
Altri elementi comuni ai due fumetti sono la presenza di un’atmosfera sospesa e l’utilizzo della tricromia: il color oro accende ogni tavola inserendosi tra il bianco e il nero, talvolta dando risalto ai particolari, come singoli oggetti, talaltra in modo meno distintivo, riempiendo gli sfondi oppure le figure. La principale differenza tra La stanza e Carne consiste nel fatto che la seconda è muta, a eccezione delle onomatopee, e prende in considerazione il tema della metamorfosi, forse in modo non del tutto intuitivo, mentre la prima prevede dialoghi abbastanza naturali, animali parlanti e un piccolo guizzo nel finale.
Entrambe le brevi narrazioni sono scorrevoli – la seconda gode di un ritmo più rapido della prima proprio in virtù dell’assenza di testo – e si possono definire un divertissement per le due autrici e per i lettori appassionati di bozzetti surreali.
Abbiamo parlato di:
Le jardin de fraises
Shadi Givehchian, Antonella Niro
Donuts Comics, 2019
64 pagine, brossurato, colori – 6,00 €






