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Trumoon 2017: il nuovo volto della Scuola salernitana

A più di trent’anni dalla sua ultima uscita, la storica “Scuola salernitana” rilancia la rivista contenitore Trumoon sotto forma di associazione culturale.

Torna Trumoon, la rivista a fumetti realizzata negli anni ’80 dal gruppo degli autori della “Scuola salernitana” che, negli anni successivi, hanno scritto e disegnato pagine importanti della storia del fumetto italiano.
Dopo 32 anni si raduna la storica band composta da Bruno Brindisi, Roberto De Angelis, Raffaele Della Monica, Luigi Coppola, Enzo Lauria, Luigi Siniscalchi, , Daniele Bigliardo e Giuliano Piccininno, per citare i più noti, ai quali si è aggiunta nel tempo una seconda generazione di professionisti fra i quali troviamo Antonella Vicari, Luca Raimondo, Giuseppe D’Elia, Lucilla Stellato, Elisabetta Barletta, Giuseppe Liotti e Luca Maresca.

Lo Spazio Bianco ha intervistato Giuseppe De Nardo per capire cosa si nasconde dietro il rilancio della storica testata e quali obbiettivi vuole raggiungere.

Intanto grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo dal passato: nel 1982 nasce la rivista Trumoon. Quali obbiettivi si poneva in quel momento il progetto scaturito dalla mente di un gruppo di giovani artisti talentuosi?
Nell’82 Trumoon nasceva dal desiderio di creare uno spazio autogestito (e ora come allora autofinanziato) che permettesse ai giovani talenti di esprimersi. Cercammo di costruire un polo, un punto di riferimento per i giovani autori di fumetti del sud. A pensarci bene, nonostante siano passati trentaquattro anni, l’obbiettivo resta lo stesso anche adesso che siamo diventati un’associazione culturale.

Trumoon 2017: il nuovo volto della Scuola salernitana

Cosa credi abbia funzionato della prima serie e quali sono i motivi che hanno portato alla chiusura della testata quattro anni dopo?
A mio parere uno dei punti di forza del primo corso di Trumoon era la diversità e varietà di contenuti. Diversità che sottintende diversi modi di interpretare il fumetto, sia dal punto di vista tecnico e grafico, che tematico. Un pregio, senza dubbio, che alimentava il dibattito interno e portava ad una maturazione professionale gli autori stessi. Perché la chiusura?! Trumoon non ha chiuso i battenti! Ci siamo solo concessi una lunga pausa durata trentaquattro anni.

Il vostro team ha sempre viaggiato abbastanza coeso: dall’inizio sui fumetti per adulti, al passaggio sulle storie dei mensili della ACME, Trumoon e infine lo sbarco alla SBE. Quanto siete rimasti in contatto in questi anni e quanto è stato forte il legame nato sin degli inizi?
Siamo amici, prima che colleghi. E questo è stato uno dei nostri punti di forza. Chi più chi meno, ci si sente con una certa assiduità. Alcuni di noi hanno lasciato la Campania, ma siamo costantemente in contatto.

Il progetto Trumoon rinasce ora nel 2017. Qual è stata la genesi del nuovo Trumoon project e da quale riflessione scaturisce il progetto?
Trumoon rinasce sotto forma di associazione culturale mediante la spinta e l’euforia di giovani talenti del fumetto, campani e non. Un’euforia coinvolgente che ha contagiato anche noi membri fondatori e che ci ha portato a dar vita ad un progetto più ambizioso di quello del passato. Non si tratta quindi di un’operazione nostalgia fine a se stessa, ma di un’esperienza che nasce per dare vita a un laboratorio permanente, a uno spazio creativo aperto al confronto e allo scambio. Per questi ed altri motivi è imminente l’apertura di un portale online che possa contenere iniziative editoriali ed opere originali create e sviluppate dalle giovani leve, sotto l’attenta guida dei professionisti del settore, membri fondatori della nostra associazione. Ovviamente non ci limiteremo al sito web, ma abbiamo in programma anche mostre, laboratori, progetti editoriali e collaborazioni con istituzioni scolastiche ed educative.

Trumoon 2017: il nuovo volto della Scuola salernitana

Quanto è cambiato il background culturale e il modo di concepire il fumetto dalla prima esperienza con Trumoon?
Come la cultura pop, anche il fumetto è nettamente cambiato rispetto agli anni Ottanta. Le nuove tendenze tematiche e stilistiche ci portano a sperimentare nuove tecniche e progetti editoriali, che si spera possano risultare innovativi. Come già detto, in questa versione 2.0, Trumoon si affaccerà anche al web, mostrando particolare attenzione allo smartphone. Mossa necessaria, che nasce soprattutto dall’esigenza di coinvolgere nuovi giovani lettori.

