
I disegni appartengono alla miglior tradizione del segno di Gipi: nervoso ed essenziale, una graffiante stilizzazione, intrisa di angoscia che, anche quando rappresenta un sorriso, lo permea di inquietudine. Le tavole di solo testo che quasi esce dalle pagine, prive di margini anche in quelle dei ricchi disegni, opprimono a tal punto da trasmettere l’ansia vissuta dall’autore. L’arte che si fa espressione delle esigenze interiori e dei moti d’animo dell’artista, come nella grande letteratura e o nella miglior pittura: questo è il punto. Si potrà anche discutere del Gipi uomo e delle sue opinioni, ma è veramente difficile oppugnare che porti il fumetto a livelli espressivi altissimi.
La narrazione è straziante, soprattutto pensando da cosa scaturisce, ma capace di strappare anche un sorriso (amaro). Ci sono almeno due piani narrativi fondamentali: quello della realtà vissuta dallo sceneggiatore televisivo, con tutti i personaggi che lo circondano e che concorrono a delineare la postura tenuta nell’opera, e quello delle fantasie dell’autore, che servono a spiegare e chiarire i suoi stati d’animo, le sue reazioni autentiche e non quelle ostentate con i suoi colleghi e amici. Il parallelo con la realtà è sin troppo evidente. C’è una precisa presa di posizione, condivisibile o meno ma onesta intellettualmente, contro il pregiudizio qualunque esso sia. Non importa in che direzione vada, per chi parteggi, o quale sia l’orrore che vuole sconfiggere, se è un pregiudizio è sbagliato a prescindere, per quanto si possa ammantarlo di motivazioni in apparenza giuste, in realtà tendenziose quando non faziose. Assistiamo quasi ogni giorno a quale possa essere l’influenza di un “bias”, viziato magari da ipocrita buonismo, sulla considerazione di fatti e affermazioni che hanno il solo difetto di non seguire dettami prestabiliti e dominanti. Ci sia consentito un esempio importante, per chiarire: i variegati schieramenti di commentatori riguardo alle diverse guerre in corso – non scendiamo in dettaglio perché non è il caso in questa sede – che tendono spesso, anche in buona fede, a tenere conto di una sola posizione, assurgendola quasi a dogma, che non può essere messo in discussione mai, in nessun caso. Gipi è forse arroccato allo stesso modo sulle sue posizioni, può essere, tuttavia dimostra una lucidità di esposizione e una capacità di analisi fuori dal comune.

Abbiamo parlato di:
Stacy
Gipi
Coconino Press, 2023
264 pagine, cartonato, bianco e nero – 23,00 €
ISBN: 9788876187049








