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Leonid: il gattino coraggioso di Brrémaud e Turconi

1 Febbraio 2017
Leonid è un Classico Disney mancato, una piacevole avventura felina scritta da Frédéric Brrémaud e disegnata da Stefano Turconi.
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In un paesino rurale vive un gattino domestico di nome Leonid, che passa le giornate a giocare con i suoi amici di strada con giovanile entusiasmo.
Ma la tranquilla vita di campagna viene turbata da alcuni misteriosi animali che uccidono le pecore dei contadini e dai cani da guardia che, sguinzagliati di conseguenza, non fanno distinzioni tra colpevoli e innocenti.

Una favola moderna

Frédéric Brrémaud scrive una storia in due parti dal sapore leggiadro: la descrizione degli ambienti e della vita quotidiana dei mici protagonisti mira infatti a trasmettere al lettore un senso di pace e tranquillità tipico della vita bucolica, in questo aiutato molto dai disegni di Stefano Turconi.
L’artista, infatti, conferisce l’aspetto adatto a sfondi, case e panorami, che restituiscono molto bene le atmosfere evocate dalla sceneggiatura. Turconi si occupa anche dei colori, che in diverse vignette sono determinanti nella caratterizzazione della scena: l’imbrunire, l’alba e i luoghi chiusi sono convincenti proprio grazie alle tonalità pastello con cui vengono colorati.
Dopo un incipit che presenta la situazione nella sua normalità, subentra la crisi, il pericolo: il meccanismo è simile a quello delle favole, o comunque dei racconti per i più giovani, scritto con grande capacità e in grado di coinvolgere diverse fasce d’età.

Un Classico Disney mancato

Osservandolo nel suo insieme, Leonid può ricordare anche l’impianto tipico dei film d’animazione dei Walt Disney Animation Studios, in special modo quelli che tra gli anni Sessanta e Ottanta avevano come protagonisti proprio gli animali (La carica dei 101, Lilli e il vagabondo, Gli aristogatti, Red&Toby nemiciamici ecc), non antropomorfi ma comunque senzienti.
Anche in quelle pellicole, infatti, a una condizione di partenza standard, seguiva uno sviluppo in cui la situazione precipitava e i personaggi dovevano far fronte alle difficoltà, mettendosi in gioco e dimostrando il proprio valore.
Così è anche per Leonid: al contrario dei gatti che frequenta, il protagonista decide di fare la cosa giusta e di non tirarsi indietro quando le cose si mettono male. Ba’on, una gattina sua amica, viene rapita dagli assassini di pecore e lui si precipita a salvarla, mettendo in campo le proprie risorse e un ardimento inaspettato per un micio delle sue minute dimensioni.

Anche in questo caso il contributo del disegnatore si rivela determinante: le scene d’azione sono rappresentate in modo molto movimentato e dinamico, accrescendo il senso di pericolo presente in quei momenti. Anche l’aspetto conferito ai vari attori in gioco è utile per distinguere nettamente i due schieramenti: tanto appaiono morbidi e teneri Leonid e Ba’on, quanto i due avversari risultano invece inquietanti e letali, pur mantenendo una certa eleganza sinistra.
Una storia di coraggio e avventura che riesce a intrattenere, anche grazie alla svolta della seconda parte che rende la faccenda ancora più pericolosa.

Se dal punto di vista dell’azione anche le seconda metà non delude, mostrando scene movimentate e ben scritte, è però la risoluzione finale a non convincere appieno, unico neo del volume.
Le motivazioni dell’antagonista principale possono coinvolgere sotto il profilo emotivo, grazie a un flashback ben raccontato, ma lo scontro si risolve in un confronto nel presente all’acqua di rose, privo di vero pathos e che porta a una conclusione troppo repentina ed eccessivamente conciliante, indebolendo così in parte la costruzione del dramma effettuata nelle pagine precedenti.

Leonid è quindi un’opera ricca di garbo e amore per la narrazione, che non usa la natura felina dei protagonisti per intenerire in modo facile i lettori ma anzi la sfrutta al meglio per scrivere un’avventura emozionante, simpatica e d’azione, graziata dal tratto piacevolmente morbido e disneyano di uno Stefano Turconi in piena forma.
Il finale smorza un po’ il risultato complessivo, ma non basta a rovinare un fumetto valido e piacevole.

Abbiamo parlato di:
Leonid
Frédéric Brrémaud, Stefano Turconi
Traduzione di Arancia Studio con la supervisione di Davide G.G. Caci
Star Comics, novembre 2016
96 pagine, brossurato, colori – 10,00 €
ISBN: 9788822600943

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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