delle battaglie combattute sul fronte durante la prima guerra mondiale. In questi anni, oltre ai combattimenti, molte sono le fughe dai tedeschi, i tentativi di ritorno in Italia, gli incontri, le perdite e i ritrovamenti di parenti, in un mix di provenienze e lingue parlate italo-francesi. I racconti spesso includono morti, massacri e tentativi disperativi di salvezza, ma nonostante la tragicità di molte situazioniBaru riesce a mantenere i toni sempre ironici e vivaci.

Uno fra tutti, l’episodio “Morra!” è dedicato proprio a questo semplice gioco che Baru riesce a descrivere in modo molto spumeggiante, fornendo un gustoso affresco delle baruffe e del chiasso creato dagli Italiani intorno al gioco.

Baru3.1Questo continuo alternarsi dei toni tragici e comici è evidente nel capitolo che racconta invece la storia di Francesco Nardi, che come clandestino attraversa il paese dalla Calabria alla Francia avvalendosi di un “passatore” e imbattendosi in mille peripezie. Torna, a mò di trait d’union con il primo volume, la simbolica immagine della foto in bianco e nero in abiti eleganti di Romualdo Martini, di cui viene svelata la storia.

Oltre alla ripresa dell’uso del bianco e nero nella ricostruzione della storia di Francesco Nardi, Baru differenzia graficamente i suoi interventi diretti nel racconto con il tratteggio per i contorni, sottolineando anche stavolta in modo metanarrativo laddove ha fatto confusione con i dettagli e le testimonianze ascoltate. Lo stile grafico è omogeneo rispetto al primo volumeal secondo anche se qui compaiono meno documenti e fotografie storiche e l’autore sembra affidarsi molto di più ai ricordi dei parenti.

Ma, aldilà delle piccole imprecisioni, l’affresco disegnato da Baru è completo. Riportando notizie storiche raccontate dalla viva voce dei protagonisti, senza mai trascurare le note più di colore, gli episodi più divertenti e folkloristici, l’autore riesce a dare voce alla storia dei migranti italiani in Francia, senza indugiare nella retorica e con una freschezza narrativa che rende la lettura sempre piacevole.

L’acqua corrente, che in Francia scorreva direttamente dai rubinetti delle case e non doveva essere presa al pozzo, diventa la testimonianza tangibile che le scelte e i sacrifici dei migranti hanno portato a conquistare possibilità migliori per le loro famiglie.

Abbiamo parlato di:
A caro prezzo (3 di 3) – Bella ciao
Baru
Traduzione di Stefano Sacchitella
Oblomov, 2023
135 pagine, cartonato, colori – 22,00 €
ISBN: 9788831459839

A caro prezzo: Baru prosegue il racconto dell’epopea familiare nel corso del Novecento

Il cammino verso l’integrazione si compie “a caro prezzo”

Claudia Grieco

Claudia Grieco

(1982, Pompei) E’ laureata in lettere moderne a Napoli e specializzata in arte contemporanea a Bologna. Vive a Firenze dove lavora presso il Polo museale. La sua passione per la letteratura, il cinema e le arti visive, non poteva non estendersi anche al fumetto, perfetto esempio di “letteratura disegnata”. Accanita lettrice dei Peanuts sin da quando li leggeva sui vecchi numeri di Linus del papà, continua ad apprezzare quell’attenzione per il personaggio e per la sua evoluzione emotiva , che ha ritrovato in autori contemporanei quali Andrea Pazienza, Gipi, Igort, e più recentemente in Cyril Pedrosa e Tony Sandoval .

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