Mario Natangelo

Tra politica e autobiografia: Mario Natangelo ospite al Trapani Comix

20 Luglio 2026
Dal disegno politico a "Cenere", l’autore riflette sul ruolo della satira, sul dolore e sulla difficoltà di far ridere oggi.
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Durante i tre giorni del Trapani Comix & Games 2026, abbiamo avuto il piacere di intervistare Mario Natangelo per parlare di com’è cambiata la visione del disegno satirico, del suo libro Cenere e dei nuovi progetti dell’autore 

Buon pomeriggio Mario e grazie per il tuo tempo. Tu sei contemporaneamente giornalista e vignettista satirico, due ruoli che spesso si muovono tra informazione e interpretazione della realtà. Dove senti che finisca il giornalismo e inizi invece la satira?
In realtà non sono in opposizione, né sono divergenti. Il vignettista è un giornalista, quindi fa giornalismo, fa informazione, ma semplicemente attraverso un’altra forma di raccontare la realtà. Il giornalismo usa certi codici o certi linguaggi, la satira, o nel mio caso la satira disegnata, ne usa un altro che si avvicina più al fumetto.

Hai raccontato la politica italiana per anni attraverso il disegno. C’è un vantaggio che il fumetto ha rispetto all’articolo scritto, quando si tratta di raccontare il potere?
Sì, nel senso che può essere uno svantaggio per chi lo fa, perché ti costringe a essere netto, pratico, esplicito. Ti costringe a far vedere qualcosa che invece magari la scrittura può solo suggerire.  Dall’altro è un vantaggio il fatto che nella società in cui ci muoviamo oggi la gente non ha tanta voglia di leggere cose troppo lunghe. Quindi quando vede un’immagine reagisce con più prontezza rispetto a quando la metti davanti a una pagina e fargliela leggere. 

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E c’è un il personaggio politico o pubblico sul quale ti sei divertito di più a fare satira?
Ormai sono 17-18 anni che faccio questo lavoro per Il Quotidiano, quindi ne ho disegnati tanti, ho disegnato addirittura Berlusconi. Adesso sicuramente mi diverte molto Salvini, ma ormai è diventata una caricatura di una caricatura, stanno diventando troppo delle macchiette. All’inizio Meloni mi divertiva, ma adesso è talmente così tanto Meloni che non riesci più a essere più divertente della Meloni. Trump un pochetto ci sta regalando gioia.

In questi vent’anni di carriera come pensi sia cambiato il panorama del giornalismo satirico in Italia?
Devo dire che purtroppo è una parabola discendente, nel senso che i grandi autori cominciano a morire: Vincino non c’è più, è morto Staino. Non c’è ricambio perché non ci sono spazi per fare emergere altri giovani. Io ho avuto fortuna perché insieme a me è nato un giornale che è durato e dura ancora.Quindi, purtroppo, mancano energie nuove; il problema è che i social e il web non permettono la professionalizzazione perché non sono delle realtà che pagano, e quindi uno che vuole fare ‘sto lavoro deve potersi mantenere facendo ‘sto lavoro, altrimenti è costretto  a fare altri lavori e questo rimarrà una cosa da fare la sera o quando si ha tempo.

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Nel 2024 pubblichi con Rizzoli Cenere. Appunti da un lutto, un libro che condensa ironia al dolore per il lutto di una persona cara. Posso chiederti da dove nasce l’esigenza di mettere su carta questa storia e che emozione ti ha suscitato quando hai concluso l’opera?
Ho disegnato Cenere quando è morta mamma. Ho cominciato a pubblicare delle tavole online senza neanche pensare che stavo facendo delle tavole. Evidentemente in quel caso c’era qualcosa che voleva uscire fuori, quindi ho disegnato ogni giorno quello che stavo sentendo e l’ho messo su pagina e alla fine Rizzoli l’ha raccolta e ne ha fatto un libro. Quindi l’esigenza era semplicemente quella di comunicare la cosa più vecchia del mondo e dell’umanità: vogliamo raccontare quello che sentiamo, come siamo stati, come stiamo. Quindi con Cenere io ho fatto questo. È  uscito nel 2024 ed ormai sono già due anni che cammina da solo, mi fa piacere.

