Spider man il bambino dentro home

J.M. DeMatteis e Sal Buscema – Il bambino dentro (Spider-man)

30 Maggio 2019
Uno dei capolavori assoluti della saga di Spider-man e dell'intero universo Marvel è anche una delle storie più emotive, in cui l'azione lascia spazio all'introspezione dei personaggi che vengono raccontati con toni cupi da J.M. DeMatteis e Sal Buscema.
Leggi in 4 minuti
Panini Comics, Spider-man Collection, 2017 (USA, The Child Within, 1991)

Solo tu e io caro vecchio amico… Non Goblin e L’uomo Ragno. Niente maschere qui. Ora capisco tutto. Ci siam nascosti dietro delle maschere per parecchio tempo.
(Harry Osborn/Goblin)

J.M. DeMatteis

È fantastico poter introdurre Spidey nella biblioteca di 300 con un’opera che non viene citata spesso ed è rimasta un po’ dimenticata, almeno rispetto ad altre di certo meritevoli della gloria e del successo che hanno reso l’Uomo Ragno il mito che tutti oggi conosciamo.Persino il sottoscritto stava per dimenticare questa bellissima storia.
Non avevo pensato a Il bambino dentro perché avevo deciso d’introdurre l’eroe in calzamaglia telata con un’altra opera del medesimo autore, quel J.M. DeMatteis de L’ultima caccia di Kraven, una delle storie più belle e inquietanti di Spider-man. Qualche anno fa, parlando con un mio amico che gestisce una fumetteria e prospettandogli la mia idea d’introdurre L’uomo Ragno con la saga di Kraven, mi son visto tirare fuori l’allora unica edizione esistente in Italia de Il bambino dentro con lui che mi diceva che  quella era una delle storie più belle di Spidey.
Ed ecco quindi la mia decisione di accantonare l’ultra noto ciclo di Kraven per descrivere la bellezza e anche l’importanza dell’opera scritta da DeMatteis e illustrata dal bravissimo Sal Buscema.

Mary e richard Parker abbandonarono Peter troppo presto.

Un’opera che per certi versi si riallaccia al precedente capolavoro di DeMatteis, dove ritroviamo uno dei tre personaggi principali de Il Bambino dentro: Vermin. Gli altri due sono Il Goblin e naturalmente Spider-man.

Tutti e tre, insieme per una volta, alle prese col passato, con la loro infanzia, con il complesso rapporto coi genitori in cui predomina senza dubbio la figura paterna.

Soprattutto, DeMatteis descrive il loro rapporto con l’infanzia, facendo parlare il bambino che è dentro ognuno di loro (e dentro ognuno di noi). Ci presenta un Peter Parker teso, angosciato, irritabile, che non riesce a essere se stesso, ossessionato da Vermin, libero in città pronto a colpire con la sua brutalità. Vediamo un Uomo Ragno che non vuole comprendere ma solo agire, fermare quel nemico che considera un mostro, senza voler conoscere i motivi che l’hanno reso tale.

L’orrore della morte dei genitori perseguita l’anima di Peter Parker.

A far questo giunge l’importante figura della psichiatra Ashley Kafka, intenzionata ad aiutare Vermin il quale, in passato, altri non era che Edward Whelan, un bambino vittima degli abusi sessuali del padre.

In tutto questo, il debole Harry Osborn, figlio di Norman Osborn, investito dai ricordi di un padre autoritario e malvagio, cerca di tenere lontana quella stessa malvagità da cui si sente dominato, così da poter essere un buon padre di famiglia; ma la rabbia repressa verso l’Uomo Ragno farà ritornare Goblin in circolazione.

Davvero un’opera complessa, dove si parla di bene e male, di tormenti e colpe, di mostri ed esseri umani; ma soprattutto si parla di padri e figli, dei rapporti che inducono ad amarli e ad odiarli, dei sensi di colpa verso il padre e la madre (morti quando Peter era piccolo) che non fanno vivere a Peter Parker una vita normale, dell’amore/odio che Harry prova per suo padre, per la rabbia e la pietà che inducono Vermin a non uccidere quel padre, giudice e pedofilo, considerato uomo rispettato e rispettabile; lui si un vero mostro.

L’Uomo Ragno e Goblin l’uno contro l’altro ma in realtà in lotta contro se stessi.

DeMatteis narra tutto questo con un sapiente uso del racconto a sfondo psicoanalitico in quella che è, forse, l’avventura più realistica di Speder-man, in cui i duelli con il Goblin non sono che un mero pretesto per creare un po’ d’azione in una storia dove il dramma familiare e il risvolto psicologico sono i veri protagonisti.