Come è organizzato il progetto a livello editoriale? Inoltre, state facendo scouting o aspetterete candidature?
Stiamo definendo un preciso piano editoriale che vede il portale come base di partenza per la creazione di nuove storie e progetti. Stiamo anche elaborando un modulo che consenta una rapida e scorrevole lettura tramite smartphone.
Per ora non facciamo scouting, ma sempre più ragazzi, provenienti da ogni parte d’Italia, chiedono di far parte del progetto. Ovviamente le nostre porte sono aperte a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco.

Avete deciso di produrre le vostre opere online per poi pubblicare più facilmente in formato
cartaceo?

Si, al web sarà affiancato il cartaceo, che non abbiamo intenzione di abbandonare. Ne è testimonianza l’imminente uscita di un nuovo numero di Trumoon, che riprende la numerazione lì dove era stata interrotta, proprio dal numero 5 e che rappresenta un ideale anello di congiunzione tra vecchio e nuovo corso. L’inedito verrà portato in anteprima assoluta qui, a Salerno al Fantaexpo, per poi essere presentato alla fiera del fumetto di Cosenza Le strade le paesaggio il 22/23/24 settembre. Seguiranno altre iniziative editoriali cartacee, magari già questo Natale.

Trumoon 2017: il nuovo volto della Scuola salernitana

Ci puoi già dire qualcosa riguardo gli autori e le storie che vedremo?
Essendo soci fondatori, i membri del vecchio corso parteciperanno, secondo le loro disponibilità, ai vari progetti editoriali che ci vedranno coinvolti. Nel nuovo numero di Trumoon, di prossima uscita, per esempio, potrete trovare storie di Giuliano Piccininno, Bruno Brindisi, Raffaele Della Monica, Enzo Lauria e Luigi Siniscalchi, che hanno lavorato congiuntamente alle nuove leve. La copertina invece sarà di Roberto De Angelis. Per quanto riguarda le storie, nel numero 5 faranno la loro comparsa alcuni personaggi a cui speriamo di dare una serialità, come Fra’ Trumone o il simpatico alieno Gennaro di Storie di Altri mondi, quest’ultimo già apparso nei numeri del vecchio corso. Questi ed altri personaggi speriamo possano diventare delle mascotte che contraddistinguano la nostra produzione.

In che misura l’operazione è di promozione piuttosto che di produzione (ovvero quanto è più importante il proporre autori e promuovere il fumetto piuttosto che realizzarlo)?
L’intento principale è ovviamente quello di promuovere e proporre i giovani autori e le loro opere, ma questo non fa passare in secondo piano la cura e la qualità delle produzioni. Sarà nostra premura far convergere le due cose sullo stesso binario.

Con quale criterio avete scelto (o sceglierete) i nuovi autori che parteciperanno al progetto?
Non c’è un criterio, le porte sono aperte a tutti quei talenti che dimostrino tanta buona volontà, voglia di fare e di mettersi in gioco.

Trumoon 2017: il nuovo volto della Scuola salernitana

Continuare a portare avanti il nome Trumoon sembra un segno di nostalgia, non rischia di dare un’immagine “desueta” a questo nuovo progetto?
Come già accennato, il nuovo corso di Trumoon non è un’operazione nostalgica fine a se stessa, ma un laboratorio sperimentale in continua evoluzione. L’associazione infatti intende cimentarsi in nuovi e innovativi progetti, editoriali e non, che facciano emergere i nuovi talenti, facendo tesoro dell’esperienza del vecchio corso. Un ritorno al futuro insomma.

Che idea di fumetto volete restituire o proporre con questo progetto?
Sin dal vecchio corso, Trumoon è stata etichettata come “rivista popolare d’autore” e noi vorremmo mantenere questa impronta. Attraverso le nostre storie, infatti, vogliamo raccontare la realtà, le esperienze di vita e le problematiche del nostro tempo, senza prenderci troppo sul serio ma anche senza banalizzare. Nessun genere è precluso. Insomma, Trumoon era e continuerà ad essere un‘etichetta, un contenitore non omogeneo di storie ed esperienze che speriamo possa continuare ad essere vetrina per nuovi talenti del fumetto italiano.

Grazie per intervista e in bocca al lupo per il rilancio di Trumoon.
Grazie a voi. A presto!

Intervista rilasciata via mail ad Agosto 2017.

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