
La prostituta Rachel Goodrich, capace di cambiare bandiera senza nessuna vergogna, i due fratelli Braddock, il reduce di guerra Randy Nelson o il viscido avvocato Timothy Wilson sono solo alcune delle figure rese quasi vive dai tanti particolari che le contraddistinguono. Su tutte forse spicca un Tex ancora più “spietato”, intransigente e monolitico del solito; un uomo quasi ossessionato da una sete costante di giustizia.


Alla parte grafica, come nello scorso numero, troviamo il bravo Massimiliano “Leomacs” Leonardo, capace di aggiungere una sorta di sceneggiatura per immagini a quella scritta, vista la quantità di informazioni che le sue tavole riescono a trasmettere. Il disegnatore fornisce ancora una prova di grande qualità affidandosi a uno stile classico nel quale spicca la sua estrema capacità di caratterizzazione dei personaggi. Sempre buona la realizzazione e la conduzione della tavola che sfrutta fino ai suoi limiti la cosiddetta “gabbia bonelliana”. Leomacs è un disegnatore capace di modellare il proprio stile in base al personaggio sul quale lavora, in questo caso si affida a un tratteggio fitto che ricorda il grande Ferdinando Tacconi, scomparso nel 2006.
Interessante notare un peculiare espediente usata dal disegnatore: il suo Tex, soprattutto quando si confronta con i nemici, “esce” letteralmente dalla gabbia della tavola, quasi che la sua statura, specchio del suo eroismo e della sua caratura morale, non possa essere contenuta dalle vignette. Una scelta probabilmente voluta visto le numerose volte in cui è adottata questa soluzione.
Inferno a Oil Springs si distingue come una delle migliori storie di Tex lette in questi ultimi tempi, un risultato non facile da ottenere visto la costante alta qualità della serie.
Abbiamo parlato di:
Tex #655 – Inferno a Oil Springs
Gianfranco Manfredi, Leomacs
Sergio Bonelli Editore, maggio 2015
114 pagine, brossurato, bianco e nero – € 3,20
ISSN: 9771121561008-50655







