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Del buio non ho paura: un fumetto tra fiabe, fantasmi e femminicidio

27 Agosto 2026
Da Il Castoro la nuova graphic novel di Vecchini e Sualzo, un racconto delicato tra traumi e racconti oscuri.
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Leonard vive ormai da diverso tempo in una casa famiglia, una situazione di cui prova vergogna, tanto da mettere in crisi le sue relazioni. Soprattutto quella con l’amica Stella, che il ragazzo vorrebbe evolvesse in qualcosa di più. L’incontro con uno spettro nel bosco e la notizia di una ragazza scomparsa spinge Leonard a confrontarsi con sé stesso e il proprio passato.

Del buio non ho paura, il nuovo lavoro di Silvia Vecchini e Sualzo è un racconto intimo ed emotivo che tocca diversi temi come l’affido minorile e il femminicidio, attraverso vicende estremamente umane e vivide sfiorate da un mistero. La vita quotidiana di Leonard ci immerge in un mondo reale, concreto, dove le conseguenze di drammi e problemi che fanno parte del suo passato si manifestano nei gesti e nelle parole di tutti i giorni. Piccole scelte, decisioni ad esempio legate a cosa dire o cosa non dire, che diventano indizi degli effetti che traumi e vissuto generano sui personaggi che devono fare i conti con la colpa e con il modo in cui si sentono percepiti dagli altri.

Leonard in particolare sta attraversando un momento buio, una fase di crisi di cui è solo in parte consapevole: le componenti oniriche e fiabesche si inseriscono nella narrazione, con il bosco notturno, una sensazione di minaccia incombente, il fantasma – ma su di lui, in fondo, aleggia anche lo spettro del padre, che si trova in carcere – creando un parallelo che ci porta vicino questa sua condizione. In fondo il senso di minaccia non arriva solo dal mondo esterno, ma appartiene allo stesso Leonard, che si trova vittima di una rabbia che gli monta dentro e che spesso finisce per sfogare rompendo cose. Questa sua condizione non fa che alimentare un senso di isolamento e solitudine, in un circolo vizioso, nonostante i personaggi che gli ruotano attorno – Stella, la piccola Harmony, Francesco e in un certo modo anche lo stesso fantasma – sembrano tentare in tutti i modi di corteggiarlo, cercando di poter essere in qualche modo parte della sua vita.

Il tema delle fiabe diventa un canale interpretativo che entra nel racconto sia in maniera indiretta, attraverso le atmosfere evocate dagli incontri con il fantasma e dal bosco di notte, elementi rimarcati dallo stile e dai colori di Sualzo, che a tavole dalle numerose vignette ogni tanto alterna splash page dominate dagli alberi e dalla natura, che in maniera diretta: Leonard e Stella stanno realizzando per la scuola un lavoro dedicato proprio alle fiabe.

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Del buio non ho paura è un fumetto che si concentra su vicende e personaggi estremamente umani, in cui i temi che si trova a toccare diventano non fulcro o bersaglio, ma tangenze. Violenza, femminicidio, affidamento, non sono argomenti esplicitati, ma aleggiano (ancora una volta come uno spettro), alimentando la riflessione più intima e, di nuovo, passando soprattutto attraverso un confronto più privato ed emotivo. Per i personaggi, ma anche per il lettore. Cosa significa trovarsi esposti a certi fatti di cronaca? Cosa significa trovarsi a essere coinvolti, anche non direttamente, in certe situazioni?

Il racconto di Del buio non ho paura si dipana in otto capitoli, con una costruzione che ci costringe a un avvicinamento lento ai personaggi. Entriamo piano, poco alla volta, fino a che l’avvicinamento non diventa immersione. In questo accompagnamento entra in gioco la musica, evocata spesso dai personaggi stessi che citano e ascoltano brani specifici – come Chihiro di Billie Eilish – che in qualche modo ne tracciano una colonna sonora che, come molti altri elementi della graphic novel, non si limita ad affiancare, ma aggiunge senso e interpretazioni, ennesimo elemento della stratificazione di questo fumetto che finisce per sedimentare nel suo lettore.

Abbiamo parlato di:
Del buio non ho paura
Silvia Vecchini, Sualzo
Il Castoro, 2026
184 pagine, brossurato, colori – 15,50 €
ISBN: 9791255334170

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

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