
La Paramount ha affidato la regia a Jon Favreau, un quasi debuttante (questo è il suo quarto film) che si è fatto notare soprattutto con la commedia natalizia Elf, ma che forse sarà noto ai più attenti tra gli appassionati di comic-movie per l’interpretazione di Foggy Nelson in Daredevil. Favreau è infatti un attore piuttosto abile, ma come regista lascia un po’ a desiderare; l’osservazione che si può fare è quindi che sarebbe stato più opportuno affidare la regia a un professionista di maggiore esperienza. Le scelte stilistiche infatti risultano spesso poco incisive, se non piatte, e in questo tipo di pellicola sarebbe stato meglio optare per movimenti più audaci e incisivi.
Il cast invece appare molto azzeccato. Tutti gli attori principali riescono a dare vita a dei personaggi credibili, contribuendo al tempo stesso a coprire alcuni buchi di una sceneggiatura non sempre all’altezza. Robert Downey Jr. è ispiratissimo nei panni dell’industriale Tony Stark, riesce a dare vitalità al personaggio senza snaturarlo e senza prevaricarlo. Gwyneth Paltrow veste invece i panni dell’assistente Virginia “Pepper” Potts in maniera impeccabile, anche se c’é da dire che il ruolo non pare particolarmente impegnativo. Un’ottima prova anche da parte di Jeff Bridges nei panni del nemico, anzi del falso amico Obadiah Stane.
La trama non è particolarmente brillante, praticamente ruota intorno alla nascita di Iron Man, l’armatura alter-ego dello stesso Stark. Il protagonista è un mercante d’armi senza scrupoli, orgoglioso dei suoi strumenti di morte. Nel corso di un viaggio “d’affari” in Afghanistan viene rapito da dei terroristi che lo obbligano a costruire per loro la nuova, devastante arma, che l’industriale ha appena venduto all’esercito americano. Nel corso della sua prigionia Stark, grazie all’aiuto e all’amicizia del suo compagno di prigionia, il dottor Yinsen, costruisce invece una sorta di armatura che gli possa consentire la fuga. Yinsen purtroppo muore nel tentativo di riconquistare la libertà, Stark pero’ riesce a cavarsela, e una volta tornato a casa sembra una persona nuova… Ma naturalmente, senza svelare ulteriori dettagli della storia, è chiaro che il ravvedimento di Stark non viene accolto bene da tutti.

All’uscita della sala l’impressione che si ha non è quella di un brutto film, ma più che altro di uno dei tanti film d’azione hollywoodiani basati sulla logica del profitto e studiato per il mercato tipo blockbuster. Il che di per sé non è sbagliato, ma fa riflettere ancora una volta sulle potenzialità del dialogo e dello scambio di idee e personaggi fra cinema e fumetto, che può essere proficuo, ma che non sempre lo è veramente. Anzi, si dimostra addirittura controproducente, almeno per gli appassionati del fumetto, visti gli adattamenti non sempre felici che vengono fatti. Proprio su questa scia si colloca Iron Man, come l’ennesima occasione persa per fare qualcosa di innovativo e, magari, duraturo nel tempo. Qualcosa che piaccia al grande pubblico del cinema e allo stesso tempo non spiaccia ai lettori abituali della testata, piuttosto che l’ennesimo supereroe da spremere, sfruttare e sacrificare sull’altare della settima arte.
IronMan
Regia: Jon Favreau
Interpreti: Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Terrence Howard, Jeff Bridges
Durata: h 2.06
Nazionalità: USA 2008
Riferimenti:
Iron Man, sito ufficiale del film: ironmanmovie.marvel.com
Iron Man su wikipedia.it: it.wikipedia.org/wiki/Iron_Man







