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La Lega degli Straordinari Gentlemen

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La Lega degli Straordinari Gentlemen - immagine1-3135Sontuoso. Qualsiasi aggettivo più moderato svilirebbe il prestigio del cast di personaggi di questa opera di e Kevin O’Neill. La formazione della Lega allinea Wilhemina Murray, Henry Jekill/Edward Hyde, il Capitano Nemo, Hewley Griffin, Allan Quatermain. Ma una simile collezione di personaggi non è certo facile da raccogliere: Mina Murray ed il Capitano Nemo hanno il loro bel daffare per recuperarli e convincerli. Quatermain, icona della decadenza dell’Impero, è sorpreso a comporre i suoi acrostici d’oro nello stordimento dell’oppio; e, chissa’, forse è salvato al di là della propria volontà (proprio come l’Impero?). Jekyll/Hyde sono semplicemente strappati ad una squallida carriera di serial killer. Nel loro caso, parlare di volontà è sempre e comunque ambiguo. L’ambiguità di Griffin, ovvero l’uomo invisibile, e’, invece, di ben più pericoloso livello; e non parliamo certo della suo sfruttare la propria invisibilità per sfogare la propria libido sulle povere ragazze, segregate in un collegio, alla merce’ di una direttrice, simile più ad una tenutaria di bordelli che ad un’educatrice.

E non da meno sono i loro avversari, i loro capi e le comparse, che fanno capolino dalle pagine. Ed assolutamente all’altezza sono i casi che la Lega si trova a dover sbrogliare: innanzitutto, il pericolo della costituzione di un impero malavitoso, con base nel sottosuolo londinese, che intende sfruttare un nuovo fantastico materiale antigravitazionale, la cavorite, per costruire macchine volanti, che gli garantiscano l’invincibilità militare. Quindi, nel secondo volume, la Lega dovrà contrastare l’invasione di terribili tripodi, provenienti nientedimeno che da Marte.Il punto critico di entrambi questi primi due casi, scopriranno i nostri eroi, sarà comunque la condotta dell’Impero stesso. è infatti a carico (e discredito e disonore, in un mondo dove l’etica e l’onore avessero un ruolo virtuoso) dell’Impero che si riveleranno essere le scoperte più inquietanti che la Lega dovrà affrontare.

Tutto questo, in uno scenario dove pullulano citazioni dalla letteratura avventurosa e fantastica in genere del XIX e XX secolo. A tal proposito, chi sia curioso dei rimandi a cui ogni dettaglio di queste vicende riferisce può utilmente compulsare La guida non ufficiale a La lega degli Straordinari Gentlemen di Jess Nevins (Alberto Casiraghi ne ha parlato qui).
Noi torneremo sull’argomento in chiusura di articolo.

 

THIS SCIENTIFIC AGE

What profit if this scientific age
burst through our gates with all its retinue
of modern miracles! Can it assuage
one lover’s breking heart? what can it do –
To make one life more beautiful, one day
more godlike in its period?
[1]

XIX secolo: il mondo accelera. Cio’ che era stato valido per generazioni non serve più, oppure non è più sufficiente; i padri iniziano a non capire il mondo dei figli, e viceversa. Macchine invadono la vita delle persone, non raramente la devastano, catturandone i corpi nei loro ingranaggi frenetici. Vapore, carbone, acciaio sono combinati in manufatti, che divorano e trasformano energia. La rivoluzione industriale costruisce un mondo sempre più artificiale, proprio quando inizia a circolare la voce che homo sapiens, in fondo, è solo una scimmia nuda, scesa da non molto dagli alberi. Sulla scena compaiono telai meccanici sempre più veloci, e potenti locomotive; e sommergibili e macchine volanti e razzi per la luna. Chi può reggere l’urto di tutto questo, planare sull’onda del progresso, o almeno non rimanerne travolto, capire i nessi fra le parti? Non certo gli operai inurbati, nuova specie che lotta per non essere ridotta a versione moderna degli antichi schiavi. Piuttosto, lo possono fare (o possono almeno provarci) personaggi straordinari quali uomini invisibili, schizofrenici farmaco guidati, avventurieri sopravvissuti ai pericoli di lande e popoli misteriosi. Figure strane che, per un motivo o per l’altro, vivono ai margini della societa’; specie di freaks, che non si capisce se delineino un nuovo tipo di umanità o ne incarnino tratti, sogni, incubi, archetipi o stereotipi. A questa categoria, appartengono i membri della Lega degli Straordinari Gentlemen.

