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Forza, sensualità, coraggio: tutte le supereroine di Maria Laura Sanapo

Durante il Cartoon Club & RiminiComix 2025 abbiamo parlato con la disegnatrice della sua carriera nel mondo dei supereroi USA.
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Tratto sinuoso, plastico e sensuale, capace di dar vita a scene spettacolari così come cover e pin-up di grande impatto: Maria Laura Sanapo da anni è una delle artiste che dall’Italia ha conquistato gli Stati Uniti, lavorando in varie realtà (da Zenescope fino a DC Comics) sia come copertinista che come disegnatrice di interni su titoli quali Nightwing, Batman, Green Lantern, ma soprattutto su serie con protagoniste supereroine quali Wonder Woman, Catwoman, Batwoman: a loro ha donato forza, sensualità e consapevolezza.
L’abbiamo intervistata durante il Cartoon Club & RiminiComix 2025 e con lei abbiamo parlato del suo lavoro e della sua carriera.

Mlsanapo rimini

Ciao Maria Laura e grazie per il tuo tempo. Dato che è la prima intervista che fai per il nostro sito, ci piacerebbe parlare degli inizi della tua carriera, ovvero quando hai deciso di intraprendere questa carriera e quali sono state le tue prime ispirazioni, come lettrice e artista.
Certo, con piacere e grazie a voi! Disegno da quando ero davvero piccola: il mio primo disegno l’ho fatto a un anno — era un fiore, che mia mamma ha incorniciato e che oggi è ancora appeso nel mio studio. Come tanti adolescenti, ho iniziato leggendo manga: ero appassionatissima di autori come Masakazu Katsura, CLAMP e altri. Mi affascinava moltissimo la forza emotiva dei personaggi e la varietà degli stili narrativi. Fin da bambina inventavo storie e le trasformavo in fumetti, ma la consapevolezza che potesse diventare un lavoro vero e proprio è arrivata più tardi, in particolare durante il secondo anno di università. Nel 2008 sono andata al Lucca Comics e, vedendo gli artisti disegnare dal vivo agli stand, parlando con loro, mi sono resa conto che quella del fumettista era una professione reale e soprattutto che era la mia vocazione. Così ho portato a termine gli studi universitari (mi sono laureata in Lingue) e poi ho deciso di iscrivermi alla Scuola Internazionale di Comics. Prima ancora di iniziare il percorso scolastico ho avuto la fortuna di conoscere Marco Santucci, mio marito, che è diventato il mio mentore e un punto di riferimento fondamentale per la mia crescita artistica. Il fumetto mi ha sempre accompagnato, fin dall’infanzia, ma è stato in quel momento che ho scelto di farne la mia strada.

La tua carriera si è soprattutto sviluppata negli Stati Uniti. Era un tuo obbiettivo fin dall’inizio entrare in questo settore? Quali sono stati i tuoi primi contatti e i primi passi nell’industria statunitense?
In realtà sì, in parte lo era — anche se non ne avevo la certezza assoluta all’inizio. Quando mi sono iscritta alla Scuola Internazionale di Comics, i miei insegnanti si sono subito accorti che avevo una naturale inclinazione verso il fumetto americano. Anche se il mio stile era ancora acerbo, era già chiaramente proiettato verso l’estetica supereroistica e narrativa tipica dell’editoria statunitense. E in effetti, le influenze erano evidenti: autori come Alan Davis, José Luis García López, Dave Stevens, Ivan Reis, David Finch sono stati — e sono tuttora — le mie più grandi ispirazioni.
Quindi sì, lo desideravo fortemente, era un obiettivo che sentivo dentro di me fin dall’inizio, anche se non ero certa che si sarebbe davvero realizzato.
Ci speravo tantissimo… e per fortuna è successo.

Dc bombshell sanapo

Qual è stato il momento chiave nella tua carriera, il lavoro a cui sei più legata?
Beh, non c’è un momento preciso a cui mi sento più legata, perché la mia carriera è fatta di tanti momenti importanti e speciali, e di tante persone straordinarie che ho incontrato lungo il cammino. Tra tutte, la più importante è sicuramente Marco Santucci. Detto questo, non c’è un singolo evento che definisca tutto, ma tanti momenti, tanti colleghi magnifici che poi sono diventati amici, e tanti lavori splendidi che ho avuto la fortuna di realizzare e che ho amato. Però se devo sceglierne uno, uno dei momenti che ricordo con più affetto è stato quando ho ricevuto la mia prima mail dall’editor di DC Comics, alle tre di notte, che mi chiedeva se ero disponibile a lavorare su alcune pagine per DC Bombshell. Ricordo quella notte come un momento meraviglioso, perché da quel momento la mia vita da artista è cambiata: venivo riconosciuta in modo diverso, percepita in maniera nuova. Lavorare per una major che ammiro e con personaggi che adoro è stato un sogno che si è realizzato.

