Paperopoli e Topolinia incontrano e rileggono Ernest Hemingway

Paperopoli e Topolinia incontrano e rileggono Ernest Hemingway

Panini pubblica "Zio Paperone e... il Vecchio e il Mare", un'antologia Disney tutta ispirata allo scrittore statunitense.

80020056“Parodie Disney” è la vera e propria definizione di un sottogenere specifico della produzione disneyana con un’identità precisa, anche se il termine, sicuramente pratico ed evocativo, è in realtà anche piuttosto improprio per quanto riguarda questa specifica produzione. Il volume Zio Paperone e… Il Vecchio e il Mare ne è un esempio lampante, perché raccoglie una serie di storie che non si limitano al semplice gioco di reinterpretazione umoristica di un racconto originale o di un classico.
I racconti qui presentati, come capita sovente per queste produzioni con topi e paperi, vengono sì riletti in chiave topoliniana o paperolese, con l’ovvia iniezione umoristica che fa parte del loro linguaggio, ma spesso diventano altro, in una mescola che mette insieme diverse operazioni. Le più ovvie sono le scelte citazionistiche, con giochi costruiti su una serie di rimandi che possono trovarsi in nomi, titoli e riferimenti di vario genere. Ci sono poi i casi, più frequenti, in cui la storia originale viene del tutto ignorata, con un’operazione che abbandona qualsiasi velleità filologica per occuparsi piuttosto del cuore, del senso e del tema che viene dal racconto originale, per farne pretesto e veicolo per i valori e i temi del mondo di Topolino.

La raccolta di Zio Paperone e… Il Vecchio e il Mare mette insieme alcune incursioni disneyane nelle storie dello scrittore Ernest Hemingway. Si apre con la storia che dà il titolo al volume, tratta dall’omonimo romanzo breve che è forse l’opera più celebre dello scrittore, seguito dalle reinterpretazioni di alcune storie della raccolta I 49 racconti e da un’avventura che ha a che fare più con l’autore che non con uno dei suoi libri in particolare.

La versione disneyana de Il vecchio e il mare, scritta e disegnata da Guido Scala, reinterpreta completamente la storia di Hemingway in una tipica avventura del papero più ricco del mondo. La sfida contro sé stessi, contro il destino e la natura sono vagamente lambiti dalla testardaggine di Paperone che, per una volta, invece che bramare ricchezze vuole dimostrare a tutti i costi, al nipote ma soprattutto al mondo, il valore e la veridicità delle proprie prodezze e capacità. In particolare vuole dimostrare di poter ancora avere la meglio su di uno squalo, con il pretesto di aiutare il vecchio amico Tuba. Paperone ovviamente trionfa, anche perché lo squalo in questione ha un’indole tutt’altro che feroce. Le vignette di Scala sono concentrate soprattutto sui personaggi, con gli sfondi definiti da pochissimi elementi o ridotti all’osso e l’uso di un’inquadratura quasi fissa, un campo medio che guarda i personaggi in figura intera in praticamente quasi tutta la storia.

Per Chi suona il campanello diventa invece per Alessandro Sisti, coadiuvato ai disegni da Graziano Barbaro, pretesto per una riflessione sull’indole avventurosa e la pulsione alle passioni di Topolino (e di conseguenza di eventuali lettori). Il richiamo all’opera di Hemingway è principalmente filosofico, evocando l’idea di una chiamata, che sia dal campanello di una porta piuttosto che da una campana. Topolino è in crisi, preoccupato delle conseguenze sulla propria cerchia sociale delle sue continue assenze avventurose, domandandosi se non sia il caso di aspirare a una vita più “normale” . Lo scrittore (o quanto meno qualcuno che non si presenta ma che lo richiama nelle fatezze e nel mestiere di giornalista) arriva quindi con il pretesto di un’intervista, solo con l’intenzione di pungolare l’eroe e riattizzare il famoso “sacro fuoco” della sua passione.

123135501 00fbe0c6 30be 44a2 A53e 56d49eba53ceI racconti che seguono, come spiegato dall’introduzione di Giorgio Cavazzano che li precede, sono invece frutto di una vera e propria sfida. Il grande autore ha proposto ad alcuni suoi allievi dell’Accademia Disney (tra cui figurano ad esempio Stefano Turconi e Andrea Freccero), tutti disegnatori, di realizzare una breve storia da autori completi scegliendo un racconto proprio dall’antologia 49 racconti. Il risultato è una collezione di piccoli esperimenti dove i disegnatori hanno affrontato il testo originale dandolo in pasto ai personaggi Disney o semplicemente appropriandosi di un tema, di un’immagine da cui creare il proprio lavoro, realizzando piccole storie comiche o sognanti, e persino una dolceamara storia muta (opera di Marco Palazzi). Gli stili con cui viene affrontata la sfida spaziano: in Cowboy Blues ad esempio Turconi sfrutta alcune esagerazioni caricaturali per calcare la mano in maniera molto efficace ed espressiva sulla recitazione dei personaggi; Perina in Bad Boys invece carica la storia di espressioni corrucciate e un atmosfera dai tocchi hardboiled – il picco una vignetta scontornata con Topolino che scorta un personaggio: entrambi oscurati dalle ombre e persi nel bianco – per amplificare il colpo di scena che chiude la sua storia; Freccero ne L’Equivoco Scottante spinge sull’umorismo visivo, esagerando posture, movimenti ed espressioni dei suoi protagonisti, incorniciati da spesse linee di contorno che, in una serie di vignette dove spesso domina il bianco, quasi li stacca dalla pagina alla ricerca di una tridimensionalità.

Il tutto è raccolto in un cartonato di pregio con un’introduzione dello stesso Sisti.

Abbiamo parlato di:

Zio Paperone e… il Vecchio e il Mare
AA. VV.
Panini Comics, 2024
160 pagine, cartonato, colore – 25,00 €
ISBN: 9788828776734

 

 

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