Gong

di Laurent Astier
, 2003 – 124pagg. b/n bros. – 8,00euro
Una storia che si svolge nello spazio bianco del racconto, in quell’intercapedine tra le linee che normalmente ordinano e dividono vignette e tavole e che qui spariscono quasi del tutto. La storia e la narrazione lineare si smontano e con loro anche le tavole, i disegni si sovrappongono e da questo magma emerge una storia viva e calda, in contrapposizione ai personaggi freddi e duri che la animano. Il racconto incastra piani temporali diversi in un montaggio che più cinematografico non si può, il charo-scuro la fa da padrone, primi piani e dettagli fanno il resto portando il lettore direttamente nelle vite spezzate e spezzettate dei protagonisti. Un incontro di box truccato, il boss mafioso, la bella, un vincente e il perdente designato: quasi Sin City e più di Battlin’ Jack Murdock . In sottofondo la voce narrante dell’invisibile cronista e il suono del Gong che per un attimo sovrasta il frastuono del pubblico; poi i pensieri di chi sta sul ring di fronte al proprio destino, in una corrida selvaggia. Astier è un giovane autore francese che proviene dal mondo della grafica e dell’illustrazione, omaggia il noir, l’hard-boiled, la moderna narrativa d’autore a fumetti d’oltreoceano mischiando tutto in un lavoro che gioca con mille cliché senza andare al tappeto. Come un pugile.

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