Quattro chiacchiere con Salvatore Callerami

Quattro chiacchiere con Salvatore Callerami
Intervista con il fumettista siciliano a proposito dell’uscita per Schockdom del nuovo volume di Lui e L’Orso, commedia romantica dedicata all’amore omosessuale.

A Lucca Comics&Games 2019 Shockdom ha presentato il nuovo lavoro di Salvatore Callerami, Lui & L’Orso, narrazione ironica e appassionata di un amore omosessuale e della sua conseguente famiglia allargata. La serie di strisce, nate anni fa come webcomics e pubblicate poi in due volumi da Ren Books, ha così espanso la sua narrazione in una vera e propria storia lunga inedita, dove i personaggi di Diego e Simone e tutti i loro comprimari,vengono approfonditi nei caratteri e nelle relazioni, senza abbandonare l’ironia e la dolcezza che li contraddistingue dall’inizio.
Abbiamo fatto qualche domanda a Salvatore per approfondire questo suo recente lavoro, ma anche le opere precedenti, come il fiabesco Dandelion o il libro illustrato De Insecta Arcana. 

Ciao Salvatore e benvenuto su Lo Spazio Bianco. A Lucca Comics&Games 2019 hai presentato il tuo ultimo lavoro, Lui & L’Orso, storia inedita dedicata ai personaggi con cui ti sei fatto conoscere online. La serie era nata come strip umoristica: è stata dura trasformarla in un racconto lungo?
Ammetto che invece è stato il contrario! I Personaggi di Lui e l’Orso sono nati nel web da delle hot pic, poi sono passato alle strip divertenti ma sapevo che prima o poi avrei dovuto dare a entrambi i protagonisti (e anche ai comprimari che li circondano) più spazio per poterli raccontare e perché potessero mostrare tutte le loro sfaccettature. Posso dire che la storia inedita ha reso giustizia a tutti i personaggi e mi ha permesso di approfondire non solo le dinamiche di relazione tra Diego e Simone, ma anche alle altre interazioni tra i personaggi, come la relazione -inizialmente platonica- tra Susanna e Melissa. Alla fine sono stati i personaggi a creare la storia, se ci penso è come se non avessi fatto niente.

Lui & L’Orso arriva alla Shockdom dopo che con la stessa casa editrice hai pubblicato Dandelion, un lavoro molto differente e dedicato a tutt’altro pubblico. Mi sono chiesto, visto purtroppo il clima non-inclusivo (per usare un eufemismo) che si respira ancora oggi in Italia verso certe tematiche, come ha reagito a questa tua scelta chi ti ha conosciuto soprattutto con Dandelion.
Di fronte a questo domanda dico e ripeto a me stesso di vivere in una bolla (forse). Sì, molti dei lettori di Dandelion inizialmente hanno faticato a comprendere che l’autore fosse lo stesso, ma posso confermare con orgoglio che loro e gli altri lettori aggiunti successivamente non hanno mai avuto da ridire e lo stesso è sempre valso anche per me. In qualche modo hanno scoperto un altro lato del mio carattere, quello meno romantico e più ironico ed è forse questo che mi ha permesso di vivere in questa bolla. Certo, come sempre c’è stato chi si è lamentato, ma tra cento persone felici di leggere nuove storie, l’unico che si lamenta è semplicemente una voce fuori dal coro che non vuole aprire la mente. 

orso3Il libro, così come le precedenti strisce della serie, ha la particolarità di non farsi problemi nel mostrare scene “hot” trattandole con grande ironia e naturalezza. Una scelta davvero piacevole e sana (dal mio punto di vista), ma che immagino non ti avrà reso la vita facile. Anche perché, vivendo in una società patriarcale e “machista”, finché si mostrano nudi femminili e scene erotiche etero (dove comunque il nudo è sempre prevalentemente femminile) va tutto bene,diverso però è quando, come nel caso dei tuoi lavori, a farla da padrone sono i genitali maschili.
Credo che i tempi siano cambiati, e spero in meglio! Negli ultimi anni il nudo maschile pare stia andando alla grande, forse perché il mondo dei lettori di fumetti è più eterogeneo, con gusti diversi e che si abbracciano, sarà perché i social e le serie TV hanno contribuito molto, ma continuando così le mie potrebbero benissimo sembrare delle congetture. C’è sempre chi si scandalizza: così come si scandalizzano con un nudo femminile, lo stesso vale per il nudo maschile. L’unica arma di cui dotarsi di fronte a ciò è l’ironia. D’altronde, se mi è permesso dirlo, il sesso è divertente e se non ci si diverte, l’intimità va a farsi friggere. Lo stesso vale per le scene di sesso e voglio sorprenderti dicendoti che le storie d’amore tra due uomini sono molto apprezzate dal pubblico femminile. Quindi sì, ho ricevuto una miriade di segnalazioni nei social, ma sono solo piccolezze che non mi turbano più di tanto, poiché mi basti pensare di fare divertire chi mi segue e chi legge le mie storie. 