La Lega degli Straordinari Gentlemen - immagine2-3135Non per tutti loro l’adesione è volontaria; e non tutti sembrano, come dire, leali verso la missione della Lega, ovvero la sicurezza dell’Impero Britannico. Che dire, ad esempio, del Capitano Nemo, notorio combattente per l’indipendenza di nazioni oppresse contro gli imperi, profilo molto simile a quello che oggi verrebbe marchiato come terrorista? E l’ambiguo Griffin, che sempre cerca il modo di sfruttare la sua invisibilità a proprio vantaggio? Quanta fiducia si può riporre in lui?

Sicuramente, ciascun membro vive in maniera particolare l’appartenenza alla Lega, ovvero i rapporti con gli altri membri, con le missioni da svolgere e con il responsabile, un imperscrutabile Mister M, che può sempre cambiare, ma cui debbono comunque obbedienza, come rappresentante della Corona. A questo punto è chiaro che il mistero principale, quello il cui progressivo disvelamento tiene avvinti, sono le motivazioni dei singoli membri: perché accettano di far parte della Lega, vera e propria SWAT al servizio del potere? Che cosa li tiene uniti? Bastano le munifiche ricompense? Basta il carisma di Wilhemina Murray? Senza voler troppo svelare, dalle pagine emerge con chiarezza che cio’ che tiene insieme la Lega e’, all’inizio un principio negativo: i suoi membri sono rigettati dal consesso civile, catalogati come rifiuti inutili, figure indegne e scandalose, mostri. Condividono un ostracismo sociale, che costituisce lo steccato entro il quale si trovano ad agire. La partecipazione alla Lega non è affatto un modo per rendersi accettabili alle persone normali, a quei sudditi modello, che “fingono che tutto vada alla perfezione”. è un contesto entro il quale le loro esistenze trovano un senso, o sono almeno accettate: Edward Hyde esemplifica bene questo concetto (come, lo scoprite leggendo il secondo volume; noi intendiamo solo incuriosirvi!). Con una possibile, ma notevole, eccezione, la lealtà alla Lega (e prima ad essa, che all’Impero) è proprio espressione della volontà di partecipare e mantenere in vita quella zona franca sociale, dove le convenzioni sono sospese e ognuno può addirittura mostrare le proprie debolezze, senza timore che gli vengano ritorte contro. Il circo dei freaks, appunto. Mina Murray, leader del gruppo, catalizza questi umori sulla propria persona: la sua parabola sociale ha distillato nel suo carattere tutte le capacità necessarie al ruolo; ed è lei, unica donna della Lega, il cui carisma è pari solo alla sensualita’, ad innescare l’emergere dei sentimenti più profondi negli altri personaggi. Nel bene e nel male.

 