Da molti anni lavori in DC Comics, sia come copertinista e fumettista, e hai disegnato tantissimi personaggi. Qual è quello a cui sei più legata e quello invece su cui vorresti lavorare?
Il mio personaggio del cuore rimane e rimarrà per sempre Wonder Woman. È un personaggio ricco di mille sfaccettature: un’amazzone fiera che simboleggia tantissime cose, dalla forza alla libertà femminile, ed è davvero bellissima in tutto questo. Amo anche la sua storia, il fatto che sia nata nel 1941, creata da un uomo che era un teorico femminista e che ha messo molto di sé in questo personaggio. Wonder Woman ha una storia meravigliosa e per questo sarà sempre la mia preferita.
Dall’altro lato, c’è un personaggio molto diverso ma che adoro profondamente: il Joker. È fantastico, amo disegnarlo. Ha una psicologia incredibilmente complessa e sfaccettata. Per me è fondamentale legarmi emotivamente ai personaggi quando li disegno; non riesco a tirare una linea senza prima entrare in sintonia con loro. Il Joker è affascinante proprio per questa sua profondità e complessità, e mi piacerebbe davvero poterlo disegnare di più.

Mlsanapo joker

Parlando di copertine e storie, come cambia il tuo approccio quando lavori su cover e fumetti?
Lavorare su copertine e lavorare su storie richiede un approccio diverso, perché hanno obiettivi e funzioni differenti. Quando disegno una copertina, penso soprattutto a catturare l’attenzione in modo immediato, a raccontare un’emozione o un’idea in un’unica immagine forte e iconica. La copertina deve essere un invito, un biglietto da visita che faccia venire voglia di scoprire la storia all’interno.
Nel lavoro sulle storie, invece, mi concentro molto di più sulla narrazione, sul ritmo, sullo sviluppo dei personaggi e sulla coerenza visiva tra le tavole. Qui il disegno diventa uno strumento per raccontare, per far vivere il lettore dentro la storia, e per costruire l’atmosfera scena dopo scena. Mi piace molto entrare in sintonia con il tono e l’emozione di ogni momento per rendere la storia più coinvolgente.
Quindi, pur essendo due approcci diversi, entrambi sono per me stimolanti e fondamentali per esprimermi in modi diversi, ma sempre al servizio del racconto.

Mlsanapojusticesociety

Sia nei tuoi fumetti che nelle tue illustrazioni molto spesso rappresenti supereroine: in loro unisci forza, sensualità, consapevolezza e ironia. Quanto è importante secondo te il ruolo delle supereroine e delle disegnatrice che le interpretano, in un mondo, quello del fumetto supereroico, che per molto tempo è stato scritto e letto da un pubblico maschile?
Il ruolo delle supereroine nel fumetto è fondamentale, soprattutto in un mondo che per lungo tempo è stato dominato da una prospettiva maschile, sia nella scrittura che nella lettura. Le supereroine rappresentano molto più di semplici personaggi: incarnano forza, indipendenza, complessità e, come hai detto, anche sensualità, consapevolezza e ironia. Sono modelli con cui tante persone, soprattutto ragazze e donne, possono identificarsi e trovare ispirazione.
Per me, come disegnatrice, interpretare supereroine è una grande responsabilità e un’opportunità. Significa dare voce a figure che devono essere autentiche, sfaccettate e potenti, ma anche umane e credibili. La presenza e il contributo delle disegnatrici sono cruciali per portare nuove prospettive e sensibilità in questo universo, contribuendo a rendere i personaggi femminili più reali, meno stereotipati e più inclusivi.

