Imperial marvel

Imperial: un thriller politico nel silenzio dello spazio

12 Febbraio 2026
Jonathan Hickman rilancia il lato cosmico del Marvel Universe
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Imperial 1 copertina

Sono passati 20 anni da quando, con Annihilation, la Casa delle Idee riportò sotto i riflettori gli eroi cosmici e, soprattutto, tutta quella parte di un universo che, nel corso degli anni, era stato spesso dimenticato e messo in disparte. Da allora, il lato cosmico della casa editrice ha continuato ad esistere con alterne fortune e differenti autori, perdendo pian piano quell’aura di interesse e di fascino che aveva riconquistato i lettori grazie al lavoro di autori quali, ad esempio, Dan Abnett e Andy Lanning.

Ora, la Marvel affida a Jonathan Hickman, diventato negli ultimi tempi un vero e proprio “deus ex machina” grazie al rilancio degli X-Men e dell’Universo Ultimate, il compito di ristrutturare quell’importante porzione dell’Universo Marvel, attraverso una saga che si poggia su una struttura narrativa classica, ovvero quella del complotto politico, ripescando al tempo stesso elementi del passato recente, come Planet Hulk.

Lo sceneggiatore, infatti, tesse i fili del suo “world building” riportando l’alter ego di Bruce Banner nello spazio in seguito alla misteriosa morte del figlio, Hiro-Kala, sovrano della nuova Sakaar, ora in preda a lotte intestine. Da qui, l’autore inizia a delineare una trama con elementi tipici del genere giallo che mette il lettore di fronte a un intrigo di più vaste proporzioni che ha colpito i regnanti di altri Imperi galattici.

Nel corso dei primi quattro capitoli di questo albo, Hickman dimostra una decisa dimestichezza nel delineare un quadro narrativo generale, dando quindi un forte slancio al lato spaziale e fornendo l’impressione di avere ripristinato una sorta di “sense of wonder” che sembrava oramai perduto, soprattutto grazie a una buona conoscenza dei personaggi utilizzati. Questo nonostante sia da sottolineare il piccolo difetto del riprendere Hulk senza fare cenno all’attuale status del Golia Verde sulla testata scritta dal collega Philip Kennedy Johnson, una pecca di continuity che si può perdonare.

Ad affiancarlo, nel comparto grafico, la coppia Iban Coello e Federico Vicentini i quali, coadiuvati dai vivi colori di Federico Blee, realizzano delle tavole dettagliate che emergono anche grazie all’utilizzo incisivo delle splash page, una delle quali in particolare riveste un forte impatto drammatico.
Un inizio promettente, che riporta finalmente il lato cosmico all’attenzione che meritava da tempo, confermando la centralità acquisita da Hickman all’interno della Casa delle Idee.

Abbiamo parlato di:
Imperial #1
Jonathan Hickman, Federico Vicentini, Iban Coello, Federico Blee
Traduzione di Giuseppe Guidi
Panini Comics, 2025
56 pagine, spillato, colori – 6,00 €

Imperial1
Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

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