Tra citazioni dell‘Edda antica e voci fuori campo di scaldi che narrano gli eventi, Al Ewing continua a costruire, pezzo per pezzo, storia dopo storia, la sua visione del Dio del Tuono. Lo fa confermando, come già fatto con il suo ciclo de L’immortale Hulk, una profonda conoscenza dei personaggi che è chiamato a scrivere, e soprattutto una grande passione nel riprendere vecchi avversari da tempo inutilizzati, il cui ritorno dona alla testata un tocco classico non indifferente che guarda alle storie di Stan Lee e Jack Kirby senza inciampare in un approccio nostalgico fine a se stesso.
È il caso di questo albo nel quale, nel continuare a tessere la trama principale che vede Thor vittima dei piani dell’Incantatrice e della Roxxon di Dario Agger, lo sceneggiatore riporta il tonante sulla Terra, solo per farlo cadere vittima di una trappola finemente orchestrata da alcuni dei suoi più classici avversari, in primis l’Uomo Radioattivo, da tempo assente su queste pagine.
Accompagnato dai disegni di Jan Bazaldua, a suo agio nel tratteggiare l’azione alla base dello scontro tra eroe e supercriminali, grazie a tavole cinetiche che hanno il valore aggiunto dei colori di Matt Hollingsworth, Ewing tratteggia un racconto in cui non dimentica di evidenziare le numerose sottotrame sparse nei numeri precedenti, a cui aggiunge un finale traumatico in pieno stile Marvel.
Abbiamo parlato di:
L’Immortale Thor #17 (#307)
Al Ewing, Jan Bazaldua, Matt Hollingsworth
Traduzione di Giuseppe Guidi
Panini Comics, aprile 2025
24 pagine, spillato, colori – 4,00 €
ISBN: 9791221912753