Il tuo stile, a partire dalle strisce, per arrivare a Dandelion e al volume di Lui e L’Orso, mi sembra sia molto debitore dello stile Disney, e in particolare dell’euromanga di produzioni come W.I.T.C.H. o Monster Allergy. In più Lui & L’Orso è cosparso di spassosissime citazioni dei Classici Disney.  Il tuo amore per il fumetto viene da lì?
Beccato! Tantissimo. Sono cresciuto a pane e Topolino, poiché da quando avevo 5 anni mia nonna materna me li portava ogni mercoledì. Da piccolo ho sempre scopiazzato i personaggi Disney e lo stesso facevo coi manga che leggevo negli anni dell’adolescenza, per poi infine scoprire il maestro Alessandro Barbucci (co-autore di Monster Allergy e W.I.T.C.H) e il suo SkyDoll di cui sono eternamente innamorato. Da allora ho cominciato ad emulare il suo stile per poi arrivare a oggi, con uno stile -spero- tutto mio!

Cosa puoi dirmi invece del ruolo di Sailor Moon nella tua formazione? Hai qualcosa in programma per i fan delle tue SailorBears?
Sailor Moon, come ormai credo sia palese, è diventata un po’ un’icona LGBTIQ+, ma soprattutto un’icona pop dei nostalgici “ottantini” come me. Ho sempre amato questa serie, fin da bambino, e da allora l’ho rivista più volte, e lo faccio tutt’ora quando sono in cerca di ispirazione. Mi piace il tratto, la storia, i personaggi, ma soprattutto la fantastica palette di colori dell’anime degli anni ’90. Sbavo con tutto quel rosa, mamma mia! Inoltre, da quasi quattro anni poi, ho intrapreso questo strano viaggio parodiale delle Sailor Bears, in pratica degli omaccioni travestiti nei panni delle omonime paladine della giustizia. L’ho fatto perché avevo bisogno di esternare qualcos’altro, per dimostrare la sensibilità maschile e la loro affinità col genere femminile, il genderbender, il body-positivity, tutte quelle minoranze che hanno bisogno di una voce, e l’unico modo con cui riesco a dare il mio contributo è proprio il disegno, con i maschi paciocconi travestiti da paladine della Luna. Magari un giorno uscirà fuori un bel Artbook tutto dedicato alle SailorBears. 

sailor bears

Come realizzi i tuoi fumetti? Tutto in digitale, o carta, matite e chine sono ancora importanti per te?
Ho iniziato con pennellino e china, ma da tre anni a questa parte, per questioni di tempo ma anche di spreco, sto realizzando i miei lavori totalmente in digitale. Ho trovato dei pennelli adatti al mio stile e sono contento di riuscire a emulare il tratto fresco che si ha di solito col tradizionale. Ma non nascondo che, nel mio privato, ogni tanto torno sulla carta, soprattutto quando sento il bisogno di sentire la “materia”. 

Invece per i colori ti affidi ad Antonio Fassio. Com’è nata la collaborazione tra voi e come mai hai deciso di avvalerti di un colorista per i tuoi libri?
Ammetto di non essere mai stato una cima col colore, tant’è che quando ho iniziato a disegnare Dandelion ho indetto un piccolo contest sui social per cercare un colorista. Tra tutti i partecipanti, Antonio Fassio era il mio preferito! Con Antonio è nata una collaborazione che poi si è tramutata in un’amicizia, lavoriamo insieme su molti progetti dal 2014 e sono arrivato al punto di lasciargli carta bianca sulla scelta del colore delle tavole. Lui sa già che palette usare, riconosce le atmosfere senza che gliene faccia menzione! Proprio per questo ritengo Antonio Fassio co-autore di alcuni dei miei progetti e non solamente un colorista. 

Tornando a parlare di Lui & L’Orso, devo dirti che personalmente trovo il finale davvero bello e azzeccato. Sei riuscito, a mio parere, con semplicità e dolcezza, a mandare un messaggio forte, senza alzare i toni e senza “urlare. Come dici tu alla fine della storia, la speranza è quella che “un giorno si possa amare senza più protestare”. Mi viene in mentre che molti di quelli che si sentono “scandalizzati” dalle esternazioni di chi ha una sessualità non etero, utilizzano come scusante i modi eccessivi di queste ultime. Persino Giorgio Gaber, che certamente non era un bigotto, sul finire della sua vita cantava: “i gay che han tutte le ragioni, ma io non riesco a tollerare le loro esibizioni”. Cosa ne pensi?
È una domanda lunghissima che meriterebbe forse una risposta altrettanto lunga, ma io mi sento di dire semplicemente che nessuno qui vuole essere tollerato. Ognuno è ciò che è, e che vuole essere. Siamo tanti, tutti diversi ed ognuno si esprime come meglio preferisce. C’è chi ama portare i tacchi, chi vestirsi di rosa, chi sfilare in mutande e chi preferisce indossare giacca e cravatta, poiché il Pride è questo, è una parata che grida a gran voce la libertà e l’orgoglio di ciò che si è. Tutti abbiamo il diritto di vivere la nostra vita come vorremo senza reprimerci. E c’è un filo sottile ma importante che separa questo mio messaggio dalla frase di un qualsiasi ignorantone che dice “ah, allora pure gli assassini e i pedofili sono liberi di esprimersi!”. No. Si è liberi di esprimere sé stessi senza torcere un capello al prossimo.

