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Misdirections: cosa fare a Sestrières quando sei persa

"Misdirection" di Lucia Biagi, per Eris Edizioni, indaga il difficile mondo degli adolescenti d'oggi, tra cyberbullismi e iperconnessione.
Articolo aggiornato il 25/09/2017

Misdirection di si pone come un’indagine del mondo adolescenziale di oggi, sospeso tra gli eterni problemi di quella difficile età di passaggio e le nuove sfide poste dalle tecnologie moderne. Un instant comic book, per certi versi, che va a indagare quello che certo giornalismo ha etichettato come cyberbullismo, fenomeno che invece racchiude situazioni molto più complesse e diverse tra loro.

Misdirections: cosa fare a Sestrières quando sei persa

L’autrice, Lucia Biagi, è nata a Pisa nel 1980, ed è illustratrice e fumettista. Alle spalle ha già varie collaborazioni con realtà indipendenti: Pets (Kappa Edizioni, 2009), Japanize Me (ebook, Zandegù, 2014), Punto di fuga (Diabolo Edizioni, 2014).
Ambientato nella località turistica di Sestrières (con questo titolo è uscito in Francia per Éditions çà et là, che aveva già pubblicato anche Punto di fuga), Misdirection racconta una giornata di Federica: l’amica Noemi è sparita e sul cellulare di quest’ultima arrivano foto sexy compromettenti, con minaccia di pubblicazione.

Federica inizia a investigare, in un giallo che comporta, come in ogni detection, numerose misdirections appunto, tecnicamente l’espediente del prestigiatore di distogliere l’attenzione dal trucco, ma anche forse “direzioni sbagliate” in molteplici sensi: quello letterale del girovagare per la cittadina turistica fuori stagione, gli errori deduttivi nell’arrivare ai responsabili, le scelte azzardate e poco sicure per Federica stessa.  Forse una misdirection è anche quella che rischia il lettore nell’etichettare facilmente i giovani personaggi nelle parti di vittima, carnefice, ragazzo imprudente o giudizioso, mentre le cose sono molto più sfumate, e Lucia Biagi cerca di rendere ragione di questa complessità, specialmente quella dell’inevitabilmente confuso mondo adolescenziale.

Il fumetto, in una bicromia di tenui sfumature di viola e verdi, sembra voler sfuggire appunto dagli sgargianti colori primari a indicare il rifiuto dell’ipersemplificazione. Il disegno stilizzato e l’impostazione di tavola semplice e lineare sembrano però nel segno di una chiarezza comunicativa; il montaggio della pagina, inoltre, predilige un formato verticale che può ricordare il black mirror del cellulare cui i personaggi sono sempre interconnessi.

Misdirections: cosa fare a Sestrières quando sei persa

In particolare Federica, la protagonista, è ben curato come personaggio: a volte infantile, a volte matura, a volte precoce, sbilanciata tra le sue personali, contrastanti pulsioni e tra i molteplici mondi tra cui risulta sospesa, tra nerd e fighetti (ci sono anche molti riferimenti ironici al “fumetto roba per sfigati”: la protagonista realizza fumetti muti per poi animarli, ma rifiuta tale definizione), e sfiora anche mondi più adulti e potenzialmente pericolosi.
Gli altri comprimari invece sono forse un po’ stereotipati, hanno senso soprattutto se rapportati alla protagonista, così come la trama, nel complesso priva di particolari guizzi narrativi, ma che funziona come accidentato percorso di formazione della protagonista. Realisticamente, Federica non ne emerge nemmeno particolarmente maturata: quello verso l’età adulta è un lungo e difficile viaggio.

In conclusione, Lucia Biagi continua a muoversi nell’ambito di storie minimali, in un graduale e cauto raffinarsi del suo segno autoriale in quest’ambito. Il risultato è un’opera che ha sicuramente il pregio dell’onestà intellettuale con cui si approccia al mondo dei teenager, non pretendendo di fissare un impossibile paradigma ma narrando una storia tra le tante possibili, mostrando se non altro ai suoi lettori – giovani e no – la complessità del reale.

Abbiamo parlato di:
Misdirections
Lucia Biagi
, 2017
200 pagine, tricromia
ISBN: 9788898644308

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