I semi di WandaVision, novità dall’European Film Market

I semi di WandaVision, novità dall’European Film Market
In questa puntata, una analisi del finale di WandaVision e i risvolti nel MCU, e un dettagliato sguardo ai progetti in presentazione all'European Film Market.

Attenzione, il seguente articolo potrebbe contenere spoiler sull’episodio finale di WandaVision

L’atteso finale di WandaVision ha sparso semi interessanti per il futuro del Marvel Cinematic Universe, guardando in primo luogo alla caratterizzazione di Wanda Maximoff (), la quale non solo ha finalmente affrontato la realtà del suo lutto, ma ha anche compiuto una profonda evoluzione come personaggio in quanto a capacità e poteri, che ne fanno al momento uno degli più potenti dell’universo cinematografico Marvel.
Oltre a questo, il passaggio di Wanda da quella che in Avengers: Age of Ultron avevamo conosciuto semplicemente “potenziata” da parte dlel’Hydra, a una Strega di nome e e di fatto, apre interessanti scenari soprattutto perchè sposta il personaggio da un livello narrativo a un altro, facendola entrare in quel mondo della magia finora poco analizzato dai .

A questo mondo guarda una delle sequenze dopo i titoli di coda, che fa da collegamento a in The Multiverse of Madness, il sequel sullo stregone supremo in lavorazione da alcuni mesi per la regia di Sam Raimi. Se questo “teaser” finale era alquanto prevedibile così non era invece per la prima scena “post-credits”, che si ricollega al prossimo e al personaggio di Monica Rambeau ().  Anche se nelle precedenti puntate di Nuvole di Celluloide abbiamo parlato in maniera molto ampia di questa coraggiosa e determinata agente dello S.W.O.R.D., un collegamento al sequel sull’eroina interpretata da Brie Larson attraverso una sequenza post-credits così diretta è apparsa del tutto inaspettata, dando a WandaVision una forma più ampia, e confermando al tempo stesso come i Marvel Studios si muovano sempre su più livelli narrativi.

Partendo da questo elemento, non possiamo inoltre che constatare come l’utilizzo di nel ruolo di un finto Pietro Maximoff, abbia nuovamente sottolineato un dato di fatto incontrovertibile, ovvero che gli sceneggiatori dei Marvel Studios non si muovono seguendo gli stessi ragionamenti dei fan e che qualsiasi cosa che può essere vista come un “easter egg” o un suggerimento verso qualcosa di più grande, deve essere invece valutato non solo in maniera lineare e concreta, ma anche visto come una possibile cortina fumogena che, in questo caso, è servita allo scopo.

Dopotutto, come ha sottolineato Andi Ortiz su TheWrap, i Marvel Studios nel presentare il personaggio di Pietro non hanno mai fornito elementi sostanziali che potessero dare credito alle numerose teorie apparse in rete, ma anzi in più di una occasione hanno disseminato indizi per fare intuire esattamente il contrario, ovvero che questi fosse un tizio qualunque.

È vero, Pietro non è mai stato concepito per essere un personaggio protagonista in questa realtà di sitcom. Lo dice in “All-New Spooktacular”, quando riferendosi a Wanda esclama: “Sto solo cercando di fare la mia parte, Ok?. Vengo in città, creo tensione con il cognato, pasticci con i marmocchi e, infine, ti infastidisco”. Un cenno diretto ai topoi della sitcom che incarna ma niente di più.

Il punto centrale di WandaVision è stato quello di analizzare Wanda e il suo lutto per fare compiere al personaggio un passo verso uno status più completo dopo gli eventi di ma non solo, visto che questa evoluzione ha riguardato anche Visione, che nella sua versione 2.0 abbiamo lasciato diretto verso l’ignoto, nell’attesa che ritrovi se stesso e, perchè no, anche la sua dolce metà. Ma questo solo il futuro potrà dirlo.

Possiamo comunque affermare che WandaVision è stato il primo mattone di un nuovo Marvel Cinematic Universe che, pian piano, si sta riprendendo dai tumultuosi eventi degli ultimi anni, diretto verso una sostanziale normalità (intesa come “normalità speciale”) e nuove avventure.

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Wanda Maximoff nella sua nuova forma di Scarlet Witch. L’evoluzione del personaggio risolve lo status emotivo da Avengers: Endgame, e apre le porte per il sequel di Doctor Strange, ora in lavorazione.

