“Nessuno di voi ha capito. Non sono io rinchiuso qui dentro con voi. Siete voi rinchiusi qui dentro con me“. Si esprime così il Rorschach di Watchmen e la frase può essere pronunciata anche dall’inarrestabile Nathan Never di Alessandro Russo e Patrizia Mandanici. Sceneggiatore e disegnatrice infiltrano l’agente Alfa nell’istituto psichiatrico Darthope per raccogliere prove che possono collegare una sostanza aliena che infetta la mente dei pazienti dell’istituto a un’azienda sospetta.
La prima storia di Russo dedicata a Never prevede tanta azione da e poca introspezione, tuttavia, benché non esplori la psiche umana e manchi di una chiave di lettura personale della follia, offre elementi interessanti, grazie alla sinergia tra testi e disegni. Risulta efficace la rappresentazione degli altri agenti, reinventati nei flashback come delle ombre, poiché i ricordi del protagonista sono stati alterati per consentirgli di svolgere il compito senza complicazioni.
Viene inoltre sfruttata intelligentemente la versatilità della sostanza quando si tratta di fornire a Nathan le armi con cui abbattere i pazienti deformati dalla fanghiglia stessa e di restituirgli l’aspetto originale. Va segnalato tra le note positive il tratto spigoloso ed espressivo della Mandanici, abile a raffigurare con fisionomie lombrosiane la degenerazione morale del direttore del Darthope.
Abbiamo parlato di:
Nathan Never #311 – Il germe della follia
Alessandro Russo, Patrizia Mandanici
Sergio Bonelli Editore, aprile 2017
98 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,20 €
ISBN: 977112157300170311

