Wolverine #210

9 Luglio 2007
di AA VV Panini Comics, 2007 – 80 pagg. col. spil. – 3,00euro Prosegue il ciclo di Wolverine legato a Civil War. La caccia a Nitro pare concludersi, con un esito che vi lascio scoprire. I tie-in di Wolverine sono fra quelli meglio collegati alla trama portante sviluppata nella miniserie. Certo, l’effetto si è ottenuto con una sorta di tabula rasa rispetto agli story-arc precedenti, pero’ la narrazione è inserita nel contesto dell’evento con naturalezza, senza particolari forzature e sviluppando anche il personaggio, ben interpretato da Marc Guggenheim, sebbene ogni tanto si lasci andare a delinearlo un po’ troppo come
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di AA VV
Panini Comics, 2007 – 80 pagg. col. spil. – 3,00euro
Prosegue il ciclo di Wolverine legato a Civil War. La caccia a Nitro pare concludersi, con un esito che vi lascio scoprire. I tie-in di Wolverine sono fra quelli meglio collegati alla trama portante sviluppata nella miniserie. Certo, l’effetto si è ottenuto con una sorta di tabula rasa rispetto agli story-arc precedenti, pero’ la narrazione è inserita nel contesto dell’evento con naturalezza, senza particolari forzature e sviluppando anche il personaggio, ben interpretato da Marc Guggenheim, sebbene ogni tanto si lasci andare a delinearlo un po’ troppo come un bullo con gli artigli. I disegni di Humberto Ramos, che ammetto non essere tra i miei preferiti a causa di scelte stilistiche che non apprezzo, sono comunque pregevoli e certo non deluderanno chi ama la linea di disegno “manga” e cartoonesca, di cui il messicano è uno dei più capaci esponenti. Ma il vero pezzo forte è il racconto centrale, che ci riporta indietro di qualche tempo nella continuity del mutante canadese. La storia ve la lascio leggere, ma vi dico che vi aspetta un racconto teso e noir delineato dal grande David Lapham di Stray Bullets, autore completo qui in veste solo di scrittore. L’artista ama le atmosfere pulp e la narrazione sincopata, che qui sono ben rappresentate, oltre che dai ficcanti testi, dai disegni tenebrosi del bravo David Aja, che ricorda Bill Sinkiewicz nel tratto e lo stesso Lapham nella distribuzione dei chiaroscuri. Auspichiamo un numero sempre crescente di incursioni del papà di Stray Bullets nel mainstream, se gli verrà sempre lasciata briglia sciolta come in questa e nelle (sfortunatamente poche) precedenti occasioni. In appendice solito effetto déjà vu per la non brillantissima New Excalibur di Claremont e Ryan (buon disegnatore, comunque). (Paolo Garrone)

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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