
Volendo tradurre alla meglio il titolo, Mieruko-chan significa “la ragazza che può vederli”. La trama dell’opera è ben chiara già dal titolo, almeno per un fruitore giapponese. Le scritte alla fine della sovraccoperta del volume, però, che recitano “non li vedo, decisamente. Mi è solo entrata una cosa nell’occhio. No, non li vedo. Assolutamente no” rendono tutto sommato chiaro il contenuto anche a un lettore italiano, attirando la sua attenzione e invitandolo a sfogliare le prime pagine.
La trama ruota attorno a Miko Yotsuya, la protagonista che, improvvisamente, inizia a vedere gli spiriti. Nel tentativo di mantenere la sua normale quotidianità, però, li ignora e non reagisce alle loro domande e azioni, seppur spesso inquietanti, comportandosi con nonchalance in loro presenza, per quanto questo sforzo impatti fortemente sulla sua salute mentale e fisica. Fa il possibile, inoltre, per evitare che Hana Yurikawa, la sua migliore amica, priva del suo dono, venga molestata dagli spiriti.
Il perno centrale del manga è dunque Miko e il modo in cui si relaziona con sé stessa e col mondo esterno. La sua reazione di fronte agli spiriti è diametralmente opposta a quella che probabilmente avrebbe chiunque altro: invece di spaventarsi e urlare decide di continuare a rimanere calma, fredda e distaccata, nella speranza di non essere notata e di allontanarli. Dentro di lei la paura e il terrore prendono comunque il sopravvento, ma mantiene esternamente sempre un elevato controllo di sé. Da parte loro, le creature cercano costantemente qualcuno che sia in grado di vederle: non appena Miko riesce a convincerle di non esserne in grado solitamente si allontanano, alla ricerca di un nuovo umano a cui mostrarsi.

Dal punto di vista artistico, sono diverse le cose importanti da segnalare. Il tratto di Tomoki Izumi è molto preciso, pulito e relativamente poco dettagliato quando deve disegnare i personaggi umani e gli ambienti. I personaggi, comunque, risultano molto carini e ben riusciti, anche se soprattutto nella prima parte del volume, in particolare nelle interazioni con Hana, esagera con il fanservice, regalando frequenti scene leggermente erotiche (quelle che definiremmo col termine ecchi) che creano un enorme contrasto con la componente horror. Quando invece disegna le crature spiritiche, il tratto diventa molto più sporco, cupo e dettagliato: alcuni spiriti sono davvero spaventosi, e le espressioni di Miko riescono a far arrivare al lettore la sua paura e il suo disagio quando si trova in loro presenza.
Per quanto riguarda l’edizione, la qualità della carta e della rilegatura è ottima, il volume si legge con piacere senza rischi di rovinarlo. Anche la sovraccoperta è al tatto molto piacevole e consiglio ai lettori di sfilarla almeno una volta per osservare un diverso punto di vista delle scene rappresentate. Lodevole inoltre la presenza delle pagine a colori.
Mieruko-chan è una serie consigliata agli amanti dell’horror, dal momento che le creature sono spaventose, ed è veramente difficile non sentirsi dispiaciuti per ciò che Miko deve affrontare quotidianamente. Ma la peculiarità dell’opera è proprio introdurre, a volte in modo un po’ comico, la componente horror nel quotidiano: Miko si trova ad affrontare le sue paure sempre, sia quando è a casa a farsi un bagno, sia quando è fuori con Hana. Riuscirà a capire perché vede queste creature? E troverà una soluzione per evitare di vederle o almeno per allontanarle?
Abbiamo parlato di:
Mieruko-chan #1
Tomoki Izumi
Traduzione di Emilio Martini
Planet Manga, 2023
152 pagine, brossurato, bianco e nero – 7,00 €
ISBN: 9788828727293