E inserire questo capolavoro assoluto in 300 mi da la possibilità di spendere qualche riga su Sal Buscema, fratello del più arcinoto John, e forse per questo un po’ accantonato da critica e pubblico almeno in Italia; essere fratelli di uno degli artisti determinanti dell’epopea Marvel non è cosa da poco, ma Sal è riuscito a distaccarsi nettamente non solo dal fratello, ma da tutti i vari colleghi che hanno cercato d’imitarlo invece d’intraprendere un loro percorso stilistico. Sal Buscema l’ha fatto e gli è riuscito perfettamente.

E insieme a J.M. DeMatteis ha dato vita a un’opera unica, una delle più complesse e riuscite nel fumetto supereroistico.

Vermin cerca di ascoltare il bambino che è dentro di lui.

Curiosità

Il personaggio di Vermin  fu creato da De Matteis  e il disegnatore Mike Zeck nel 1982 sulle pagine di Capitan America; personaggio tra i più interessanti e inquietanti dell’universo Marvel, Vermin era in origine un normale ragazzo di colore in seguito sottoposto ai crudeli esperimenti dello scienziato Armin Zola che lo ha ridotto ad essere una sorta di bestia feroce. Vermin è uno degli antagonisti dell’altro capolavoro di De Matteis, L’ultima caccia di Kraven.

Anche Ashley Kafka è un personaggio tra i più riusciti della saga di Spider-man: fondatrice dell’istituto mentale Ravencroft, cercò di riabilitare alcuni tra i più acerrimi nemici si Speedy tra cui lo stesso Vermin, Il Dottor Octopus ed Electro.

Il contributo di Sal Buccema alla riuscita de Il bambino dentro fu determinante. Buscema infatti è un disegnatore dalle grandi qualità grafiche e dallo stile completamente opposto a quello del fratello John: se quest’ultimo è universalmente noto per la plasticità dei suoi personaggi (e da molti considerato il Michelangelo del fumetto), Sal ha uno stile più cupo e spigoloso oltre ad una personalissima sintesi. Tra l’altro realizzò oltre cento numeri consecutivi della serie Spectacular Spider-man (1988-1996) disegnando e inchiostrando completamente le storie.

Edizione Consigliata

Ottima l’edizione Panini che ripropone questo capolavoro in un’edizione cartonata nel classico formato (meno male) del comico book. Oltre la storia vera e propria, Panini Comics ha aggiunto anche due storie brevi (Spectacular Spider-Man 189 e 200) che rappresentano un’ideale conclusione della saga in cui viene narrato l’ultimo confronto tra Peter Parker ed Harry Osborn.

Altre edizioni

Incredibile a dirsi ma, prima di quella della Panini, esisteva solo un’edizione brossurata  pubblicata dalla Star Comics nel 1993; di questa esiste anche una variant cover (quando le variant in Italia si facevano in occasioni speciali e non come oggi che si fanno svariate variat per qualsiasi albo) realizzata per Lucca ’93.

Nedeljko Bajalica

Nedeljko Bajalica

(Collaboratore esterno) Ned nasce in Svizzera nel 1975 ma si trasferisce subito a Lecce dove scopre il fumetto dopo la metà degli anni '80 innamorandosi di un autore folle che risponde al nome di Jacovitti. All'inizio degli anni '90 si trasferisce a Roma per frequentare la Scuola Internazionale di Comics; nel 1992 conosce il suo idolo, Jacovitti. Gli fa vedere i suoi disegni e dopo un paio di giorni il grande cartoonist lo chiama per affidargli alcuni suoi lavori da inchiostrare. Inizia così una collaborazione con Jacovitti che durerà quasi cinque anni e in cui Ned ha il privilegio di disegnare salami, vermi, dadi, illustrazioni e naturalmente Cocco Bill.
Dopo la morte di Jacovitti avvenuta nel 1997 Ned inizia un periodo di ferma volontaria, si trasferisce a Milano e ritornerà nel mondo dei comics esordendo come autore completo con il fumetto “Ci vediamo domani” edito dalle Edizioni BD. Nel frattempo lavora per la corporation Zara per cui realizza una serie di strip per la loro rivista di moda IN.
Dopo una breve pausa a Belgrado, ritorna a Lecce dove vive, disegna e tiene il corso di fumetto Comic Author In The Spotlight.

1 Comment Commenta:

  1. Storiona oggi impensabile in cui contano soprattutto gli eventi e l’ Uomo ragno è diventata tutt’ altra cosa. Ci si esalta per le varianti ragnesche dimenticandosi che il nostro era tutt’ altro e questa storia ce lo ricorda. Come ci ricorda dei momenti di tenerezza e di frustrazione con Mary Jane e di come si facessero forza a vicenda. Così come ci ricorda il quadro della famiglia Osborn prima di quell’ infausto ritorno del 96.

Rispondi a Fra X Annulla risposta

Your email address will not be published.

Social Network

[pps_post_list_box layout=”pps_post_list_box_359341″]