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Ratti, guerra e satira – Rat-Man e’ vivo

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PREMESSA

Per un caso “fortuito” o per una “sensibilità editoriale” che si avvicina alla preveggenza, il numero 70 di Rat-Man Collection di (Panini Comics) esce in concomitanza con i giorni più violenti del conflitto israelo-palestinese a Gaza, oggi concluso. La fortuna, in questo caso, risiede nella semplice constatazione che, Gaza o non Gaza, i conflitti nel mondo sono assai frequenti e la probabilità che uno di essi si inasprisca in modo radicale è assai alta.
Ratto, il nuovo capitolo delle vicende dello stralunato Uomo-Topo di Ortolani, parla infatti di guerra e del contesto ideologico e parossistico che caratterizza ogni conflitto. La violenza televisiva a cui abbiamo assistito, prima che visiva, è nella demagogia e nella parzialità delle informazioni che sono state diffuse. E l’efficacia del lavoro di Ortolani risiede proprio nella forza parodistica con la quale l’autore ha evidenziato la portata di tale violenza, culturale, umana ed esistenziale.
La storia, in due parti, si conclude questo mese con il numero 71, nel quale il protagonista si ritrova faccia a faccia con il se stesso che ha sposato la vendetta e, in una delle sue molteplici manifestazioni, la guerra invece della pace. Al termine della vicenda Rat-Man si riconosce nella persona che riproduce atti e parole di distruzione e di annullamento dell’umanita’, in nome di idoli conosciuti e ingannatori. Un riconoscimento che appare tragico e senza scampo, ma che, nelle ultime vignette, si rivela essere superficiale e passeggero. Con un abile gioco di scambi di presupposti psicologici e di gag fantozziane Rat-Man da testimone diventa prima vittima di se’ stesso e poi protagonista della rimozione di massa che sembra caratterizzare così chiaramente la nostra societa’, la nostra contemporaneita’.

IL RATTO

In Italia abbiamo la grande fortuna di leggere i lavori di un autore come che attinge dall’immaginario statunitense per rielaborarlo con una sensibilità popolare ed europea, dando vita a una sintesi di esperienze che rendono il suo Rat-Man assolutamente unico nel panorama fumettistico mondiale. L’ironia diventa spesso satira, soprattutto quando al centro delle vicende si collocano i mostri delle ideologie e del qualunquismo buonista popolare. Nei numeri 70 e 71 della serie inedita, fingendo di sbeffeggiare i cliche’ di pellicole come Rambo, egli costruisce quella che è probabilmente la più efficace espressione di satira sulle guerre ideologiche del nuovo millennio che sia stata realizzata in un fumetto. Il titolo del primo capitolo, Ratto, che naturalmente gioca sull’assonanza con Rambo e al contempo riprende il nome del protagonista, si colora di sfumature inquietanti se circostanziato rispetto al tema della guerra e del contesto politico sopra accennato. In quei giorni era poco frequente ma possibile leggere dichiarazioni di civili a Gaza che ammettevano di sentirsi e di muoversi come topi, all’ombra dei muri, cercando riparo da un luogo a un altro. Uomini come topi, quindi, come la metafora visiva utilizzata nel celeberrimo Maus di .
E ancora topi come un incombente pericolo per l’uomo, alla luce del potenziale distruttivo dei ratti nelle periferie delle citta’, soprattutto laddove la pulizia è un problema secondario se non ultimo e la distruzione di case e sistemi fognari favorisce la loro proliferazione.
I ratti devastano e allo stesso tempo i ratti sono le vittime. Un’assonanza logica che rinforza la parodia di Ortolani, che l’autore mette in scena con vignette forti, ricche di ombreggiature e contrasti. “Ha Gesu’ con se’…” si sente dire mentre Ratto spara all’impazzata con in mano un crocifisso. La guerra è religione dei mentecatti. Conflitto di e tra topi. La guerra è fascino televisivo per chi è fuori e i ratti sono anche gli spettatori che divorano le spettacolarizzazioni televisive. Conflitto per topi.
Ma in definitiva, sembra dirci Ortolani, vittime sono tutti: i civili impotenti; i soldati che massacrano per rispondere a un ordine; i sostenitori di una o dell’altra parte, perché ammansiti da ideologie e finzioni; i politici che sacrificano la propria umanità in nome del potere e del profitto.

