Secondo Quasirosso l’indaco è il colore di Dio

Secondo Quasirosso l’indaco è il colore di Dio
Quasirosso racconta le debolezze delle persone con "Indaco", il suo fumetto edito da Feltrinelli Comics.

Indaco_QuasirossoUn viaggio a bordo di un van alla ricerca di Dio. pubblica Indaco, la nuova graphic novel di Giovanni Esposito, aka , che a solo un anno dall’uscita di Seitu riafferma il suo talento nell’illustrazione, nella colorazione e in alcune scelte stilistiche che sono diventate la sua firma.

Sei persone dalle più svariate provenienze, dopo una semplice ricerca Google su ”come incontrare Dio”, si ritrovano casualmente insieme su un pulmino a nove posti per un viaggio in cui realtà a sogno sembrano talvolta sovrapporsi.
Ognuna delle persone coinvolte ha caratteristiche molto specifiche, sia fisiche sia caratteriali, e se ci poniamo sulla meta-linea dell’interpretazione potremmo dire che ognuno di questi individui rappresenta una fragilità, una debolezza umana, una motivazione per mettersi alla ricerca di un un essere superiore, Dio, che possa rispondere alle loro domande più intime e possa sciogliere i nodi che attanagliano il loro animo.

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Il vecchio Umberto ad esempio, inizia una ricerca perché non riesce più bestemmiare al bar e si sente defraudato della sua autorevolezza nel gruppo di amici, incarna la paura di perdere il controllo su di sé e di non ritrovarsi più nei propri valori. Le differenze generazionali e le difficoltà che bambinə e adolescentə riscontrano nel rapportarsi con le persone adulte sono rappresentate dalla presenza della piccola Mara. Cosma possiede una cicatrice che si muove sul corpo nudo e che lei copre con una sciarpa come a indicare tutte le storture e le fragilità che ogni individuo vorrebbe nascondere, eliminare, senza però riuscirci veramente. Robin e Alex sono una coppia in viaggio alla ricerca di un punto di incontro, la loro relazione è ancora guidata da una dinamica di lotta di potere e sentono di dover andare oltre per poter vivere serenamente la loro storia. E infine Marco: non sembra avere un ruolo così preciso come ognuno degli altri viaggiatori, ha il compito di guidare le conversazioni, ponendo domande e convogliando su di sé tutti i dubbi che non riescono a essere espressi del resto del gruppo. E quasi come se fosse appositamente descritto per facilitare l’immedesimazione di chi sta leggendo, il suo sguardo spesso interrogativo e indagatore accende la curiosità verso tutte le altre espressioni.
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L’incontro con un paio di personaggi piuttosto anonimi, che avviene durante il tragitto, risulta essere funzionale nel mettere in discussione lo stato delle cose. La graphic novel è divisa in due parti: nella prima le persone raccontano di sé e definiscono la propria immagine in modo quasi statico, nella seconda parte invece ognuno dei viaggiatori si muove verso una rinnovata coscienza. E’ come se gli incontri che si susseguono dessero uno scossone a ciò che i personaggi pensano di essere e li spingano verso quella che è, in fin dei conti, la loro vera ricerca.

si afferma nuovamente come un abile illustratore. Le immagini, nonostante la loro semplicità, giocano un ruolo chiave nel rendere la lettura immersiva. Il tratto è sottile e tremolante e tende a creare dei piccoli grovigli di linee nella ricerca di conferire espressioni particolari ai personaggi. Anche in Indaco, esattamente come in Seitu, i balloon sono disegnati a mano e ad essi arrivano delle linee spesso ricurve che escono direttamente dalle bocche, come se ogni frase fosse l’esalazione del loro fiato. L’utilizzo di questa linea è ciò che maggiormente identifica la cifra stilistica dell’autore.

Indaco_QuasirossoIl tratto così dettagliato nel disegno delle figure umane e di alcuni oggetti di scena, si scontra con la quasi totale assenza di sfondi. Sono proprio i colori che, utilizzati in modo magistrale, fanno da fondale a ogni vignetta. Questa assenza di contesto disegnato non impoverisce la scena, anzi, i colori sono veri propri protagonisti: guidano nella lettura delle tavole, rendendosi essi stessi parte integrante della struttura narrativa. Le luci e le ombre non sono rappresentate in senso stretto – infatti i colori sono pennellate piatte – ma nella scelta della loro disposizione e in particolari tavole sono in grado di far percepire anche gli angoli di buio o in ombra. Sarebbe interessante vedere questo fumetto su un tipo di carta diverso, di quelli che assorbono meno l’inchiostro ed esaltano i colori rendendoli più brillanti.

La conclusione della graphic novel è forse la parte un po’ più debole: un finale semi-aperto dove non viene appieno giustificato il viaggio delle persone alla ricerca di Dio. Ma forse l’autore ha voluto giocare proprio con l’impalpabilità del divino, una trascendenza che non dà risposte ma pone solamente ulteriori domande.

Abbiamo parlato di:
Indaco

Comics, 2022
176 pagine, brossurato, colori – 19,00 €

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