Quello creato da Sourya è un sincero e dichiarato omaggio ai videogiochi di ruolo giapponesi e, di conseguenza, all’immaginario fantasy che la cultura nipponica ha mutuato dal medioevo occidentale ibridandolo nella propria tradizione. A partire da queste fascinazioni l’autore (francese di nascita, un’infanzia trascorsa nel sud-est asiatico) imbastisce un racconto ben orchestrato, tanto classico nella struttura e negli snodi quanto appassionante e divertente.
L’opera si basa su di una mitologia definita e non eccessivamente complessa basata sul rispetto per la natura e sulla forza femminile della Terra; presenta una geografia abbozzata quanto basta per giustificare un lungo viaggio pieno di scoperte e pericoli, personaggi creati con un azzeccato mix di elementi standardizzati con storie, motivazioni e personalità peculiari e un alternarsi di approfondimento e azione che tiene sempre alto il ritmo di lettura.
A livello narrativo la parola chiave di Talli è “equilibrio”: per un autore senza una grande esperienza alle spalle, è veramente encomiabile tanta facilità nel raccontare e l’altrettanta pulizia nel disegno, di chiara ispirazione orientale – si può tranquillamente etichettare come global manga – ma senza nessun problema a unire retini e linea chiara, figure deformed e una costruzione regolare della griglia. Insomma, un segno figlio della globalizzazione dell’immaginario e dell’arte fumettistica che risulta accessibile, sempre chiaro e funzionale.
Da quanto sopra si possono sviluppare due riflessioni che, sebbene potrebbero portare ben lontani dall’opera in sé, credo possano essere interessanti da sottolineare: l’originalità e la derivazione.
Iniziando dalla prima delle due, leggendo Talli una delle cose che mi è capitato di pensare è come spesso sia sopravvalutata l’idea di “originalità”. Perché Sourya mette insieme tanti elementi e tante influenze che saltano all’occhio anche a chi non ha una vasta conoscenza delle fonti di ispirazione (dai videogame ai manga, dagli anime alla cultura giapponese e cinese), eppure tutto questo già visto non inficia affatto la godibilità della storia. Il “come” non solo prevale sul “cosa”, ma ci riesce senza la necessità di virtuosismi particolari grazie alla capacità di raccontare con semplicità e di porsi al servizio del lettore con sentito e palpabile divertimento.
Il secondo concetto, riassumibile con “derivazione”, rappresenta un po’ l’equivalente di quanto sopra però a livello tecnico. Possiamo chiamarla “globalizzazione”: il segno di Sourya, dall’uso di retini, all’impiego di determinati codici per esaltare le reazioni e sottolineare le emozioni dei personaggi (gli occhioni, i segni delle vene sulla fronte), ma pure la gestione del ritmo del racconto (come per le scenette comiche con cui vengono portati avanti i rapporti tra i protagonisti), sono chiaramente ispirati al fumetto giapponese. Eppure sono allo stesso tempo elementi ormai così familiari che non stupisce trovarli in un’opera francese, come non ci stupiremmo di leggere un manga con stilemi del fumetto occidentale. Forse proprio il concetto di global o european manga è qualcosa che progressivamente andrà a scomparire, perdendo di senso perché semplicemente “normale” e senza che questo vada a discapito di stili e tradizioni locali che, piuttosto, andranno a ibridarsi o a convivere gli uni di fianco agli altri.
I primi tre volumi di Talli sono editi in Francia da Ankama che però ne ha interrotto la pubblicazione. Grazie a un crowdfunding l’autore ha dato alle stampe il quarto e sta proseguendo allo stesso modo per il quinto e ultimo volume; l’edizione italiana di ReNoir è valida, con volumi solidi e piacevoli da sfogliare e l’editore ha già confermato che proseguirà la pubblicazione con i prossimi due volumi.
Abbiamo parlato di:
Talli Figlia della luna voll. 1/3
Sourya
Traduzione di Giulia Beffa
ReNoir Comics, 2022/2023
168/2016 pagine, brossurati, bianco e nero – 7,90 € cad.
ISBN: 9788865672624/9788865672693/9788865672792




