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Polifonia: una moltitudine di voci ed esperienze

12 Maggio 2025
Nell'opera prima di Mox e Fazi migrazione e musica si fondono in un racconto sociale più che attuale.
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Una delle cose probabilmente più difficili, in un medium come il fumetto, consiste nel riuscire a rendere in mondo convincente una storia incentrata principalmente sulla musica, lasciando che quest’ultima trovi espressione solo tramite immagini e parole. Polifonia, edito da Coconino Press, compie questa impresa grazie all’ottimo lavoro dello sceneggiatore Johnny Mox (che ha all’attivo anche diversi album musicali proprio incentrati sull’utilizzo della voce) e alle elaborate tavole di Chiara Fazi, capaci di dare uno spessore narrativo non indifferente al tutto.

La polifonia del titolo si presta qui a numerose interpretazioni capaci di stratificare la lettura e di fornire numerosi spunti di riflessione: se in ambito musicale non è altro che l’unione di più voci (o suoni), ciascuna delle quali svolge un proprio disegno melodico, in senso lato la si può intendere come una moltitudine di voci, intese stavolta come esperienze, che si intersecano e si incontrano, si influenzano e si dividono

La vicenda narrata segue Koko e Indileni, immigrati che si trasferiscono a Grae, paesino delle Alpi in cui si fanno subito notare in quanto uniche persone di colore. A questa prima voce,che introduce il tema della diffidenza nei nuovi arrivati, se ne aggiunge una seconda, quella di Koko: dotato letteralmente di una voce potente e cristallina, si fa strada nel coro di paese e nei cuori delle persone, fino a quel momento taciturne, in un’esplosione tanto vocale quanto artistica, capace di trasportare personaggi e lettori verso nuovi contesti.

Nelle 164 pagine che compongono il volume, Mox inserisce diversi temi, che si avvicendano a volte in modo sommario: partendo infattida quello iniziale del razzismo, si tocca fugacemente quello dell’abuso su minori per poi passare a esperienze di vita omossessuale in contesti e culture diverse, cercando di approfondire la percezione proveniente da entrambe le culture che influenzano Koko.

Il susseguirsi di questi temi, che scandiscono di fatto le varie fasi della storia, è reso ottimamente dalle tavole della Fazi, che dedica a ogni parte della storia un abbinamento di colori capaci di rispecchiare le emozioni vissute su pagina. Il tratto ben definito, unito alle diverse palette cromatiche, contribuisce a rendere unico ogni capitolo e a veicolare specifiche emozioni, in sintonia con quanto si vede e, potenzialmente, con quanto si potrebbe ascoltare laddove Koko prendesse vita e cominciasse a cantare. Con tutto questo, non sempre lo spazio dedicato ai vari temi consente di approfondirlo in maniera compiuta.

Il tema dell’immigrazione, qui idealmente visto nelle sue varie fasi, dall’accoglienza fino all’integrazione e all’assorbimento come parte di una nuova comunità, perde lievemente di spessore nel momento in cui la contaminazione con gli altri temi sopracitati non viene approfondita adeguatamente: se infatti parte del tema principale viene analizzato considerando il padre inizialmente assente che man mano si fa strada nel volume il rapporto tra la terra di provenienza e la musica, questi non si intersecano mai concretamente con gli altri aspetti che coinvolgono Koko, aprendo parentesi destinate a non rientrare più nella vicenda che restano quindi al limite della divagazione. Proprio questa scelta penalizza sotto certi aspetti l’opera, che potrebbe aver sicuramente beneficiato di un approfondimento di alcuni fronti aspetti per poter restituire un racconto ancora più intimo e personale. A ciò si aggiunge anche la mancata opportunitàdi rendere l’esperienza di lettura ancora più unica, legando a doppio filo brani della sua produzione con il fumetto stesso – così come avviene in Troppo facile amarti in vacanza di Bevilacqua, in cui ogni capitolo veniva associato a una canzone da ascoltare durante la lettura.

Queste lievi mancanze non inficiano comunque quella che è un’ottima storia con svolte narrative interessanti e tavole capaci di ricreare scene dal forte impatto emotivo. L’opera di Mox e Fazi funziona bene ed è capace di focalizzare l’attenzione sui temi principali che compongono il mosaico finale senza però voler correre qualche rischio ulteriore, scandagliando più a fondo i personaggi principali, restituendo una storia perfettamente funzionale che probabilmente potrebbe godere in futuro di ulteriori approfondimenti.

Abbiamo parlato di:
Polifonia
Johnny Mox, Chiara Fazi
Coconino Press, 2025
168 pagine, brossurato, colori – 19,00 €
ISBN: 9788876187506

Daniele Garofalo

Daniele Garofalo

Nato a Catania nel 1996, si appassiona ai fumetti sin da piccolo, cominciando a leggere Diabolik, Topolino e Il Giornalino, scoprendo successivamente il fumetto americano ed europeo, eleggendo Batman suo faro guida nella vita di tutti i giorni. Laureato in Giurisprudenza e pianista a tempo perso, continua a coltivare la passione per i fumetti affacciandosi con interesse a nuovi autori e generi. A questo si accompagna un interesse sempre maggiore per cinema e videogiochi, forme narrative che condividono molto con il fumetto. Nel 2023 decide di portare la sua passione per la nona arte a un livello successivo cominciando la collaborazione con Lo Spazio Bianco.

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