Da alcuni anni sei anche docente presso la scuola internazionale di Comics di Firenze e la Kubert School. Che cosa ti viene da dire a un ragazzo che voglia fare questo lavoro e magari entrare nel mondo statunitense? E cosa ti ha dato invece interagire con ragazzi che frequentano le tue lezioni?
A un ragazzo che vuole entrare nel mondo del fumetto, soprattutto in quello statunitense, direi innanzitutto di coltivare la passione e la perseveranza. È un settore molto competitivo, quindi serve tanto impegno, costanza e voglia di migliorarsi sempre. È fondamentale studiare bene la tecnica, ma anche sviluppare uno stile personale e imparare a lavorare in team, perché spesso ci si confronta con editor, sceneggiatori e altri artisti.
Consiglierei anche di essere curiosi e aperti: conoscere la storia del fumetto, leggere molto, imparare dalle critiche costruttive e saper adattarsi senza perdere la propria voce. Oggi, grazie alla tecnologia, ci sono molte più possibilità di farsi notare, ma serve comunque pazienza e professionalità.
Un altro consiglio importante che do spesso ai miei studenti è di non fissarsi solo su chi è diventato famoso, sulle superstar del momento. Molti arrivano da me dicendo ‘voglio diventare come lui o lei’, ma è fondamentale non concentrarsi solo sull’arrivo. Bisogna avere pazienza e lavorare sul percorso, sulle piccole conquiste e sulla crescita personale. Chi arriva davvero a livelli altissimi c’è, ma solo perché ha lavorato sodo e ha saputo affrontare ogni passo con dedizione nel tempo.
Per quanto riguarda me, insegnare e interagire con i ragazzi è una fonte di grande energia e crescita continua. Mi dà la possibilità di vedere il mondo da prospettive nuove, di confrontarmi con idee fresche e di condividere ciò che ho imparato nel tempo. È molto gratificante poter aiutare giovani talenti a trovare la propria strada e a credere in se stessi. Spesso anche io imparo molto da loro, dalla loro creatività e dalla loro voglia di sperimentare.

Mlsanapowonderwoman

Su cosa stai lavorando al momento?
Attualmente sto lavorando a progetti per vari editori statunitensi, sia come copertinista che come artista per le tavole interne. Non posso ancora parlare nel dettaglio dei progetti in corso, ma ho da poco concluso un lavoro molto stimolante con DC e un altro con Archie, e recentemente ho realizzato diverse cover per Zenescope. Parallelamente sto partecipando a numerose convention: per me è fondamentale incontrare il pubblico dal vivo. Dopo tante ore passate in solitudine nello studio, il contatto diretto con lettrici e lettori è uno scambio prezioso, che arricchisce profondamente il mio lavoro.

Intervista realizzata in occasione di Cartoon Club & RiminiComix 2025.

Maria Laura Sanapo

Mlsanapo al amadorabdfestival

Disegnatrice di fumetti e illustratrice italiana, prima di iniziare a lavorare nel campo del fumetto, si laurea in lingue straniere all’Università Siena, prende lezioni da Marco Santucci e frequenta la Scuola Internazionale di Comics a Firenze. Ha lavorato per vari editori: Valiant (Faith), Dynamite (Sheena, Red Sonja, Miss Fury, Vampirella), Titan Comics (Assassin’s Creed), Dreamworks (Penguins of Madagascar, Il gatto con gli stivali), Zenescope (Grimm Fairy Tales, Grimm Tales of Terror) DC Comics (Bombshells, Wonder Woman, Batwoman) e insegna anche alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze ed alla Joe Kubert School. Il suo sito ufficiale è www.mlsanapoart.com.

Margherita Roffredi

Margherita Roffredi

Nata a Varese nel 1996, e in un momento imprecisato attorno al 2000 ho scoperto gli anime, naturalmente su Italia Uno, ancora prima di sapere cosa fossero e che non me li sarei più scollata di dosso. La mia educazione sentimentale si è realizzata grazie a Dragon Ball e Mew Mew – amiche vincenti. Da quel momento in poi, la mia vita è sempre stata costellata di letture nipponiche, per ragazzi e per adulti, a fumetti e non. Negli ultimi anni, ho sviluppato un forte interesse verso il graphic novel, italiano e straniero, e verso la letteratura per ragazzi.
Purtroppo mi sono resa conto che leggere manga non mi avrebbe consentito di mantenermi (e comprare altri manga!), quindi mi sono laureata in filosofia, triennale e magistrale. Poi ho lavorato nella biblioteca della mia città (approfittandone per spingere all’acquisto massiccio di fumetti e consigliarne a chiunque varcasse la soglia), poi come insegnante di storia e filosofia, e infine ho deciso di volermi fare strada nel mondo dell’editoria, per cercare di rendere libri e fumetti una parte – anche minima – della mia vita lavorativa. Attualmente sono una redattrice in formazione con alle spalle un corso per redattori editoriali e uno stage da Edizioni Clichy.

Emilio Cirri

Emilio Cirri

Nato a Firenze una mattina di Gennaio del 1990, cresce dividendosi tra due mondi: quello della scienza e quello dell'arte. Si laurea in Chimica e sogna di fare il ricercatore. E nel frattempo si nutre di fumetti e spera di poterne sceneggiare uno, un giorno. Il primo amore della sua vita è Batman, amico fedele dei lunghi pomeriggi passati a giocare in camera sua. Dai supereroi ha piano piano esteso il suo campo di interesse fumetto, sia esso italiano, americano, francese, spagnolo o giapponese. Nel tempo che non dedica ai fumetti, guarda film e serie tv, scrive recensioni e piccole storielle, e forse un giorno le pubblicherà su un blog o in qualche altro modo.

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