First Issue 7 Thumb

First Issue vol. 2 #7 – Anni uno, fiabe assassine e cowboy ritornanti

23 Ottobre 2024
Nuova puntata di "First Issue", la rubrica dei True Believers spaziobianchisti dedicata alle novità dal mondo dei comics americani.
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Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de
Lo Spazio Bianco che, dal 2017, si occupa dei nuovi numeri uno in uscita negli States ogni mese.
In questa settima puntata del nuovo corso (la #126, secondo la numerazione Legacy…) attenzione incentrata su alcune delle novità uscite tra settembre e ottobre 2024.

Batman & Robin Year One 1

Batman & Robin – Year One #1 di Mark Waid, Chris Samnee, Matheus Lopes (DC Comics, ottobre 2024)
Una delle coppie più apprezzate di questi primi venticinque anni del XXI secolo del fumetto supereroico americano si rimette insieme per raccontare il primo anno di avventure del Cavaliere Oscuro e del suo sidekick, il Ragazzo Meraviglia, il primo Robin: Dick Grayson. Il giovane orfano faceva il suo debutto su Detective Comics #38 del marzo 1940 e in quell’albo veniva raccontato la morte dei genitori di Dick e il suo esser preso sotto l’ala protettrice di Bruce Wayne, diventando in breve tempo la giovane spalla di Batman.
Mark Waid dà tutto questo antefatto per scontato e sceglie di raccontare in questo albo d’esordio della miniserie la prima notte in cui entra in scena il Dinamico Duo, il primo incontro tra Robin e il commissario Gordon e il primo scontro con uno dei più iconici nemici di Batman, Due Facce.
Waid opta per una trama lineare, focalizzandosi sui dialoghi tra i personaggi, soprattutto gli scambi veloci di battute tra Batman e Robin, tesi a evidenziare la differenza caratteriale tra i due e il loro approccio alla lotta al crimine, riflesso della differenza di età e di esperienza tra Bruce e Dick. Quello che colpisce è però l’estrema fiducia che da subito Batman ha nelle capacità del ragazzo, prima tra tutte quella di illuminare con il suo entusiasmo l’oscurità caratteriale del Pipistrello.
Chris Samnee riflette questa differenza tra i due eroi nelle tavole, mostrandoci un Robin sempre sorridente ed euforico in confronto a un Batman perennemente corrucciato e pensieroso. Il disegnatore efficacemente regala al Boy Wonder una serie di pose ed espressioni prese direttamente dall’attore Burt Ward nella serie tv degli anni ’60, oltre a movenze plastiche e dinamiche tipiche di un trapezista circense.
David Padovani

Hyde Street #1 di Geoff Johns, Ivan Reis, Danny Miki, Brad Anderson (Image Comics, ottobre 2024)
Hyde Street segna l’esordio dell’universo horror di Ghost Machine, nuovo progetto editoriale pubblicato da Image Comics, che si prefigge di spaziare tra i generi, evitando il supereroico. Ciò malgrado, gli autori di questo primo numero sono tutti noti “specialisti” di supereroi. Si parte con un violento e sanguinario prologo, seguito dall’introduzione del protagonista, che ci presenta un luogo che non c’è, una sorta di “nessun dove”, teatro di spietate punizioni. Di qui scatta in avanti la narrazione, avvincendo e proseguendo a sviluppare i caratteri.
Sono fortissimi e palesi i richiami alla serie TV Ai confini della realtà (The Twlight Zone), come la descrizione di cosa sia Hyde Street, che ricalca l’introduzione degli episodi televisivi. Anche l’ambientazione richiama l’epoca in cui fu trasmessa per la prima volta questa fiction, gli anni ’60 del XX secolo. Ma Geoff Johns non si limita al vuoto citazionismo, utilizzando i riferimenti storici per delineare trama e personaggi, senza mancare di dargli spessore con un pizzico d’ironia.
Ivan Reis offre una grande prova ai disegni (con l’eccellente supporto di Danny Miki e Brad Anderson), le tavole sono ricche di dettagli, con volti in overacting estremamente espressivi e uno storytelling dinamico e variegato nella scansione delle vignette che danno ancor più vitalità alla narrazione. Un solo numero è poco per esprimere un giudizio definitivo ma, se si riescono a mantenere queste prerogative, avremo un’opera che con un occhio sul passato riesce a essere fresca e originale.
Paolo Garrone

