La guerra di Garth Ennis: tra orrore e coraggio umani

La guerra di Garth Ennis: tra orrore e coraggio umani
La casa editrice saldaPress presenta in Italia una collana che propone i racconti bellici dello scrittore Garth Ennis. Il primo volume raccoglie due racconti ambientati in Spagna e Inghilterra nel 1939-40, uno dei quali illustrato magistralmente da Carlos Ezquerra.

L’inutile lezione di una guerra

Garth-Ennis-Storie-di-Guerra_1_cover_Recensioni Ci sono un tedesco, uno spagnolo, un irlandese e un inglese…
Messa così, assomiglia all’inizio di una barzelletta, quindi proviamo a contestualizzare meglio.
Ci sono un pilota tedesco della Luftwaffe, uno spagnolo repubblicano, un fascista irlandese e un socialista inglese, riuniti insieme in una trincea durante la battaglia dell’Ebro nel 1938.
Inizia così Condor, la prima delle due storie contenute nel primo volume di Storie di guerra di , edito per il mercato italiano da saldaPress.

Lo sceneggiatore di Holywood, da sempre appassionato di storie belliche, scrive questa storia nel 2015 appositamente per il suo amico Carlos Ezquerra, dopo aver saputo che il disegnatore spagnolo in oltre trent’anni di carriera non aveva mai avuto occasione di illustrare un fumetto ambientato nel suo Paese d’origine.
Garth Ennis decide così di ambientare il racconto durante la Guerra Civile Spagnola, un conflitto che per certi versi le cronache storiche hanno fatto passare un po’ in sordina, essendosi concluso nel 1939 a soli cinque mesi dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale che per dimensione e portata ha quasi del tutto eclissato la guerra combattuta in Spagna nei tre anni precedenti.

Eppure quel conflitto è stato importante sia perché fu una sorta di “palestra di allenamento” per i piloti tedeschi che lì affinarono tecniche e strategie che avrebbero portato al dominio nazista nei cieli europei dei primi anni del conflitto mondiale; sia perché in Spagna andarono a combattere cittadini e soldati di molte nazioni europee e lo scontro tra nazionalisti e repubblicani iberici si trasformò nello scontro tra le due ideologie politiche portanti della prima metà del Novecento, socialismo e fascismo. Scontro che, in verità, si protrasse fino al 1945.

Ennis mette in campo entrambi questi elementi nella sua storia, che sviluppa quasi come una tipica piece teatrale ambientata in una stanza chiusa.
I protagonisti trovano scampo in una buca prodotta dall’esplosione di una bomba mentre sulle loro teste infuria una delle battaglie più lunghe e sanguinose del conflitto spagnolo. Disarmati, costretti ad attendere insieme che l’intensità del fuoco diminuisca e a condividere uno accanto all’altro una notte, pur trovandosi a combattere in fazioni opposte della guerra, i quattro per passare il tempo si raccontano ognuno il motivo per il quale sono andati a combattere in Spagna.

Attraverso ognuno di questi racconti, emerge l’assurdità e l’orrore della guerra al pari del fanatismo e dell’integralismo che possono trasformare le ideologie politiche – anche quelle più moderate, anche quelle di più larghe vedute – in fini distorti per cui valga la pena uccidere.

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Ennis in questa storia pone la violenza esclusivamente sul piano verbale, concentrandosi sullo sullo scontro dialettico tra i personaggi: quattro punti di vista che riassumono e sintetizzano al lettore come un ideale possa trasformarsi in tragedia.
La tragedia più grande invece, quella della morte e della distruzione che un conflitto porta tra la popolazione civile, viene raccolto in un passaggio narrativo di grande intensità contenuto in sei tavole che descrivono il bombardamento di Guernica, reso celebre dal quadro di Pablo Picasso.