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Lui & L’Orso è dedicato a Andrea Berardicurti, personalità di spicco del mondo LGBTIQ+, morto poco prima dell’uscita del tuo libro. Cosa rappresenta per te la Karl duPigné?
Ho avuto l’onore e il piacere di poter lavorare con lei qualche anno fa durante alcune serate LGBT a Roma in cui ho collaborato e sono stato invitato a presentare Lui e l’Orso e, prima di allora, la conoscevo solo per fama. Scoprirla come persona, dietro il trucco e la parrucca, è stata una sorpresa oltre che fondamentale per il mio percorso. Ogni sua frase era (ed è) una citazione fatta. la sua grinta, la sua passione, il suo orgoglio e la sua eterna lotta per un mondo migliore, sono state per me (e penso per tutti coloro che l’hanno conosciuta) una grandissima fonte di ispirazione. Tanta è stata la sua influenza su di me che mi ha ispirato alla realizzazione di due personaggi di Lui e l’Orso, Melissa e Marytozza.

L’anno scorso è uscito anche Cinzia di Leo Ortolani, altra bella opera dedicata all’amore arcobaleno, ma particolare, poiché proveniente da un autore etero. Hai avuto modo di leggerlo? Cosa ne pensi?
Sì! Ho avuto il piacere di acquistare e leggere il volume a Lucca 2019. L’ho trovato esilarante, come è solita la comicità di Ortolani. Una comicità che a me piace molto e che trovo affine alla mia, come per i riferimenti pop inseriti in alcuni contesti. Mi hanno divertito alcune situazioni ma molte altre mi hanno fatto storcere il naso, forse per i luoghi comuni e per alcune battute scontate. Però non voglio certo criticare il lavoro di Ortolani, poiché è la visione di un fumettista eterosessuale ed è da premiare il fatto che abbia dato voce, a suo modo, al mondo LGBT.

Un’altra tua opera, che si distacca tanto da Dandelion quanto da Lui & L’Orso, è De Insecta Arcana. Cosa ci puoi raccontare di questo lavoro particolare, per certi versi lontano dal mondo del fumetto?
De Insecta Arcana è la mia prima autoproduzione dove ho mescolato le cose che più mi affascinano: gli insetti, le creature magiche e l’esoterismo. E, come hai già affermato, non è un fumetto, forse un romanzo illustrato ma nemmeno; l’ho chiamato “bestiario romanzato”, che pare una bestemmia, però mi piaceva il suono. Sono sempre stato un appassionato del mondo degli insetti, c’è stato un periodo che avrei voluto tanto studiare entomologia, ma non ho più il coraggio di tornare sui libri, dunque quel poco che sapevo l’ho unito al mondo fantastico delle creature magiche del piccolo popolo, come fate e folletti; infine un pizzico di esoterismo e di occulto che mi piace tanto, ed ecco la mia prima autoproduzione. Ho intenzione di farci una serie e di sfruttare tutto quello che so di questi tre mondi.

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Che fumetti leggi ultimamente? C’è il lavoro di qualche collega che ti ha appassionato in maniera particolare?
Disegno tanto e leggo poco, maledizione! Ma quello che leggo mi rimane impresso nel corpo, nell’anima e nel cuore. Ultimamente leggo molto le storie della strabiliante coppia Turconi e Radice, ogni loro racconto è davvero un’esperienza indimenticabile; poi ho letto la maggior parte dei fumetti dei miei colleghi della Shockdom, molti fumetti della Panini come la saga di Nomenomen; sto recuperando anche i classici Marvel, i fumetti di Alan Moore, pochi fumetti ma sicuramente emozionanti!

 In ultimo ti chiedo quali progetti hai in cantiere e se tornerai anche alle atmosfere favolistiche di Dandelion.
Dandelion tornerà sicuramente con un secondo volume, si spera nel 2021 (causa Covid-19 ho dovuto dare un freno al progetto). In serbo ho tanto altro, alcuni progetti che vorrei presentare a nuove case editrici ed altre che invece vorrei autoprodurre! Chissà cosa mi riserverà il futuro.

Grazie mille Salvatore!
Grazie a voi de Lo Spazio Bianco per questa bella occasione e grazie a tutti i lettori che mi hanno sempre supportato e che continuano a farlo.  A presto!

Intervista condotta via mail fra il 20 e il 23 Maggio 2020

Salvatore Callerami

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Salvatore Callerami nasce nel 1988, a Catania, dove si diploma al liceo artistico. Fumettista autodidatta, i suoi webcomics, da Dandelion a Lui e l’Orso, sono pubblicati da Shockdom, mentre  i due bestiari De Insecta Arcana e LacrimaeNymphae rientrano nel catalogo di Fame! Comics.
(b
io tratta da mecenatepovero.it).

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