Prendete quelle tipiche antologie di racconti dell’orrore e di fantasmi che riunivano racconti vittoriani e racconti gotici di scrittori e scrittrici americane a cavallo del 1900, piene di macabre vendette, maledizioni e segreti da non rivelare, e immaginate di portarle avanti nel tempo, non soltanto nelle ambientazioni e nel contesto – spostandole in una realtà in cui esistono videocassette, internet, smartphone – ma anche nella sensibilità, aggiungete una declinazione dal sapore young adult e vi sarete fatti un’idea del contenuto di Notti Insonni di Adam Ellis.
L’antologia pubblicata da Gigaciao – indicata tra i best seller dal New York Times nel 2024 – è una raccolta che mette insieme undici brevi e fulminanti racconti dell’orrore che mescolano temi, topoi o spunti dal sapore di leggenda metropolitana e che l’autore ha sviluppato inizialmente online.
Si passa dall’ossessione del ricordo di un vecchio film horror sconosciuto visto a casa dei nonni alla surreale e disturbante vita all’interno di una sit-com; dalla scoperta di una vecchia porticina per la consegna del latte in cui cominciano a spuntare ossa dall’aspetto umano a quale possa essere l’inaspettata e orribile conseguenza del tirarsi una pellicina; dalle inaspettate conseguenze dello sviluppare un podcast true-crime a quelle di voler a tutti i costi scoprire il segreto del fiocco verde indossato dalla moglie – questo racconto, Il Fiocco Verde, a differenza di altri è realmente di ispirazione gotica, esendo la reinterpretazione di una novella di Washington Irving.
Sono racconti costruiti sulla canonica meccanica del colpo di scena finale, a cui l’autore arriva con una costruzione e una regia della tavola – dalla gabbia libera – capace di costruire tensione, atmosfera e inquietudine nel giro di pochissime pagine e con una grande capacità di lavorare sulla sospensione (i dialoghi sono spesso contenuti, essenziali) e l’attesa.
I racconti sono orientati soprattutto su un concetto di orrore e macabro fatto di inquietudine e tensione, storie che hanno l’obiettivo di lasciare un’eco del lettore anche alla fine della lettura, ma non lesinano sul gore e il body horror, che risultano spiazzanti nei colori vividi e luminosi utilizzati da Ellis. L’autore impiega infatti una palette digitale con un sapiente uso della luce e sceglie di utilizzare l’oscurità e il buio come strumento di tensione solo in alcune, limitate occasioni, riuscendo a far salire la tensione anche in piena luminosità. Anche i racconti in bianco e nero (tre su undici) sono estremamente luminosi, lasciando che, quando arriva, l’orrore appaia in maniera netta ed esplicita.
Il segno di Ellis è pulito, dettagliato e realistico fatto salvo per gli occhi dei personaggi, che disegna piuttosto grandi, un tocco che richiama alcune influenze nipponiche che emergono qui e lì anche in altri dettagli. L’ultimo racconto del volume, per esempio, con la sua maledizione che coinvolge lo spettro di un’infermiera, ha alcune caratteristiche che richiamano alcuni topoi del J-Horror (la maledizione trasmissibile, lo spettro persecutorio – i cui occhi sembrano avere un taglio più orientale).
A corredo di ogni storia, un intervento dell’autore ci racconta l’origine dei racconti stessi con interessanti dietro le quinte dal sapore di piccole pillole autobiografiche.
Notti Insonni è un’antologia che riesce a mettere insieme un sapore moderno con un potente retrogusto “classico” sfruttando in maniera intelligente le possibilità del racconto visivo fumettistico.
Abbiamo parlato di:
Notti Insonni
Adam Ellis
Traduzione di Ariel Vittori
Gigaciao, 2026
256 pagine, brossurato, colori – 19,90 €
ISBN: 9791257540029









