
La miniserie, composta da due soli volumi, racconta le vicende di un gruppo di persone in grado di vedere e percepire le entità soprannaturali – mostri, spiriti, demoni – e per questo deputate a proteggere la città assicurandosi che non sconfinino sulla terra. Proprio loro sono “i difensori del confine” tra i due mondi, che danno il nome all’opera.
La storyline non è propriamente lineare e nel primo volume vengono introdotti diversi personaggi che non si riescono a collocare con immediatezza – è opportuno in tal senso segnalare che si tratta di una storia a episodi, che ha quindi nella sua natura il fatto di essere piuttosto frammentaria. D’altro canto, questo crea una certa tensione narrativa che spinge il lettore a proseguire nella storia per saperne di più. Gli accadimenti a volte sembrano sbrigativi e fanno desiderare un maggior sforzo di approfondimento, reso chiaramente impossibile dalla brevità dell’opera.
Se per temi trattati quest’opera ricorda altri manga in tendenza del periodo – uno fra tutti Jujutsu Kaisen, in cui le maledizioni, al pari di alcune entità qui rappresentate, simbolizzano la negatività o la malvagità delle persone – ciò non è vero dal punto di vista del ritmo: gli episodi sono focalizzati più sulla quotidianità dei “difensori” che sulle vere e proprie battaglie e perciò l’azione a volte viene a mancare, soprattutto nel primo volume. Il tutto riesce comunque a rimanere accattivante, grazie al forte appeal fantasy.
Lo stile grafico, ricercato e riconoscibile, si allontana dai classici canoni del manga: gli occhi non sono necessariamente grandi e tondi, ma dove lo sono trasmettono appieno l’epicità del momento o le emozioni dei personaggi grazie alla loro brillantezza. Il tratto ricorda quasi l’illustrazione di storie per bambini; la rappresentazione delle entità soprannaturali in alcune occasioni riporta a un’ambientazione fiabesca, nonostante gli accadimenti del fumetto abbiano luogo in città e non in un mondo fantastico, ma non mancano riferimenti e rimandi al folklore – alcuni mostri somigliano a quei draghi delle raffigurazioni tradizionali che spesso in Giappone decorano i templi.
Le tavole sono pulite e precise, mai confusionarie, con il giusto numero di dettagli che ne delinea l’ambientazione. Alcuni sfondi ricordano la pittura ad acquerello, sensazione che si acuisce nelle poche pagine a colori. L’autore fa inoltre largo uso della prospettiva, creando distorsioni e sbilanciamenti dove necessario dare carattere agli eventi.
In conclusione, I difensori del confine si delinea come una buona serie di target Seinen senza troppe pretese, nulla di nuovo o mai visto, ma di piacevole lettura per gli amanti delle ambientazioni fantasy – oltre che una buona occasione per un primo incontro con questo autore, le cui sole illustrazioni valgono la pena del tempo speso in lettura.
Abbiamo parlato di:
I difensori del confine Vol. 1 e 2
Toru Terada
Traduzione di Keiko Ichiguchi, Paola Cantatore
Toshokan, 2023
264 pagine, brossurato con sovraccoperta, bianco e nero con pagine a colori – 7,90 €
ISBN: 9788852400186, 9788852400704