I disegni di Carlos Ezquerra costituiscono una componente fondamentale per la riuscita della storia. Il suo tratto preciso e dettagliato, la cura degli sfondi, la capacità espressiva infusa nelle espressioni dei visi sono elementi portanti di una narrazione che basa intere sequenze sullo scambio dialogico. I volti dei personaggi del disegnatore spagnolo restituiscono al lettore, attraverso segni, tratteggi e puntinature, la fatica, l’orrore e la disperazione che la guerra rovescia su tutti coloro che ne sono coinvolti. Il nero pieno e denso che avvolge molte vignette e i personaggi al loro interno riflette tanto l’ambientazione notturna del racconto quanto l’oscurità morale che l’umanità attraversa in un conflitto bellico.

Volare al buio

La seconda storia contenuta nel volume, Lo squadrone dei vampiri, sposta lo scenario dalla Spagna della guerra civile alla Gran Bretagna del secondo conflitto mondiale. Ennis racconta le vicende di un battaglione della Royal Air Force composto da volontari e rifugiati delle nazioni europee occupate, che si trovarono a combattere contro i bombardieri tedeschi durante i raid notturni, usando velivoli non specificatamente pensati per volare di notte.
In un racconto con molte più scene di azione rispetto a Condor, Ennis mette in campo tutta la sua conoscenza e passione per l’aviazione bellica, attraverso un’accurata ricostruzione delle caratteristiche e del modus operandi dei velivoli e degli equipaggi tanto della RAF che della Luftwaffe.

Se azione, dinamismo, battaglie e violenza si ritrovano in maggiori quantità in queste pagine, lo sceneggiatore irlandese non rinuncia alla caratterizzazione dei personaggi, creando un variegato gruppo di protagonisti assolutamente credibile, realistico e tridimensionale.
Ci sono nella storia sia un’attenta ricostruzione delle dinamiche che si potevano sviluppare all’interno di un battaglione composto da piloti di varie nazionalità, sia una altrettanto dettagliata descrizione delle condizioni ambientali del territorio britannico di quegli anni, dei sacrifici della popolazione oltreché dei militari per impedire l’invasione tedesca.

La violenza e la tragedia della guerra entrano anche tra queste pagine, in maniera più cruda rispetto al racconto precedente. Al lettore non vengo risparmiati né gli orrori patiti dai civili, né quelli vissuti dai piloti, che lasciano su di loro cicatrici non solo materiali.

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Purtroppo i disegni dell’argentino Tomas Aira non supportano in modo adeguato la narrazione di Ennis.
A vignette scarne di sfondi, con personaggi ritratti in pose rigide e imbalsamate, si aggiungono evidenti errori nelle proporzioni anatomiche delle figure. I volti, gli indumenti, gli ambienti sono per lo più disegnati con poche linee essenziali, fin troppo stilizzate, delegando ai colori di Matt Martin il compito di dare tridimensionalità a volti, figure, paesaggi. Il risultato è una serie di tavole dove il cromatismo è fin troppo presente e, soprattutto, sgradevolmente digitalizzato.
Va altresì detto che Aira si riprende nelle scene di combattimento aereo e nell’attenta restituzione del design tecnico dei veivoli militari, profondendo in quelle tavole e vignette tutta l’attenzione e la cura che avrebbero meritato anche ambienti e personaggi.

Storie di Guerra di Garth Ennis – Spagna/Inghilterra 1939-40 è dunque il buon esordio di una collana che nel giro di un anno e di otto volumi dovrebbe presentare un’esaustiva raccolta dei racconti bellici dell’autore, suddivisi per periodi storici e luoghi di svolgimento. Una collana consigliata tanto agli appassionati dello scrittore irlandese quanto agli amanti delle storie di guerra, con la garanzia che a scriverle è uno scrittore britannico. E, la storia del fumetto ci insegna – si pensi per esempio a Charley’s War – che come sanno scrivere storie di guerra in Gran Bretagna, in pochi lo sanno fare.

Abbiamo parlato di:
Storie di guerra di Garth Ennis #1 –  Spagna/Inghilterra 1939-40
Garth Ennis, Carlos Ezquerra, Moose Baumann, Tomas Aira, Matt Martin
Traduzione di Leonardo Rizzi
saldaPress, 2019
160 pagine, cartonato, colori – 19,00 €
ISBN: 978-8869194801

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