European Film Market

Come ogni anno, nei giorni scorsi  si è svolto (in forma virtuale) il consueto European Film Market, rasegna che vede le principali major e società di distribuzione europee presentare i propri progetti e stringere accordi in vista di una diffusione nel corso della prossima stagione cinematografica.

Tra i molti film presentati, vi è The Blacksmith, di cui avevamo parlato qualche mese fa nel corso del mercato virtuale di Cannes. Il film, tratto dal graphic novel di Malik Evans e Richard Sparkman, è stato acquistato da Infotainment China Media, che prevede di restare fedele al progetto nonostante il cambio di casting, in quanto l’attore Nick Jonas ha dovuto lasciare il ruolo di protagonista a causa di altri impegni lavorativi.
The Blacksmith è stato uno dei progetti più interessanti emersi dal mercato virtuale di Cannes della scorsa estate, dove ha registrato il tutto esaurito in quanto a vendite in tutto il mondo. Diretto dal regista Pierre Morel, è un film d’azione in stile John Wick, scritto da Ben Ripley (Source Code, Flatliners – Linea Mortale) e finanziato da AGC Studios.
Jonas doveva interpretare Wes Loomis, l’omonimo “Blacksmith”, un esperto di armi per la comunità dell’intelligence. Ma quando il suo laboratorio clandestino viene distrutto e i suoi colleghi uccisi, Loomis deve fuggire avendo disponibili solo il suo ingegno e le sue abilità tecniche per riscire a rimanere in vita. L’attore interpreterà Mather, un altro blacksmith in pensione e mentore di Loomis, il quale cerca aiuto nella sua missione per scoprire chi lo ha tradito.
Il piano di AGC era di girare The Blacksmith a Toronto l’anno scorso, ma inserire la produzione nel programma già fitto di Jonas si è rivelato problematico, e un casting per una sostituzione è ora in corso.

Altro progetto presentato all’EFM è The Night Beyond The Tricornered Window, adattamento di un fumetto horror di Tomoko Yamashita, una delle più famose creatrici di manga giapponesi, che ruota attorno a due uomini – uno dei quali può vedere i fantasmi e l’altro che ha la capacità di espellerli – che fanno squadra lavorando come esorcisti a noleggio. Presto vengono contattati da un detective della polizia, che chiede il loro aiuto per indagare su una serie di omicidi dell’anno precedente.  Il cast è composto da Masaki Okada, Jun Shison e Yurina Hirate e la pellicola è diretta da Yukihiro Morigaki, autore in Giappone di diverse serie televisive.

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Numerosi anche i progetti di animazione, tra cui spicca Little Nicholas, un film d’animazione disegnato a mano diretto da Amandine Fredon e Benjamin Massoubre.
Il film è prodotto da Aton Soumache della ON Kids & Family, una società del Gruppo Mediawan, e da Lilian Eche e Christel Henon della Bidibul Productions.
Creato da Rene Goscinny e dall’illustratore newyorkese Jean-Jacques Sempe, Le Petit Nicolas segue le avventure di un ragazzo dispettoso e dei suoi compagni di scuola, insegnanti e genitori a Parigi negli anni ’60.
Il lungometraggio, scritto da Michel Fessler (La marcia dei pinguini) e Anne Goscinny, figlia di René , avrà due livelli narrativi. Uno seguirà Nicholas e il suo ambiente, basato sui graphic novel. L’altro seguirà le vite di Goscinny e Sempe quando hanno creato Le Petit Nicolas. Le trame si intrecciano mentre Nicholas interagisce giocosamente con i suoi creatori. Secondo indiscrezioni, la storia si svolgerà principalmente a Parigi, ma attraverserà anche l’Atlantico attraverso il racconto delle vite degli autori.

Sempre sul fronte dell’animazione è da segnalare Gulliver Returns, film in lingua inglese che era stato inizialmente presentato per le prevendite all’American Film Market nel novembre 2019. La pellicola è stata completata il mese scorso presso l’Animation Studio 95 in Ucraina e ha fatto proprio il suo debutto all’EFM. Il film è supervisionato dal regista Tony Bonilla, diretto da Ilya Maksimov e scritto da Michael Ryan.

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