Hyde Street 1
Seance In The Asylum 1

Seance in the Asylum #1 di Clay McLeod Chapman, Leonardo Marcello Grassi (Dark Horse, ottobre 2024)
Siamo nel 1865 e la carriera della medium Alicia Wilkinson è in una fase discendente. La chiamata da parte di un medico dell’ospedale Ashcroft di New York, che le propone di usare le sue capacità soprannaturali per tentare di guarire alcuni degenti (soldati traumatizzati di ritorno dalla Guerra Civile e pazienti affetti da diverse patologie) tramite una seduta spiritica, sembra l’occasione giusta per ridare smalto alla sua  professione.
Lo scrittore Clay McLeod Chapman realizza un buon horror storico-psicologico con una protagonista femminile, il cui passato è raccontato all’interno di flashback e sequenze oniriche che ci consentono di entrare rapidamente nel vivo del racconto. La narrazione, sviluppata  su ritmi lenti, ben rappresenta il tono oscuro e misterioso della storia che sembra gravitare attorno ai temi dell’inganno, della colpa e della redenzione. A tratti si ha l’impressione che il racconto perda un po’ di coesione riuscendo comunque a mantenere il lettore legato e attento ai misteri che propone.
Le matite di Marcello Grassi , grazie a linee sottili e spigolose, riescono a cogliere il senso di pericolo che attraversa la storia, assicurando a questa prima uscita un aspetto ruvido utile ad esaltare le atmosfere horror di cui si compone. Le illustrazioni riescono poi a ben catturare le luci e le ombre dell’ospedale Ashcroft, portandoci direttamente all’interno dei suoi ambienti poco rassicuranti.
Ferdinando Maresca

Murder Kingdom #1 di Fred Van Lente, Chris Panda e Becca Carey (Mad Cave Studios, ottobre 2024)
All’interno di Storybook Kingdom, un parco divertimenti in cui si cerca di dare vita alle fiabe oscure dei fratelli Grimm, il personale prende il proprio lavoro maledettamente sul serio. Se ne accorge e se ne lamenta Tanith, che non vede l’ora di lasciare il suo impiego per fare dell’altro. Suo malgrado, viene costretta a interpretare la Bella Addormentata nel bosco e, ancora peggio, si trova di fronte a un cadavere.
Dopo un incipit farraginoso, dialogato in modo verboso e poco interessante, un senso di straniamento comincia a farsi largo tra le pagine di Murder Kingdom, il nuovo fumetto sceneggiato da Fred Van Lente, disegnato e colorato da Chris Panda e letterato da Becca Carey.
Mad Cave Studios pubblica un numero uno in cui alcuni elementi del racconto sono subito chiari: magia è sinonimo di manipolazione; la violenza nel parco è di casa; i dipendenti devono calarsi nelle loro parti fino in fondo, adottando persino un linguaggio specifico; il superlavoro è dato per scontato e i capi non ammettono un “no” come risposta. Esplicitare questi aspetti si rivela un mossa vincente, perché consente a Van Lente di ancorare il suo fantasy a qualcosa di concreto e subito riconoscibile per un pubblico non per forza giovane.
Nessun appunto, solo elogi per la colorazione vivace e per la capacità di Panda di dare spessore al mondo in cui è ambientata la storia; a stonare sono alcune rappresentazioni dei personaggi: espressioni poco spontanee occhi e bocche troppo grandi rispetto a visi sottili penalizzano la recitazione della protagonista e dei comprimari. D’altro canto, la varietà degli abiti che indossano denota una cura per i dettagli apprezzabile.
Federico Beghin

Murder Kingdom 1
Deadly Trails 1

Deadly Trails #1 di Carmen Guasco, Rodrigo Rocha, Carlos Lòpez, Leo McGovern (Black Box Comics, agosto 2024)
La sceneggiatrice italiana Carmen Guasco scrive per Black Box Comics un western crepuscolare, fortemente contaminato da venature weird e horror, con protagonista un misterioso pistolero ritornato dalla morte.
Guasco, nell’albo d’esordio, chiama i lettori a un compito che richiede un minimo di attenzione e concentrazione: evitando accuratamente l’uso di didascalie di pensiero – che entreranno invece in scena a partire dal secondo numero – e scegliendo di far partire la storia senza alcuna spiegazione di chi è chi, a partire dal protagonista – l’autrice chiede a chi legge di districarsi nel racconto durante la lettura, annodando loro stessi i fili della trama per far luce su ruolo e motivazioni dei vari personaggi portati in scena.
Arrivati alla fine dell’albo – che ha un classico e lineare sviluppo da first issue – le zone d’ombra narrative restano molte, invitando efficacemente a proseguire la lettura della serie.
I disegni di Rodrigo Rocha se, da un lato, funzionano bene per costruzione della tavola e character design del protagonista e della sua cavalcatura, dall’altro mancano leggermente di definizione per quanto riguarda alcuni dei personaggi di contorno, generando un po’ di frustrazione durante la lettura dovuta allo sforzo di capire quale comprimario si ha davanti, in special modo per quanto riguarda i due ragazzini e la donna presenti in questo albo d’esordio.
Deadly Trails è, tutto sommato, un discreto debutto di una serie che intrattiene senza pretendere niente di più e anche la lettura del secondo numero conferma queste sensazioni.
David Padovani

Per questa puntata è tutto. L’appuntamento è per novembre con First Issue vol. 2 #8 (#127).
Stay tuned!

True Believers

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(Collaboratore esterno)

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