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Passato e futuro con Damage Comix

Da Damage Comix un consuntivo del 2015 e i progetti per il 2016 prossimo venturo.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Da Damage Comix un consuntivo del 2015 e i progetti per il 2016 prossimo venturo.

Com’è andato il vostro 2015, cosa vi ha lasciato e cosa ricorderete con più emozione?
Il 2015 ha confermato il costante aumento delle copie vendute da quando abbiamo iniziato con la Damage Comix, quindi non possiamo che essere contenti.
Sembrerà banale, ma quello che un anno fumettistico ti lascia e quello che ricordi con più emozione, soprattutto per un’autoproduzione, sono per forza di cose le fiere di fumetto. Oltre a conoscere, confrontarsi e rivedere altri fumettisti che fiera dopo fiera diventano amici, il contatto con il pubblico è sempre un momento che ripaga dai mesi chiusi in casa a lavorare sulle tavole. In particolare, è sempre una bella sensazione quando rivedi gli stessi ragazzi che anno dopo anno continuano a seguirti con passione, i momenti più gratificanti sono quelli.

Passato e futuro con Damage Comix

Che progetti avete per il 2016, che aspettative e speranze?
Dato che come Damage Comix per ora ci siamo dedicati a serie, i nostri progetti prevedono ovviamente di proseguire con quelle. In primavera usciranno il numero 5 di Black Block e il secondo numero della nuova miniserie di Prigioniero 8, Adam, che si concluderà con il terzo numero in uscita in autunno. A Lucca Comics uscirà anche il sesto e ultimo numero di Black Block, quindi la speranza è che questi finali piacciano ai nostri lettori, e nel frattempo riuscire ad attirarne sempre di nuovi.

Passato e futuro con Damage Comix

Come vedete la situazione delle autoproduzioni e del fumetto indipendente in Italia?
Negli ultimi anni la qualità media delle autoproduzioni italiane si è alzata sempre di più, e oltre alla qualità è aumentata anche la quantità. Ormai nelle self area di Lucca Comics qualsiasi appassionato può trovare ottimi fumetti di ogni genere, e la sensazione infatti è che sempre più persone dedichino alle autoproduzioni  l’attenzione che meritano.

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