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K.O. a Tel Aviv: vivere in Israele secondo Asaf Hanuka

Lo straordinario talento di Asaf Hanuka si esprime in tavole autoconclusive dove la vita reale viene dipinta con fervida e lucida immaginazione.
Articolo aggiornato il 28/09/2017

K.O. a Tel Aviv: vivere in Israele secondo Asaf HanukaA metà strada tra diario personale-familiare e inconsueto punto d’osservazione sul mondo mediorientale, K.O. a Tel Aviv è l’opera che ha posto i riflettori su . Dal 2010 l’artista di Tel Aviv realizza con cadenza settimanale sia per la rivista israeliana The Calculist che per il proprio blog The realist, le tavole autoconclusive raccolte in volume in Italia da .
L’autore, formatosi alla Scuola del fumetto di Lione, dopo aver ricoperto il ruolo di illustratore per varie riviste e di insegnante d’illustrazione, ha realizzato insieme al fratello gemello Tomer il comic book sperimentale Bipolar (nominato agli Ignatz Award e agli Eisner Award) e Il divino su testi di Boaz Lavie (anch’esso recentemente pubblicato da Bao ), oltre ad aver collaborato all’animazione di Valzer con Bashir, film-documentario diretto da Ari Folman e nominato agli Oscar. È però da K.O. a Tel Aviv che emergono con maggior incisività la sua personalità e il suo talento.

Le pagine del volume trattano temi quali il rapporto con se stessi, le incomunicabilità familiari, la volontà di essere un buon padre, la difficoltà a sbarcare il lunario e le tante esperienze anche piccole che in qualche modo possono segnare un’esistenza. Tali elementi, chiaramente e dichiaratamente autobiografici, sono filtrati da uno sguardo diretto e sincero che permette con estrema facilità di sviluppare empatia con i personaggi e sono inframmezzati da piccoli richiami alla cultura ebraica, alle costanti tensioni interne, a un clima perennemente instabile e non sempre vivibile. Questo stridore tra la vita domestica fatta di problemi comuni e il difficile contesto sociopolitico che l’autore vive con evidente disagio, genera un effetto riverberante, quasi a rendere la sua abitazione un rifugio da difendere da un mondo problematico.

K.O. a Tel Aviv: vivere in Israele secondo Asaf HanukaDel resto Hanuka non ha facili verità da rivelare, né tanto meno fini prettamente documentaristici e fa coesistere tutti questi spunti nella medesima opera, col risultato di una certa frammentarietà e disomogeneità (legate senz’altro alla loro apparizione originaria all’interno di un blog) che coincidono anche con il difetto principale dell’opera.
Sicuramente l’intero volume si segnala per il suo straordinario appeal dal punto di vista visivo. Le trovate grafiche non sono meri orpelli bensì pregne di senso narrativo, realizzando un forte connubio e interscambio tra la freschezza delle idee e la loro realizzazione grafica.

È possibile intravedere in K.O. a Tel Aviv due diverse strutture narrative: le strisce e le illustrazioni, entrambi della lunghezza di un’unica tavola. Queste due tipologie differiscono per impostazione, concept e approccio. Le strisce molto spesso presentano nelle prime vignette una situazione realistica, tratta da un momento di vita con la moglie o il figlio oppure da esperienze personali.
Nel dipanarsi della pur breve trama, l’autore spesso aggiunge connotati fantasiosi, con frequente ricorso a un’iconografia tratta dall’immaginario collettivo, come quando egli stesso si trasforma in Hulk o la sua ragazza assume le sembianze di un licantropo. Spesso viene rappresentato non tanto l’oggetto o il personaggio che il lettore si aspetta di avere davanti, quanto un suo sostituto improbabile ma concettualmente ad esso connesso. Un esempio è la seconda tavola, in cui durante una discussione seria sul lasciare la propria abitazione, l’autore si trasforma in un piccolo astronauta in partenza su un razzo, quale evidente segnale della difficoltà di doversi trasferire, quasi fosse un viaggio verso l’ignoto.

K.O. a Tel Aviv: vivere in Israele secondo Asaf Hanuka

K.O. a Tel Aviv: vivere in Israele secondo Asaf HanukaSe da un lato tali inserti possono servire a sdrammatizzare alcuni avvenimenti o addirittura a generare ilarità, dall’altro evidenziano una narrazione basata su metafore e sottrazioni, su suggerimenti quasi mai esplicitati fino in fondo, lasciando al lettore il compito di scorgerne il senso intrinseco e di coglierne le diverse sfumature.
Maggiore immediatezza e impatto possiedono invece le illustrazioni a tutta pagina. Queste sono sovente dotate di minor complessità tematica, costituendo piuttosto l’apice di un processo di sintesi in cui confluiscono le tutte le precedenti esperienze grafiche di Hanuka come illustratore.

Nella colorazione di frequente l’autore contrappone colori caldi a tonalità più cupe, rendendo con i primi gli elementi fantasiosi in modo da dar loro particolare risalto.
Un merito dell’edizione Bao risiede nell’inserimento di alcune note di testo a piè di pagina che consentono di contestualizzare meglio determinate situazioni per i lettori meno avvezzi alla cultura israeliana.

In conclusione, sebbene diverse situazioni narrate risultino profondamente radicate nel suo background d’appartenenza, con K.O. a Tel Aviv Asaf Hanuka si dimostra in grado di esprimere una comunicabilità e un’universalità che rappresentano un dono raro e prezioso, anche grazie a scelte compositive e cromatiche che rispecchiano un’immaginazione visionaria, viscerale e a tratti corrosiva.

Abbiamo parlato di:
K.O. a Tel Aviv
Asaf Hanuka
Traduzione di Michele Foschini
Bao Publishing, aprile 2015
96 pagine, brossurato, colore – 14.00 €
ISBN: 9788865432389

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