I graphic novel da leggere a vent’anni: percorsi a fumetti

Il volume "I graphic novel da leggere a vent'anni" raccoglie sotto forma di schede una panoramica di fumetti fondamentali da scoprire e riscoprire. Una guida stimolante e ben curata.

I graphic novel da leggere a vent’anni è un volume che ha l’ambizione di raccogliere alcuni tra i migliori volumi della storia del fumetto ponendo come filtro l’appartenenza alla categoria del graphic novel: esclusi quindi fumetti seriali, strisce, racconti brevi –  con le dovute e inevitabili eccezioni, tenendo conto che la definizione non è certamente inappuntabile e la forma o la considerazione di una storia possono cambiare. Non una scelta di merito, come spiegato nell’introduzione di Alessio Trabacchini, ma comunque una decisione che riconosce nel graphic novel una realtà di formato all’interno della quale si è sviluppato un discorso artistico, e che è a sua volta diventato un elemento per arrivare a lettori nuovi e realtà nuove.

I graphic novel da leggere a vent'anni: percorsi a fumettiIl corpo del volume si presenta come una sequenza di schede, ognuna dedicata a un fumetto specifico, che cercano di essere approfondite ma mantenendosi comunque relativamente snelle e funzionali. Lunghe mediamente un paio di pagine, le descrizioni svolgono più funzioni: non solo un giudizio di merito e di stile, ma anche una contestualizzazione storica, sociale e artistica dell’opera, un rapido excursus nella poetica e nella bibliografia dell’autore e qualche collegamento trasversale con altri autori od opere.

Divise in tre grandi capitoli (“prima del 1980”, “dal 1980 a oggi” e “il graphic novel in Giappone”, affidato interamente all’esperienza di ), si dimostra alla lettura denso di informazioni, spunti critici e curiosità riuscendo così a fornire un quadro accurato e appassionato dei fumetti trattati.

Le schede vengono proposte per ordine alfabetico degli autori invece che in ordine cronologico, privando così di un possibile percorso di lettura in chiave storica ed evolutiva del fumetto che avrebbe potuto essere altrettanto interessante. Peccato anche per la mancanza di indici analitici per la costruzione di percorsi alternativi (per editore, per genere, per nazionalità).

Sarebbe ozioso fare le pulci alle singole scelte operate: i fumetti presenti sono così tanti e così importanti da essere sostanzialmente inutile fare la conta di quelli che mancano o cercare superflue classifiche di merito di un titolo rispetto all’altro. Tra tutto però appare numericamente sacrificata la rappresentanza del fumetto giapponese, ridotto a una quindicina di titoli e di conseguenza con meno spazio per una panoramica varia e ampia.

Questa raccolta di saggi è una interessante guida per una biblioteca del fumetto, per scoprire autori e opere che hanno segnato in qualche modo questa arte e che hanno influito o influiranno su autori e lettori.

Abbiamo chiesto a Elena Orlandi, curatrice del volume assieme a Alessio Trabacchini ed , fondatrice del sito di webcomics Retina e facente parte dello staff di Bilbolbul (nonché in passato nostra collaboratrice!), di rispondere ad alcune domande sull’opera.

INTERVISTA A ELENA ORLANDI

Partiamo dal titolo: perché I graphic novel da leggere a vent’anni? Il riferimento generazionale ha veramente un risvolto “didattico” mirato?
In realtà la prima e più stringente ragione del titolo è che questo libro è il terzo di una serie di tre volumi pensati dalle Edizioni dell’Asino, per cui sono già usciti negli anni passati I film da vedere a vent’anni e I libri da leggere a vent’anni. Ci siamo quindi trovati in una cornice ben precisa e in quella ci siamo mossi. Ma il senso è che quei graphic novel possono essere letti da 20 a 99 anni, come c’è scritto sulle scatole da gioco. E anche prima. Insomma l’intento didattico e pedagogico è più nell’idea di fare una selezione di ciò che è importante leggere e soprattutto di iniziare a dare una mappa attraverso la quale cominciare a disegnare un territorio su cui ognuno può scegliere il proprio percorso, e quindi poi da quella mappa anche uscire.

Le schede raccolgono una ampia rappresentanza dei fumetti più importanti usciti negli ultimi 30. È questo il filo conduttore che ha accomunato la scelta dei titoli?
Be’, sì, come dicevo ovviamente questo è il filo conduttore. Nella consapevolezza che lo sguardo che osserva un territorio (in questo caso tre sguardi principali, quelli dei tre curatori, accompagnati da molti collaboratori che hanno aiutato nella selezione e redazione delle schede e nella curatela di alcune sezioni specifiche) è comunque soggettivo e risponde a criteri personali. Il nostro intento è stato quello di dare una rappresentazione di ciò che di importante è uscito in questi ultimi trent’anni, che sono stati anche quelli della prima comparsa, affermazione e forse adesso fase di stabilizzazione e rilancio di un formato nuovo: il graphic novel. Cercando di dare il più possibile conto di tutte le diverse direzioni che lo hanno percorso e continuano a percorrerlo.

I graphic novel da leggere a vent'anni: percorsi a fumettiA chi si rivolge questo volume? A chi non legge fumetti, a chi li legge ma in maniera settoriale?
Si rivolge a chiunque sia incuriosito dal mondo del fumetto e abbia voglia di scoprire il prossimo titolo da leggere, ma anche a chi già legge fumetti e vuole avere la nostra “lettura” di ciò che consideriamo importante.

