
Questa, in sintesi, la sinossi di In un soffio, graphic novel edita da Oblomov scritta e disegnata da Sonno (nome d’arte di Michela Rossi), fumettista classe 1991 che si era già fatta notare per Prima di tutto tocca nascere (Feltrinelli) ma anche per la curatela dell’inserto Fumetti del quotidiano Domani.
Per presentare la storia, la protagonista e il suo mondo, Sonno utilizza l’escamotage del diario registrato attraverso un auricolare dalla stessa Erre: ci troviamo così catapultati in un mondo che vive la grande contraddizione di un cambiamento climatico che ha creato un ambiente benevolo che offre i suoi frutti senza sforzo e in abbondanza, un’ambientazione bucolica e pacifica che si scontra con quella di una guerra insensata che, pur essendo al centro della trama, è percepita in realtà come lontana, aleggia eterea e impalpabile su un campo di battaglia silenzioso e vuoto.

Ma la riflessione sull’insensatezza guerra, portata avanti con poche efficaci metafore visive nel corso dell’opera non è il vero cuore del racconto, che è invece concentrato sulla vicenda personale della protagonista, che racconta la sua storia e sposta il conflitto dall’esterno all’interno del suo vissuto, nella sua famiglia e in sé stessa. I suoi dubbi sulla guerra e le sue fazioni diventano ben presto dubbi sulla sua stessa esistenza, obbligata per ragioni famigliari ad essere in secondo piano, fino a spingerla a rinunciare al suo nome e la fiducia nell’altro.
L’incontro con la sorella scomparsa e tanto cercata la mette a confronto con le sue stesse fratture e il suo bisogno, sempre negato, di essere riconosciuta: con una metafora surrealista, poetica ed ermetica al tempo stesso, Sonno parla della condizione di una generazione (forse di un’intera società) alla ricerca di una identità perduta all’interno di una struttura spersonalizzante, che spinge all’individualismo ma offre strumenti che distruggono la dignità stessa della persona. Erre appare a volte rassegnata, il volto allungato dal naso aguzzo, la bocca una linea ferma e leggere ombre sotto gli occhi, ma nel corso del volume è capace di scatti di rabbia, moti di orgoglio e dolcezza: il racconto di Sonno si sofferma spesso sui dettagli di questo viso, che di frequente occupa la pagina intera, o appare dietro a vignette che nel frattempo raccontano il resto della storia.
, tra denti aguzzi e bocche che si ingrandiscono a dismisura – elementi che giocano con il contenuto serio e realistico della storia e ne esaltano la componente fantastica.
Più che nella struttura narrativa, che in molti punti soffre di una connessione poco ordinata e fluida tra le varie parti (in particolare tra la prima, quella dedicata alla guerra, e la seconda, con protagonista la sorella), Sonno è brava nell’impostazione del ritmo e nella gestione delle tavole che brillano per architetture molto variegate, tra cambi di prospettiva, inquadrature inaspettate, giochi di dimensioni e posizioni. Questo, unito a vari momenti in cui il disegno si fa lirico e poetico, fa da contraltare ad alcuni punti, concentrati soprattutto nella prima parte, in cui i testi sono preponderanti: la necessità di far entrare il lettore in poche pagine all’interno della storia e quello di sviluppare alcune riflessioni sulla guerra porta a un sovraccarico delle didascalie.
Nonostante alcune imperfezioni, In un soffio conferma la singolarità della voce artistica di Sonno: metafore visive e surrealiste e una narrazione dal retrogusto di fiaba nera per affrontare temi trattati da molti altri fumettisti con uno sguardo personale, coraggioso, ambizioso e non banale.
Abbiamo parlato di:
In un soffio
Sonno
Oblomov, 2023
148 pagine, brossurato, bicromia – 20,00 €
ISBN:9788831459815








