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Marvel’s Jessica Jones: intervista al “vicino” Kieran Mulcare

Intervista esclusiva a Kieran Mulcare, interprete di Ruben, lo strambo vicino di casa di Jessica Jones nel serial Marvel/Netflix con protagonista Krysten Ritter.
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Vi portiamo dietro le quinte di Marvel’s Jessica Jones, il serial Marvel/Netflix con Krysten Ritter, con una intervista all’attore Kieran Mulcare, che ha interpretato la parte di Ruben, lo strambo vicino della protagonista.

Come sei stato coinvolto in Jessica Jones?
Sono stato chiamato da Paul Schnee dell’ufficio di casting Barden/Schnee per fare l’audizione per questo ruolo. La descrizione del personaggio diceva: “20 anni, angelico, volto pallido, capelli rossi, strano e goffo, ma gentile,” ed era piuttosto azzeccata, quindi avevo una buon presentimento a riguardo. Mi ha chiamato mercoledì, mi ha richiamato giovedì, mi ha fatto tingere i capelli venerdì e abbiamo iniziato a girare lunedì. È stato tutto così veloce!

Il tuo è inizialmente un ruolo di alleggerimento rispetto ai toni cupi della serie. Come avete lavorato sull’equilibrio necessario tra questi due aspetti?
L’universo Marvel deve essere molto riservato coi progetti in sviluppo. Il primo passo per me, quando costruisco un personaggio, è raccogliere il maggior numero di informazioni possibile, cosa che in questo caso ha richiesto un po’ di creatività – avevo solo i fumetti originali (in cui non compaio), la descrizione del personaggio dal casting, e un paio di frasi del mio primo episodio con cui lavorare. Quindi quegli aspetti più leggeri ho dovuto davvero scovarli al buio! Quando ho posto alcune domande sul personaggio allo sceneggiatore (Micah Schraft) e alla regista (S.J. Clarkson) durante i miei primi giorni di riprese, ricevevo solo risposte del tipo “Be’, non proprio così, ma più in questo modo qua…”. Ho capito subito che il grosso del lavoro su Ruben sarebbe stato intuitivo e creativo in modo indipendente, il che col senno di poi sembra appropriato per un personaggio così sensibile ed eccentrico. Ho legato molto con l’attrice che interpreta la mia gemella (Colby Minifie) in pochissimo tempo, e questa è stata la preparazione migliore nei primi periodi delle riprese. Trascorrevamo ogni momento lontano dalle macchine da presa insieme nei camerini l’uno dell’altra, immaginando la nostra storia e cercando dettagli specifici del nostro rapporto. Quelli sono stati tra i miei giorni preferiti sul set.

Sebbene tecnicamente la permanenza in scena del tuo personaggio sia inferiore a quella di altri, l’influenza del suo percorso narrativo pervade tutta la stagione. Cosa ne pensi?
La cosa che ho apprezzato di più è stato conoscere sempre di più Ruben col passare del tempo. Dal momento che le serie televisive vengono solitamente scritte e riscritte dopo che la produzione ha già preso il via, è stato divertente scoprire così tanto sul mio personaggio quando ero già nel bel mezzo delle riprese – e anche oltre, visto che non ho avuto di leggere nessuno degli episodi in cui sono comparso. Mi piace anche il fatto che, dato che Ruben rappresenta un amore innocente che non si vede in molte altre relazioni nella serie, l’idea dominante comunicata dalla sua influenza è l’effetto dell’amore sui personaggi che hanno avuto modo di constatarlo in prima persona.

La serie è ambientata a New York. Essendo la tua città, qual è la tua opinione riguardo a come è stata ritratta nel serial?
Mio padre mi definiva un newyorchese nato in esilio (il che è buffo quando cresci in Texas), ma vedere i risultati del magnifico location scouting e della stupenda cinematografia di Manuel Billeter mi ricorda quale gioia provano i miei occhi ogni volta che esco da qui. Vivo ad East Village, che ha un bel po’ di sabbia – gran parte della quale devo assicurarmi che non finisca sul mio cane quando lo porto fuori – quindi occasionalmente perdo di vista le meraviglie di questa città. La serie è un piacevole promemoria.

Com’è stato lavorare fianco a fianco (interpreti insieme con lui una scena fondamentale, fra l’altro) a un mostro sacro della TV come David Tennant, celeberrimo decimo Doctor Who?
Un paio di anni fa, mia sorella aveva pubblicato una foto con la testa di David e la mia affiancate, sostenendo che avrei dovuto essere il prossimo Dr. Who, quindi è stato divertente essere finalmente fianco a fianco nella vita reale. David è stato socievole ed affascinante sul set – così tanto che ho dovuto chiedergli di non farmi ridere quando stavamo girando l’ultima parte della nostra scena insieme. La cosa più magica di quando lavori con attori che ammiri è quando ti fanno sentire alla pari sul set, ed è stato così con tutti quelli con cui ho lavorato in Jessica Jones.

Il tuo personaggio ha un rapporto molto particolare con Jessica Jones. Come hai lavorato con Krysten Ritter?
Lavorare con lei è stata una delle cose migliori che mi siano mai accadute. Krysten è un’attrice fenomenale – sono un suo grande fan dai tempi di “Non fidarti della str**** dell’interno 23” (fissavo intensamente la TV dicendo “È bravissima!” ai miei amici durante ogni episodio). Poter lavorare con lei è stato un sogno. Recitare è una delle mie cose preferite, quindi lavorare con qualcuno che la pensa allo stesso modo è stato davvero un piacere. L’ultimo giorno in cui ho girato con lei mi ha presentato il suo splendido manager: lavoriamo insieme da allora. Quella è stata una delle cose più gentili che un altro attore abbia mai fatto per me.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho alcuni progetti cinematografici nelle prime fasi di sviluppo per i quali sono entusiasta. Ho anche interpretato due ruoli da ospite straordinario in “Law & Order – Unità vittime speciali” e in “The Blacklist” e al momento sto preparando un paio di interpretazioni per “Third Rail”, una fantastica opera teatrale del mio caro amico (e gemello creativo) Jacob Perkins. Ha iniziato a scrivere ruoli per me nei suoi lavori, una delle cose migliori per cui un attore possa sperare. Soddisfo il mio bisogno di essere continuamente al lavoro frequentando il corso di recitazione di Caymichael Patten, che mi ha seguito per questo ruolo e che mi insegna qualcosa di nuovo ogni giorno. Dopo il periodo delle vacanze c’è la stagione dei pilot, che spero sia di grande successo!

Traduzione di Alessandra Cognetta

Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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