Il sonno della nazione genera mostri: “American Monster”

Nel suo nuovo lavoro Brian Azzarello mostra tutto il suo repertorio, con qualche interessante novità che lascia intravvedere qualcosa di più.

Il sonno della nazione genera mostri: “American Monster”Dedicarsi a un genere significa per un autore cimentarsi ogni volta con topoi ben precisi, situazioni tipiche e  personaggi più o meno codificati. Una serie di risorse che allo stesso tempo sono vincoli e paletti imposti alla storia che si va a raccontare ancor prima del suo inizio. Limitazioni che danno all’autore un risicato margine di manovra per conferire al proprio racconto se non originalità, perlomeno personalità.

appartiene indiscutibilmente a quella categoria di scrittori, in cui possiamo inserire anche Ed Brubaker, che hanno legato il proprio nome al genere noir, avendo scritto centinaia di storie e decine di serie declinate nel genere.
Basti citare l’affascinante 100 Bullets o la sua (discussa) gestione di Hellblazer, serie horror storica della DC/Vertigo contaminata dall’autore di Cleveland con pesanti influenze hardboiled.

Un marchio di fabbrica

Avventurarsi nella lettura di un’opera di Azzarello significa quindi esplorare un mondo i cui confini sono già noti, specialmente se si è usi al genere o affezionati lettori dello sceneggiatore. E il primo volume di American Monster è indubbiamente un lavoro in pieno stile Azzarello. Protagonista della serie è l’imponente Theo Montclare, un reduce rimasto orribilmente sfigurato in guerra, che piomba come una sventura in un paesino del Midwest. Non contento del turbamento che la sua sola vista provoca negli altri, Theo ci mette pochissimo a terrorizzare gli abitanti con i suoi modi rozzi e decisamente minacciosi. Come tutti i duri Theo parla poco e quando lo fa non è per essere gentile.

Ma l’uomo non è l’unico energumeno pericoloso a infestare la cittadina: a fargli compagnia c’è una coppia di amici dediti al traffico di armi e un predicatore di estrema destra decisamente poco compassionevole. E una serie di flashback mostrano come costoro siano in qualche modo legati all’incidente che ha sfigurato il protagonista.

Vendetta, tremenda vendetta ma non solo

Gli ingredienti sembrano quindi quelli classici: vendetta come movente principale, violenza e tanta depravazione: la galleria di personaggi messi in scena da Brian Azzarello e Juan Doe, del cui lavoro parleremo più avanti, ha davvero poco di confortante. Tanto che, nonostante le copertine siano monopolizzate dalle fattezze deturpate del reduce, a volume concluso è difficile decidere quale dei protagonisti meriti il titolo di Mostro Americano, vista l’abbondanza di candidati.

Il sonno della nazione genera mostri: “American Monster”

La sinistra provincia americana immaginata dagli autori è ricca di figure rozze e immorali se non addirittura depravate, che sfruttano la fede per il proprio tornaconto, esibiscono con naturalezza tatuaggi che inneggiano alle SS e si disinteressano (quando va bene) della propria prole.
Accanto infatti a macchinazioni e tradimenti, esecuzioni e doppi giochi, la vicenda si sviluppa per sentieri (almeno apparentemente) secondari, che hanno per protagonisti un gruppo di adolescenti della cittadina, trascurati da famiglie e alle prese con questioni esistenziali e identitarie affrontate con l’ausilio di droghe e sesso.

Beata gioventù

Lo spazio concesso alle giovani controparti di questa umanità alla deriva è forse quello che più colpisce di questo primo volume di American Monster. Ne costituisce infatti la parte emotivamente più forte, e quella meno scontata, visto che esula da quanto il genere impone in termini di caratteri e dinamiche, e di fatto colloca l’autore al di fuori della sua confort zone.
Parafrasando il titolo di un riuscito film dei fratelli Coen, potremmo dire che Snow, l’adolescente figlia di uno dei trafficanti d’armi è “l’uomo che non c’era”, la variabile che potrebbe portare a risultati imprevisti nell’equazione.

Per il resto chi conosce già lo stile di scrittura di Azzarello non troverà nel lavoro grandi elementi di innovazione, il che non è di per sé un fattore negativo: Brian Azzarello è ormai un maestro riconosciuto del genere noir e hardboiled. La penna dello sceneggiatore la si riconosce nella caratterizzazione dei personaggi, fieri testimoni delle tipizzazioni che il genere pretende, o nella conduzione dei dialoghi, al solito rapidi e duri, spesso carichi di allusioni o riferimenti su cui il lettore è chiamato a ragionare per riuscire a seguire l’intreccio. Perché i personaggi di Azzarello parlano poco, non amano ripetersi e soprattutto non perdono tempo in spiegazioni (per loro) superflue.

Altrettanto tipica è la segmentazione della narrazione, che prevede sistematici cambi di scenario, siano essi flashback o semplici stacchi di inquadrature. Un metodo semplice ma efficace per dare complessità a intrecci (per ora) tutto sommato lineari, e conferire tensione alla lettura attraverso la sospensione imposta dal passaggio tra le varie sequenze.

Il sonno della nazione genera mostri: “American Monster”

I disegni di Juan Doe valgono senza dubbio quanto la prosa di Azzarello: la resa delle onomatopee e il tratto lievemente cartoonesco regalano una sfumatura comica utile a stemperare la seriosità della narrazione, mentre l’uso del colore contribuisce ad accentuare il senso di decadenza e cupezza che impregna lo scenario della vicenda. L’uso di colori acidi, le improvvise incursioni di rosso (stesso colore del volto sfigurato del protagonista)  e lo spesso contorno nero che avvolge le vignette trasportano il lettore in una realtà distorta e inquietante.

Un primo numero promettente quindi, in cui i due autori offrono una prova senza dubbio di qualità. Manca forse l’ingrediente in grado di far saltare il lettore sulla sedia e l’aderenza al genere è per ora il tratto distintivo dell’opera, ma resta da vedere come lo sceneggiatore svilupperà i vari personaggi e i rispettivi intrecci, come questi collideranno tra loro e quanti rimarranno sul campo prima che giunga la parola fine.

Abbiamo parlato di:
American Moster vol. 1 – Dolce casa
Brian Azzarello, Juan Doe
Traduzione di Stefano Formiconi
saldaPress, settembre 2017
120 pagine, colori, brossurata – 14,90 €
120 pagine, colori, cartonata – 19,90 €
ISBN: 9788869192838

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