
Che cosa significa, davvero, essere madre? Quale misterioso, bellissimo legame si instaura tra una mamma e un figlio? E, non da ultimo, perché la società fa nascere sensi di colpa in una donna che non sente proprio il desiderio della maternità? Tutti questi interrogativi si intrecciano nelle pagine dell’albo L’altra madre che continua, con una certa monotonia, a mettere Julia di fronte a quello che è forse il quesito più opprimente del suo conscio (ma anche del suo inconscio, scandagliato come sempre attraverso gli incubi): è tempo di creare una famiglia?
A innescare la riflessione è stavolta un caso drammaticamente banale per avvio, svolgimento e soluzione: il piccolo Felipe, proveniente da una famiglia disfunzionale di origini messicane, mentre gioca al parco viene avvicinato dalla religiosissima Geena (modellata, ci sembra, sulle fattezze di Meryl Streep) che ha perso figlio e marito in circostanze drammatiche e decide, affascinato dai regali che la donna gli promette, di seguirla.
Un rapimento ambiguo, all’insegna paradossale dell’affetto, che non viene però descritto da Berardi con la dovuta complessità perché la sceneggiatura, come accade sempre più di frequente sulla testata, indugia in scene di contesto che arricchiscono sì le atmosfere (riuscita, ad esempio, è la sequenza della bambola), ma sembrano voler nascondere la semplicità dell’intreccio.
A salvare il tutto è, da un lato il lavoro del disegnatore Ernesto Michelazzo che, a parte qualche vignetta visibilmente affrettata, confeziona un episodio dinamico e di facile lettura (bella la sequenza dei due poliziotti sul finale), dall’altro l’ingresso ufficiale in campo di quello che, stando a quanto rivelato da Berardi stesso a Lucca 2024, sarà l’amore (definitivo?) di Julia: il professore di fisica Devon Simon/Dubois Hutchins.
Se le battute che i due si scambiano lasciano, sotto il profilo comico, un po’ a desiderare, è innegabile che la chimica tra i personaggi (che si erano semplicemente sfiorati in un paio di occasioni) sembra azzeccata e promette di traghettare la criminologa verso nuove – e speriamo inedite – dinamiche emotive e narrative.
E, a proposito di novità, non ci sembra riuscita la prima, piattissima, cover del neocopertinista Lorenzo Bovo che subentra a Cristiano Spadoni senza neppure una riga né di congedo né di spiegazione negli apparati redazionali. Bovo si alternerà alle copertine – fatto inedito per casa Bonelli – con un altro disegnatore della serie, il talentuoso Francesco Bonanno.
Abbiamo parlato di:
Julia #321 – L’altra madre
Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza, Ernesto Michelazzo
Sergio Bonelli Editore, giugno 2025
114 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,00 €
ISSN: 977112717704350321

