
La prima sezione del volume, quella incentrata sul ranger, si presenta quindi come un malinconico incompiuto, con tutti i pro e i contro dell’opera incompleta: nei cinque articoli raccolti – tre inediti- lo sguardo del filosofo indaga con acribia il mito di Tex arrivando ad alcune felici intuizioni che vengono però solo abbozzate. Interessante, ad esempio, l’idea che il nostro, avvezzo a sacrificare ogni forma di soprannaturale sull’altare della razionalità, incarni in sé i caratteri del filosofo logico-positivista. Globalmente il materiale appare però slegato, a tratti ripetitivo e non permette purtroppo di farsi un’idea dell’opera progettata da Giorello. Insomma, siamo di fronte più ad un atto d’amore per il grande studioso che a un tassello notevole della sua produzione.
Ma il vero motivo per cui leggere il volume è forse la postfazione di Gianfranco Manfredi che, in poche pagine, riesce a catapultarci negli anni ‘90, in pieno boom Dylan Dog, e a raccontarci come Giulio Giorello si distinguesse dagli altri intellettuali che, in quel periodo, analizzavano il mondo dei fumetti.
Abbiamo parlato di:
La filosofia di Tex e altri saggi
Giulio Giorello con postfazione di Gianfranco Manfredi
Mimesis, 2020
141 pagine, brossurato – 14,00 €
ISBN: 9788857566399