FICTION

Ma il fumetto di Ortolani è anche molto altro. Lavorando sull’immaginario collettivo e sulla fiction (cinematografica, fumettistica, letteraria, ecc.) Ortolani rielabora e deride i cliche’ più ricorrenti: dalla immancabile combinazione di guerra e sesso, al topos del reduce di guerra senza un luogo in cui stare, all’esaltazione dell’eroe invincibile.
Ratti, guerra e satira - Rat-Man e' vivo - immagine2-5237In un periodo in cui il citazionismo e il revisionismo (inteso come forma di meta-narrazione che gioca con i tormentoni di genere nei diversi media) vanno per la maggiore, spesso con risultati medio bassi, Ortolani mostra a tutti una strada efficace: rielaborare, deridere, de-contestualizzare e ri-contestualizzare per offrire ai lettori nuove associazioni logiche e costruire nuovi concetti. In definitiva, il gioco meta-narrativo sbeffeggia il contenuto dei paradigmi che quotidianamente guidano le nostre idee, le nostre scelte, i nostri schieramenti ideologici e politici, l’elaborazione delle informazioni.
Il processo di destrutturazione di Ortolani si erge come apice di un percorso narrativo imprevedibile e assolutamente personale. Nella facile e pretestuosa divisione tra popolare e autoriale, si è spesso detto implicitamente che alla seconda categoria possano appartenere esclusivamente opere che rifuggono in larga parte i generi o la fiction. Nel caso di Rat-Man ci troviamo di fronte a un’opera che, presa organicamente, mostra il tentativo (riuscito in larga parte) di offrire un’interpretazione personale e idiosincratica del fumetto popolare statunitense per antonomasia, quello dei supereroi. L’approccio ironico e parodistico che la caratterizza, per quanto sempre efficace e spesso motore primo delle vicende, rischia di diventare specchietto per le allodole per i lettori meno attenti. Rat-Man non si esaurisce nella risata, nelle gag, nella messa in scena sarcastica. Come dimostra felicemente questo capitolo sulla guerra, la serie è semplicemente il contenitore da riempire con l’immaginazione e la sensibilità del tutto personale di Ortolani.
I risultati più alti si hanno quando l’autore decide di fare satira, cosa che avviene più spesso di quanto si creda. Lavorare sui pregiudizi e le convinzioni delle persone, deridendoli e mostrandone il lato più comico e violentemente becero, trasforma immediatamente la pura e divertita parodia in efficacissima satira, e rivelano un approccio al fumetto unico nel suo genere in Italia.
Che si tratti di un approccio serissimo, per quanto divertito, Ortolani lo conferma attraverso la cura sempre più personale per il tratto e la costruzione della tavola. Non dimentichiamoci che Rat-Man è innanzitutto un fumetto. e’ qui, nello stile, nella linea, nella scelte delle inquadrature, nel ritmo del racconto che l’autore rivela la serietà della sua ricerca e del suo approccio. Archiviata la lezione Kirby (non perché dimenticata, ma perché ormai completamente metabolizzata e fatta propria), Ortolani sembra muoversi in tre direzioni contemporaneamente: il fumetto popolare italiano di fine anni ’60, inizio ’70; la linea concettuale che nasce dalla caricatura del fumetto underground americano, oltre che alla lezione di Kurtzman e di Mad; la sintesi dinamica e fortemente espressiva dei manga più innovativi (Lone Wolf & Cub, l’equilibrio nel tratto tra dramma e commedia di Tezuka).
e’ in questo connubio felicissimo e perfettamente risolto che Rat-Man appare come una dimostrazione eclatante dell’inattualità della dicotomia popolare-autoriale. Ma si manifesta anche come esempio unico nel panorama fumettistico italiano di un prodotto seriale vincente sul piano delle vendite, realizzato per le edicole in una veste quanto meno dimessa (e quindi popolare) che dà spazio alla più totale libertà espressiva di un autore, libero da condizionamenti e da piani editoriali vincolanti. Quali altre opere vantano queste caratteristiche?
e’ in questo contesto che va letta l’ultima saga di Rat-Man, di cui Panini Comics è artefice quanto fortunata protagonista (il successo di vendite di tutto cio’ che produce Ortolani è stato a suo tempo una sorpresa per la stessa Panini, che ha d’altra parte il grande pregio di aver voluto credere e investire per prima nel potenziale dell’autore e della sua creatura). Ratto è una storia quindi che non appare come esempio isolato o fortuito, ma frutto di un’evoluzione tuttora in atto e che sta cambiando dall’interno i presupposti stessi della serie. Rat-Man è un pretesto, le parodie sono un pretesto, il divertimento sono il modo più utile e intelligente, nel caso di Ratto, per veicolare altri spunti di riflessione e metterci a confronto con i paradossi della nostra contemporaneita’. Un’operazione espressiva e comunicativa rara e, per questo, ancora più preziosa.

Riferimenti:
Il sito ufficiale di Rat-Man: http://rat-man.imd.it/
Il sito ufficiale di Panini Comics: www.paninicomics.it/web/guest/home

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