
Pur parlando di posseduti, anime perdute, disperazione senza speranza e simili amenità, riesce a conservare gradevole la fruizione, senza cadere nella leggerezza. Con richiami a topos narrativi di genere (soprattutto cinematografico: horror, western, action, noir, solo per citare i più evidenti) e dialoghi a volte lunghi ma mai ampollosi, imbastisce un’opera narrativa originale, avvincente e ben orchestrata. Da notare la totale mancanza di didascalie: ogni descrizione è superflua, in parte grazie ai summenzionati dialoghi, in parte per la qualità dei disegni di Paul Azaceta. Il suo tratto, pur sporco, mantiene una nitidezza eccezionale e la costruzione della tavola è efficacemente progettata per dare il giusto ritmo.
Di particolare qualità e interesse sono le “micro-inquadrature” all’interno di diverse vignette con dei piccoli primi piani, che funzionano da controcampo alla vignetta che le contiene. Potente l’espressività dei volti; alcune pagine sono addirittura senza balloon perché è sufficiente la loro rappresentazione icastica a manifestare le emozioni dei personaggi.
Outcast è un fumetto di grande qualità, che meriterebbe più spazio e clamore di quanto effettivamente ne abbia, nonostante abbia anche un buon adattamento televisivo, di discreto successo e ottima fattura.
Abbiamo parlato di:
Outcast: Il Reietto #17 – Invasione
Robert Kirkman, Paul Azaceta
Traduzione di Stefano Menchetti
saldaPress, maggio 2018
48 pagine, brossurato, bianco e nero – 2,30 €
ISBN: 9788869193125










Condivido, gran bella serie.