E ha riscosso anche grande successo sia di pubblico che di criticaTra gli ultimi riconoscimenti c’è la vittoria del premio Tuono Pettinato. Come ti senti nel ricevere questo riconoscimento?
Io col mondo del fumetto non centro molto. Cenere se lo leggete non è un fumetto, è un diario disegnato, ha la forma del fumetto ma non è un fumetto. E quando ha vinto il premio Tuono Pettinato, che è il primo premio fumettistico che prende, mi ha fatto molto piacere. Con Tuono Pettinato in particolare mi legava l’affetto ad Andrea per il quale ho disegnato la locandina del festival di Tuono. Poi lo conosco da tanti anni, gli voglio bene, sono quelle realtà che piacciono a me perché non sono strutture rigide, non c’è competizione. È come stare in famiglia ed io con loro io mi sento a casa.

E come hai accolto l’invito al Trapani Comix?
A me non piace molto andare a fiere del fumetto, non per odio o antipatia ma perché non è il mio ambiente, “non me ce trovo”, non riesco mai a entrare bene in sintonia con il loro linguaggio. Però a mano a mano lo sto conoscendo. Il Trapani Comix, devo dire, mi sta piacendo, sono arrivato da poco, e quindi sto conoscendo una realtà che mi sembra bella, ho ritrovato amici che già conoscevo, quindi è emozionante. 

Hai un nuovo progetto di cui puoi darci qualche anticipazione?Sto lavorando a un libro che non pensavo di fare, come Cenere. Questa volta, sarà un libro che parla d’amore, sarà ancora a fumetti, sarà ancora un diario. L’idea è sempre quella di riuscire a ridere.

È difficile far ridere oggi?
Sì, e sembrerà strano. La gente vuole ridere per ridere, per questo c’è il meme. Invece, quando si trova davanti una cosa come Cenere, un libro che parla di lutto, di morte, però al tempo stesso prende in giro me che sto soffrendo perché è morta mia mamma diventa un po’ più difficile riderci sopra. Però la cosa bella è che molte persone che hanno letto Cenere si sono fidate e hanno fatto il salto. E quindi mi fa piacere l’idea di portarmeli dietro, magari anche nel prossimo lavoro, e di non tradire la fiducia che mi hanno dato nel fare questo piccolo salto. Per riassumere sì, è più difficile far ridere oggi, e io faccio una vignetta al giorno, ogni giorno sul Quotidiano, quindi lo so.

Intervista realizzata dal vivo al Trapani Comix Games il 22 maggio 2026.

Mario Natangelo

Nato a Napoli nel dicembre del 1985, giornalista professionista, esordisce come vignettista satirico nel 2007 con l’Unità. Dal settembre 2009 disegna ogni giorno per il Fatto Quotidiano e nel corso degli anni ha collaborato anche con Linus e Smemoranda. Con un tratto riconoscibile e uno sguardo sempre lucido sull’attualità, è oggi uno degli autori più incisivi della satira italiana. Un percorso che gli è valso per ben due volte il Premio Internazionale di Satira Politica Forte dei Marmi. Attualmente vive a Roma, e continua a raccontare il presente con ironia e personalità. Dopo Ora dove sei?, Somewhere in Italy e Ghiaccio, il suo ultimo webcomic è Ultime dalla Terra – Un vignettista in Patagonia, pubblicato su natangelo.it. Nel 2024 è uscita per Rizzoli la graphic novel “Cenere – Appunti da un lutto”, un’opera che amplia ulteriormente il suo percorso tra satira e racconto del reale, raccontando con commovente ironia la perdita della madre.

Maria Concetta Amato

Maria Concetta Amato

Nata nel 2000 a Palermo, ha sempre coltivato una grande passione per la letteratura e la scrittura. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Classiche nel 2022, ha deciso di spingermi oltre i confini della tradizione, trasferendosi a Genova per immergersi nel mondo dell’editoria moderna. È lì che ha completato il suo percorso magistrale in Informazione ed Editoria, presentando una tesi intitolata Il Mercato del Fumetto Italiano: Analisi e Prospettive, una riflessione su un settore in continua evoluzione che non smette mai di affascinarla. Ama leggere, scrivere e perdersi nelle storie delle serie TV, ma ciò che più la appassiona è condividere queste riflessioni online. Il suo sogno è lavorare in una casa editrice, idealmente specializzata in fumetti, dove poter contribuire alla nascita e alla diffusione di nuove storie capaci di emozionare e sorprendere. Il suo obiettivo è trasformare la passione in un mestiere e contribuire a rendere il mondo dell’editoria un po’ più magico.

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