Milano è la nuova tappa di Ringo, Seba, Rosa e Nuè nel terzultimo numero della seconda stagione di Orfani.
In una metropoli devastata e in rovina i protagonisti si scontrano non tanto con nuove minacce esterne, quanto piuttosto con conflitti e sospetti interni.
Colpi di scena e scelte difficili

Roberto Recchioni mette prima a confronto Ringo col vecchio amico/rivale Jonas, che gli suggerisce il modo per sconfiggere i Corvi della Juric che gli stanno dando la caccia, poi nel terzo atto dell’albo mostra un confronto serrato tra i membri del gruppo.

Nella crisi interna alla squadra dei protagonisti, invece, si crea una tensione psicologica prima ancora che narrativa piuttosto riuscita, in grado di rendere realistico un colpo di scena che non sorprende molto, visto il soggetto coinvolto. La crepa che si forma tra i ragazzi e il loro atteggiamento al riguardo non rappresentano certo una situazione originale in questo tipo di racconti, ma Recchioni riesce a tenere desta l’attenzione del lettore grazie a una cura particolare nel trattare quella circostanza. La concitazione degli attimi rende la scena confusa quanto basta per risultare credibile.
l linguaggio usato dallo sceneggiatore in questi frangenti, così come nel dialogo tra Ringo e Jonas, assume un registro colloquiale vicino a quello delle serie televisive odierne: l’autore romano attinge a quel tipo di costruzioni verbali che, pur difficilmente riscontrabili nella vita reale, risultano ormai familiari all’orecchio del pubblico medio. Così facendo, però, non sempre la sceneggiatura presenta dialoghi veramente convincenti: in alcuni casi suonano un po’ artefatti, al netto però di alcuni scambi in cui invece la conversazione riesce a coinvolgere il lettore con alcune scelte maggiormente ispirate.
Scene per uno psicodramma
I disegni di Luigi Pittaluga giocano molte volte con la costruzione della tavola, la cui impostazione si dimostra dinamica e funzionale al racconto.
Le scelte di composizione della pagina sono apprezzabili, soprattutto quando servono a focalizzarsi sui personaggi e sui momenti più forti emotivamente. Un esempio è dato dall’utilizzo di tre vignette su una sola striscia, con primi piani alternati di due personaggi che si stanno confrontando. A pagina 22, in particolare, si può notare che nella terza vignetta, quando l’inquadratura torna su Ringo dopo lo stacco sul lupo con il quale sta combattendo, il primo piano è più ravvicinato di quanto non fosse nel primo riquadro, con conseguente efficace comunicazione visiva al lettore.
Meno convincente appare invece il suo stile al servizio dei personaggi, nei quali non sempre l’artista è in grado di caratterizzare in modo piacevole i volti e le pose, che risultano un po’ ingessate e poco dinamiche. Il character design viene ripreso in maniera piuttosto fedele, ma rispetto agli altri disegnatori che si sono avvicendati sulla serie si avverte una maggiore staticità.

Le ampie vedute di Milano sono invece giustificate dalla volontà di mostrare lo scenario di distruzione presente. Pittaluga è bravo nel rendere riconoscibile la città pur tra le macerie, facendo un buon lavoro sopratutto con il Castello Sforzesco, teatro della maggior parte del numero.
La scelta in questi casi si alterna tra vignette quadruple che mostrano una buona fetta di ambientazione e doppie che, coprendo tutta la lunghezza della pagina, trasmettono un effetto da widescreen cinematografico.
Le ambientazioni sono valorizzate dai colori di Luca Saponti, prevalentemente caldi e usati in modo da comunicare tanto lo scenario dominato da macerie quanto la situazione tesa tra i protagonisti.
Svolte narrative per destini complicati

A uscirne meglio da questa storia sono Ringo e Rosa: il primo – ci ricorda Recchioni – non è privo di umanità dietro alla scorza dura da uomo vissuto, e lo dimostra nel momento più adatto della vicenda. La seconda, con i suoi timori e il suo splendido tentennamento in un momento cruciale, si pone più che mai come simbolo della serie, grazie alla sua caratterizzazione contraddittoria e sfaccettata.
Altro elemento precipuo della ragazza è certamente la malinconia: un sentimento che, insieme a una certa disillusione di fondo, pervade spesso la serie e che sembra voler distinguere in modo particolare la conclusione di questo arco narrativo.
Abbiamo parlato di:
Orfani: Ringo #10 – Animali selvaggi
Roberto Recchioni, Luigi Pittaluga
Sergio Bonelli Editore – luglio 2015
98 pagine, brossurato, colori – € 4,50
ISSN: 9 772283 302003 50022









