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Brilla la stella di Star Comics

10 Novembre 2003
Per presentare la Star Comics non servono di certo molte parole. Oltre esser stata una delle piu' apprezzate curatrici del materiale Marvel in Italia, ed aver proposto le opere della Image, della Malibu e della Dark Horse, la Star Comics e' largamente conosciuta per la sua ampia offerta di manga, della cui esplosione in Italia e' stata la principale promotrice. Oltre a questo, la Star pubblica l'unico "bonelliano" da edicola capace di resistere per oltre dieci anni in vetta al gradimento dei lett lettori, Lazarus Ledd.
Per parlarci dei futuri piani, dal "Sol Levante" e non solo, abbiamo contattato Andrea Baricordi, uno dei quattro Kappa Boys, e Ade Capone, creatore del sovracitatto Lazarus Ledd e responsabile editoriale pale per quanto riguarda i fumetti in casa Star.
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Dragonball, un successo editoriale inarrestabileLSB: Iniziamo da Andrea Baricordi. La Star Comics, sinonimo oramai di Manga, come ha vissuto questo 2003? Qual è dal vostro punto di vista del mercato del fumetto giapponese in Italia?

AB: Il mercato dei manga in Italia è estremamente florido, e la produzione giapponese è diventata ‘di modà, illudendo molti che il Giappone fosse la nuova Terra Promessa dell’editoria. Speriamo che passi la moda e rimanga la voglia di leggere e pubblicare, semplicemente, ottimi fumetti. Noi lo stiamo facendo.
Il 2003 ha visto ancora una volta la Star Comics in vetta assoluta alle classifiche da edicola con i titoli più ‘pop’, come One Piece, Inu Yasha e Chobits, con le riedizioni di grandi successi come Dragon Ball e Ranma 1/2, con felici proposte autoriali come ES, e con super-classici del calibro di Rocky Joe, Maya e la prima serie iper-underground di Lupin III. Grandi soddisfazioni da ogni settore, insomma. E, ovviamente, stiamo preparando gustose novità per il 2004.

LSB: La mia impressione è che in Italia manchino ancora fette importanti del panorama dei manga. In proporzione, per esempio, le “grandi opere” del fumetto giapponese paiono meno rispetto al panorama americano (pensoa Sandman piuttosto che a Il ritorno del cavaliere oscuro, ad Eisner piuttosto che ad Alan Moore, etc), così come le produzioni underground o indipendenti. Ma questo quadro corrisponde a quello vero? O forse mancala possibilità, o la volontà, di pubblicare quei prodotti meno in linea con i titoli più commerciali (fatte le debite eccezioni)?

AB: In realtà, in questi ultimi quattordici anni, del panorama giapponese si è pubblicato di tutto, dalle grandi opere di Osamu Tezuka alla miniserie del nuovo autore semisconosciuto del terzo millennio. La produzione ‘altà bisogna ovviamente cercarla in libreria, perché proporla in edicola

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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