OLTRE IL FUMETTO

Come quasi da tradizione delle opere di Moore, anche la Lega degli Straordinari Gentlemen è accompagnata da materiale extra fumettistico, imitazioni di manifesti pubblicitari e racconti e resoconti di avventure e stranezze, che integra l’opera. Nel primo volume, Moore ci propone nientepopodimeno che una avventura di Alan Quatermain, mentre nel secondo un lungo Almanacco del nuovo viaggiatore, che, più che diari del XIX secolo, ci ricordano i tanti articoli e libri su fatti misteriosi ed inspiegabili, che pullulavano in libreria e nelle riviste negli anni ’70 del XX secolo (un nome per tanti: il nostro Peter Kolosimo). Notiamo che il corrente revival di questo genere letterario, rende automaticamente questi testi spunti di riflessione sul tema. Tuttavia, mentre le locandine di O’Neill sono assolutamente esilaranti, la parte narrativa, pur intrigante come concetto, resta, a nostro parere, materiale secondario: può certo entusiasmare un fan di Moore, ma lasciare piuttosto indifferente un lettore che suo fan non sia. Di queste sezioni, colpiscono, alla fine, più le efficaci vignette di accompagnamento ed il tono generale, che lo stretto contenuto. Tratto comune a questi elementi, e loro senso ultimo, è senz’altro lo spirito parodistico, che offre un eventuale, ma non necessario, contraltare alle vicende narrate attraverso le tavole. Naturalmente da godere sono poi le varie tavole fuori testo, in particolare, i ritratti dei membri della Lega, e le copertine degli albi singoli, nei quali la saga fu originariamente pubblicata.

 

CONCLUSIONE

La Lega degli Straordinari Gentlemen è una ricerca sulla formazione del nostro immaginario fantastico: la tesi di Moore è che il nostro corrente immaginario si sia formato dal brodo primordiale della letteratura avventurosa del XIX secolo, periodo in cui prendevano forma molte delle categorie sociali, culturali e politiche a cui la visione occidentale del mondo tuttora largamente si informa. Piu’ influente di tutte, quella di progresso. Considerare LSG una parodia (della Justice League of America, magari) è francamente riduttivo; un po’ come definire Ivanhoe parodia dei romanzi cavallereschi. L’ironia che pervade le tavole, i dialoghi, le storie di contorno, è strumento di analisi dei personaggi e delle situazioni. I nostri eroi non abbracciano una missione; sono, piuttosto, naufraghi, saliti, o fatti salire, a bordo di una pittoresca e pericolosa zattera. I loro successi sono messa in scena di una speciale eterogenesi dei fini e li pongono, ogni volta, di fronte al quesito centrale, di sempre, della politica: se un Potere si definisce dai mezzi che utilizza per raggiungere i propri fini, che cosa pensare e che cosa fare quando quei mezzi sono gli stessi di coloro che dichiara nemici della società e contro i quali mobilita i propri sudditi? Detto nel conciso stile del poeta: Esistono poteri buoni?

Ma, sottolineiamo, La Lega degli Straordinari Gentlemen e’, prima di tutto, un’appassionante avventura, dove il senso del meraviglioso è assoluto protagonista. Di questo, dato a Moore il suo, dobbiamo esser grati ad O’Neill: una volta soddisfatto il desiderio di vedere come va a finire, è francamente doveroso tornare sulle tavole, per gustare il ritmo delle scene, la resa dell’atmosfera delle situazioni, degli stati d’animo attraverso i volti.

Per apprezzare tutto cio’, sottolineiamo, non serve sapere tutto quello che Moore sa dei propri personaggi. Cosi’, ad esempio, non serve certo sapere che sia la cavorite del primo episodio sia i tripodi marziani del secondo furono idea di Wells, per godersi queste avventure. Anzi, detto fra noi: sapere tutto può magari togliere, a qualcuno di loro, mistero, quindi fascino. Quel mistero si diradera’, ma attraverso la storia stessa, questa storia. Certo, chi conosca le vicende e sofferenze di Mina Murray, del Capitano Nemo di John Carter e degli altri, si compiacerà dell’erudizione di Moore (ovvero della propria), ma non accede, con cio’, ad un diverso livello di lettura delle vicende o dei personaggi. Tutto quello che serve sapere è in queste pagine, assolutamente indipendenti dalle proprie fonti di ispirazione, e noi vi invitiamo caldamente a leggerle ed a lasciarvi trasportare dalle parole di Moore e dalle visioni di O’Neill.

Ah, poi c’era una volta un film sulla Lega degli Straordinari Gentlemen, certo, ma non fu tessuto di materiale della stessa qualità del fumetto. Diciamolo inutile, e chiudiamola qui.

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