Non vogliamo entrare nelle possibili polemiche del “questo c’è e quello no”, che sarebbero ridicole. Ci incuriosisce come siete arrivati alle scelte, cosa è rimasto fuori e perché.
Siamo arrivati a questa scelta in seguito a una discussione abbastanza articolata. Abbiamo in un primo momento creato una lista personale degli imprescindibili, che poi abbiamo confrontato e scremato, e via via abbiamo aggiunto cose e ne abbiamo tolte altre, anche per evitare ridondanze o perché qualcosa era stato dimenticato, e così via. È stato un processo molto “dialogico” tra noi curatori e tutti i collaboratori. E che, non ti nascondo, continua a lasciarci lievemente insoddisfatti perché un libro del genere, che prevede una selezione dell’esistente, è sempre aperto a essere messo in discussione e non solo dall’esterno ma anche da chi lo ha creato.

In molti casi i volumi trattati sono “raccolte” di storie serializzate su riviste, e diciamo che per molto tempo almeno da noi ha funzionato così: il libro a fumetti altro non era che una “raccolta” di episodi pubblicati in precedenza. Cosa è cambiato in questi ultimi anni? Cosa ha portato a una nuova definizione formale e contenutistica del “volume a fumetti”?
Domanda complessa, solo qualche precisazione. Se consideriamo il graphic novel in quanto categoria merceologica, si può arrivare a una definizione ragionevolmente chiara e normativa, ma si ha anche la certezza di perdere il cuore della questione “romanzo grafico” e, cosa più grave, il senso del fumetto contemporaneo. A volte la forma chiusa del romanzo è per l’autore un’opportunità, altre ancora una gabbia che può essere abilmente scassinata. E a volte sono proprio le opere più dichiaratamente seriali a incarnare compiutamente una complessità romanzesca. Pensiamo a Love & Rockets, per esempio. Quello che speriamo è che dalla selezione emerga come l’arte del fumetto possieda specificità che non possono essere forzate all’interno delle categorie proprie della letteratura.

I graphic novel da leggere a vent'anni: percorsi a fumetti

Come avete stabilito il “format” delle singole schede?
Il format è abbastanza standard: un riassunto dell’opera, un inquadramento del periodo di pubblicazione, le ragioni per cui pensiamo che quell’opera sia importante. Abbiamo cercato di non moltiplicare le schede per singolo autore, tranne in casi in cui era impossibile non averne più d’una (vedi per esempio Gipi o Daniel Clowes) perché era impossibile eliminare una o l’altra opera per l’importanza nel quadro del mondo del fumetto in genere e anche nella vita artistica dell’autore. Mentre in alcuni casi l’importanza dell’opera era tale che abbiamo sentito il bisogno di dedicarle più spazio.

Perché avete deciso di ordinare per autore e non, ad esempio, per anno di uscita?
Ordinare secondo l’anno di uscita rischiava di complicare molto le cose. Avremmo dovuto, per esser filologicamente corretti, ordinare secondo l’anno di pubblicazione originale? E nel caso di opere che raccoglievano materiale originariamente pubblicato in anni diversi che data avremmo dovuto segnalare? Alla fine abbiamo pensato che l’ordine alfabetico per autore potesse portare a una più facile consultazione di un libro che voleva essere anche questo: un libro da consultare in cerca di qualcosa di nuovo da leggere e non necessariamente da studiare.

I graphic novel da leggere a vent'anni: percorsi a fumettiLa presenza di opere inedite in Italia suona anche come una critica alla realtà editoriale del fumetto: perché opere importanti non trovano spazio in un mercato tanto ricco di nuove uscite?
Più che una critica è una proposta possibile.

Raccogliendo informazioni e analisi di così tanti fumetti, vi è emerso un quadro più ampio, un’evoluzione, un percorso di crescita del fumetto? Quali riflessioni sono nate da questa raccolta di opere, autori, stili diversi?
Quello che ci interessava era anche dare conto di possibili direzioni di evoluzioni future del linguaggio, in direzioni che sono più legate alla graphic poetry, al racconto breve, all’ibridazione con altri linguaggi. Per questo abbiamo inserito titoli anche molto sperimentali come Powr Mastrs di CF o La storia dell’orso di Stefano Ricci, o ancora Arsène Schrauwen di Olivier Schrauwen.

Pensavo, in relazione al fatto dei vent’anni, al carattere formativo che certi fumetti possono avere. Si è passati da un’accezione totalmente “ricreativa” e di svago fine a sé stesso per il fumetto, ad un riconoscimento di valore culturale alto, ma anche divulgativo e di approfondimento (vedi il graphic journalism)…
Pensiamo che uno dei meriti del graphic novel sia proprio quello di aver maggiormente diffuso uno sguardo non “puramente ricreativo” sul fumetto. Ma in realtà questo sguardo è applicabile anche a tante opere realizzate che esistesse il graphic novel, e l’avvento di questo formato ha solo facilitato una certa “visione” del mondo del fumetto. Insomma, ancora una volta è bene ribadire che conta prima di tutto lo sguardo con cui si leggono le cose.

Abbiamo parlato di:
I graphic novel da leggere a vent’anni
a cura di Elena Orlandi, Alessio Trabacchini, Emilio Varrà
Edizioni dell’Asino, 2016
256 pagine, brossurato – 15,00€
ISBN: 9788863571448

Riferimenti:
Edizioni dell’Asino: www.asinoedizioni.it

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