Nei fumetti di Laura Perez la trama non è importante. O meglio, la trama non ha un’importanza o una valenza univoche e la sua interpretazione viene lasciata alla sensibilità o alla scelta di lettrici e lettori, invitandoli a fruire dell’opera più volte e non limitandosi alla prima esperienza.
Era così in Nocturnos (2024) ed è così anche in Totem, lavoro antecedente (è stato pubblicato in Spagna nel 2021) che viene portato in Italia sempre da Oblomov.
Alla luce della lettura di entrambe le graphic novel si delinea chiaramente un preciso percorso poetico, grafico e narrativo portato avanti dall’autrice spagnola.
Un servizio giornalistico sul ritrovamento di un cadavere di una ragazza riaccende in una giovane scultrice il ricordo della ex fidanzata. Insieme le due avevano condiviso un viaggio in auto attraverso l’Arizona, culminato nell’incontro con un autostoppista che le aveva invitate a una ricerca spirituale e lisergica collettiva sotto le stelle. Durante quel viaggio, la scultrice aveva raccontato alla compagna alcuni ricordi della sua infanzia incentrati sulla nonna, che affermava di poter parlare con i morti.
Potrebbe essere questo il sottile filo narrativo di Totem, ma su questo sentiero di trama appena tracciato si innestano una serie di personaggi legati tra di loro semplicemente dalla condivisione spaziale di una vignetta nella quale si passano il testimone del racconto.
Esattamente come in Nocturnos, questo genera un mosaico di storie la cui unità non è tanto nella coerenza dei rapporti tra i vari personaggi, quanto piuttosto in un centro emotivo da essi condiviso, le cui basi portanti sono il senso di solitudine e fragilità umane.
Ecco allora che la scultrice e la sua compagna lasciano improvvisamente la scena a una coppia eterosessuale di cui seguiamo velocemente il percorso di vita, dall’innamoramento alla passione fino alla crisi, con lui che ripensa a una relazione avuta con un uomo. E poi una coppia anziana – la stessa di cui sopra? – raccontata in un momento di confessione, con la donna che muore sul colpo. O ancora una giovane ragazza, sola in una villa dal design contemporaneo immersa in un paesaggio boscoso.
Tutto quello che accade sulle pagine può sembrare a una prima lettura piuttosto confuso, ma Perez – contando su una narrazione quasi esclusivamente visiva e ricorrendo a sporadiche sequenze dialogate – sembra invitare il lettore a ripetere più volte l’esperienza di immergersi in tavole dalla costruzione minimalista ma elegante, con illustrazioni che sembrano più dipinti che tradizionali disegni di un fumetto.
Il risultato è un forte senso di malinconia che dai personaggi si trasmette a chi legge, che sente crescere dentro molte più domande di quante risposte possa trovare nelle pagine.
Perez, tanto narrativamente quanto graficamente, esplora un territorio liminale, di confine. Se in Nocturnos era la notte, dimensione di tempo e di spazio in cui pensieri e forze non pienamente comprensibili prendono il sopravvento, in Totem è il paesaggio esteriore e interiore. Il deserto dell’Arizona, le luci al neon degli spazi di una tavola calda, una stanza di un motel, l’architettura minimalista di un’abitazione circondata da alberi secolari; tutto mira a creare luoghi quasi onirici in cui i personaggi sembrano spersi, circondati da solitudini personali o collettive, come nei dipinti di Edward Hopper.
Il colore usato in funzione narrativa è un altro elemento ricorrente dell’autrice, con una palette cromatica che vertiginosamente passa da un tono all’altro a seconda dei sentimenti dei personaggi o ambienti. Così nelle pagine passiamo dai colori vividi e accesi dello studio della scultrice alle calde e tenui tonalità del deserto americano, dai toni di grigio e nero dell’infanzia della ragazza fino ai marroni smorzati o ai blu, viola e neri della notte. Le vignette sono sempre scontornate, lasciando al colore il compito di definire forma e confini di ciascuna.
Altro elemento simbolico caro all’autrice presente sia in Totem che in Nocturnos è la presenza di un volatile a scandire ritmo e sequenze del racconto. Se lì era il gufo – animale notturno per antonomasia – qui è il corvo che simboleggia, da un punto di vista totemico (nomen omen), il passaggio, la transizione da uno stato a un altro: dall’ignoranza alla conoscenza, dalla vita alla morte, dal male al bene, dalla notte al giorno. Questo concetto simbolico si riflette nel movimento e nella costruzione narrativa delle opere di Perez, in cui c’è un continuo cambio di personaggi sulla scena e di passaggi da una storia all’altra.
Avvicinarsi ai fumetti dell’autrice assomiglia molto all’esperienza che si può avere con la poesia. Arrivati alla fine della lettura di Totem non si ha un senso di compiutezza su quello che si è letto, quanto piuttosto una prevalenza di sensazioni, sentimenti e stati d’animo attraversati durante la lettura. E, ricominciando dalla prima pagina, quel viaggio cambia: esattamente come quando si rilegge un testo poetico.
Abbiamo parlato di:
Totem
Laura Perez
Traduzione di Francesco Satta
Oblomov Edizioni, 2026
144 pagine, brossurato, colori – 23,00 €
ISBN: 9791281692275










