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La realta’ riflessa nell’ANIMAls: intervista a Laura Scarpa

14 Maggio 2009
Queta nuova proposta targata Coniglio Editore segna il gradito ritorno di una rivista a fumetti in edicola. Una rivista d'autore vera e propria, che vanta le firme di Mattotti, Gipi, Toffolo, David B., Bacilieri, Vinci, Tuono Pettinato, Corona e tanti altri. Tra narrativa, disegnata e non, un'operazione che merita attenzione e che ha suscitato forte curiosita' tra i lettori e gli operatori del settore. Ne abbiamo parlato con chi sta al timone di questo progetto: Laura Scarpa.
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Partiamo dall’inizio: perché una rivista fumetti? E perché chiamarla ANIMAls?
Il nome ce l’ha regalato Filippo Sco’zzari, che segue la “partita” da bordo campo, pronto a entrare in gioco. I nomi, credo, devono avere un senso non didascalico, preferisco non didascalizzarlo, dunque. Ma certo coesistono due parole in una: Anima e Animale.
Non credo negli angeli e negli spiriti, ma l’anima è il vento che muove le cose e in fondo siamo tutti un po’ bestie… per una rivista che vuole essere attenta alla vita e alla realtà, sia intime che sociali, mi sembra abbastanza aderente, intuitivo.

Dalla scomparsa delle storiche riviste a fumetti a più riprese c’é stato il tentativo di riportare questo formato editoriale in edicola, mai andato a buon fine. Non credete che proprio in questo periodo di recessione economica sia anche per questo ancora di più un azzardo?
I bravi giocatori rischiano, i giocatori mediocri sopravvivono appena, le vecchiette che si mantengono con piccole puntate sono una delle realtà dei casino’, noi siamo un giocatore che crede non solo nella fortuna, ma nell’audacia e nel calcolo! Crediamo molto in questo progetto, perciò scommettiamo che supererà la barriera distribuzione-edicola, perché i lettori lo chiederanno.

Le migliori esperienze a livello di riviste contenitore si è sempre detto che si caratterizzavano dal fatto di avere un’anima, una personalità riconoscibile che trascendesse il materiale a fumetti presentato. ANIMAls per voi ha questa caratteristica e cosa la contraddistingue?
Se non ha un’anima ANIMAls! Eheh.. Questa è proprio una rivista in quella direzione, assolutamente lontana dall’essere contenitore, è una torre da dove guardare in molte direzioni, ma sempre riguardo a una realtà.
La realtà, la vita, l’intimità, la politica… vedere gli aspetti sociali e privati con ironia e con poesia, con freddezza o drammaticità, è questa la linea, precisa ma anche varia che vogliamo dare… o seguire. Ma un’anima non si descrive, come un film non si spiega, e la linea della rivista è ancora più netta di quello che le parole possono raccontare, lo si capirà presto leggendola, credo.

Fumetti, ma anche racconti di narrativa. Perché la scelta di questa commistione?
Perché assolutamente questa è una rivista a fumetti, ma che non vuole chiudersi nel ghetto dei fumetti. I fumetti non sono un genere, sono un linguaggio, narrativo, si avvicinano alla letteratura e talvolta al giornalismo, perché isolarli?
In un tempo aperto, speriamo, all’immigrazione, dove le culture si tendono a fondere e si comunica a grandi distanze, restringere il fumetto a nucleo di appassionati mi sembra suicida, oltre che sbagliato.
E poi sono convinta che chi legge fumetti legga anche altro. In un’Italia poco dotata di lettori, dividerli in gruppi chiusi è la morte dell’editoria, non solo fumettistica.

La lista di autori che collaboreranno alla rivista è notevole. Qual è stata l’arma che avete usato per convincerli nell’impresa?
Nessun’arma. Un po’ d’amicizia, la conoscenza personale con molti – ma in questo ambiente non è raro per chi ci lavora, come me, da trent’anni – e anche l’esperienza ormai settennale di di «Scuola di Fumetto» hanno aiutato a creare una rete. Ma spesso è bastato presentarsi, con i francesi, per esempio. Nel prossimo numero avremo anche Trondheim e Delisle.
Non è mai un rapporto freddo, persino gli agenti diventano facilmente “amici”. Se il progetto convince, gli autori sono davvero molto disponibili e pronti a dare qualcosa perché torni la rivista a fumetti, soprattutto se questa coincide con le loro idee. Il progetto è mio, ma so che è nato ispirato e spinto dalla presenza, dalla consapevolezza dell’esistenza attiva di molti nuovi e vecchi autori.

Riferimenti:
Coniglio editore: www.coniglioeditore.it
ANIMAls, il blog: animals-theblog.blogspot.com

Alberto Casiraghi

Alberto Casiraghi

(Collaboratore esterno) (operosa Brianza, 1968) Dal 2003 fino al 2011 è stato collaboratore e caporedattore de Lo Spazio Bianco per cui ha curato moltissimi articoli e recensioni. Nel 2005 a Milano, assieme ad altri redattori de Lo Spazio Bianco, ha lanciato la 24 Hour Italy Comics, e ha curato il volume che raccoglie le storie pubblicate nella prima edizione. Nel 2006 ha partecipato alla raccolta di saggi "Watchmen - 20 anni dopo", uscita per Lavieri. Ha contribuito all'Annuario 2007 de LoSpazioBianco.it pubblicato nel 2008 da Lilliput. Nel 2008 ha pubblicato per Coniglio Editore "Gipi. Lo straordinario e il quotidiano di un narratore per immagini".
Ha una moglie, una figlia, tre gatti, suona la chitarra e canta nella band indie-rock Alanjemaal, a cui ora dedica l'energia che ha caratterizzato la sua presenza su Lo Spazio Bianco.

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