Di mondi lontani nel tempo e nello spazio, eppure vicini: La mennulara

Di mondi lontani nel tempo e nello spazio, eppure vicini: La mennulara
Per i testi di Simonetta Agnello Hornby e i disegni e Massimo Fenati, l'adattamento a fumetti di una saga mediterranea intensa e vischiosa, un best seller tradotto in diciannove lingue nel mondo.

Di mondi lontani nel tempo e nello spazio, eppure vicini: La mennulara_Recensioni Narrano le cronache che Simonetta Agnello Hornby abbia abbozzato la trama de La mennulara in aeroporto, aspettando un volo. “In transito”, dunque. Come sono in transito tutti i personaggi principali di questa storia che, un po’ come in Garcia Marquez, parte dalla morte della protagonista per poi andare a ritroso, trasportata come un fiume carsico fra le correnti della Storia con la “S” maiuscola e dispersa fra le sue storie minime.
Una saga che più mediterranea di così si muore e che ricorda in egual misura le trame intricate e assolate di Andrea Camilleri e le tragedie di Eschilo, il Leonardo Sciascia di Todo Modo e le commedie drammatiche di Risi e Monicelli, i leggendari Caroselli degli Anni ’60 e i drammi nascosti in tante cronache giudiziarie.
Un volume strano, irrimediabilmente italiano e “terrone” eppure universale, caduto dal cielo con la lucida, casuale precisione di tutte le opere prime e non a caso figlio di un best seller tradotto in diciannove lingue. Guai, però, a confondere fortuna e tigna. Perché le buone storie non nascono mai per caso; e nel caso della Hornby, classe 1945, figlia di baroni, cresciuta in Sicilia, poi trasferitasi in Gran Bretagna a costruire una carriera come giudice e avvocatessa minorile, l’esordio da romanziera è stato anche e soprattutto un distillato di vissuti, esperienze e scritti macinati in prima persona. E dunque: profumo di agrumi, terracotta e ricordi sixtie; sottotrame intrecciate ad altre sottotrame in volute degne del barocco; una figura femminile talmente forte e definita da riuscire a portarsi sulle spalle il peso di tutto il volume.

Non poteva esserci complice più improbabile per tradurre a fumetti un’opera tanto idiosincratica e personale che Massimo Fenati. Designer, animatore, illustratore, anche Fenati è un “expat”,  trasferitosi a Londra nel 1995 e arrivato a far parlare di sé in tutto il mondo anglosassone con la saga a fumetti dei pinguini gay Gus & Waldo. L’incontro con la Hornby è stato casuale, un “inciucio” nato anche dall’intraprendenza di una comune amica. Letture, chiacchiere e poi confidenze, reciproca stima; e a un certo punto, la pazza idea di trasformare La mennulara in un racconto disegnato.
Per l’autore genovese, tradurre il romanzo originario in un libro a fumetti è stato un autentico labor of love, notti intere a tradurre la prosa ricca e aspra dell’originale, le sue tante ambientazioni e il suo “cast” eterogeneo in tavole apparentemente semplici, in realtà complesse ed elaborate. Un lavoro che Fenati ha compiuto per lo più in solitaria, occupandosi in toto degli storyboard e dei disegni del romanzo grafico, con la Hornby in veste di coscienza critica e supervisor lungo tutta la lavorazione. Non senza ripensamenti rispetto al romanzo scritto.

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Il frutto di tanto impegno è un oggetto libro totalmente unico rispetto alla breve ma già articolata linea editoriale di . Il respiro è quello del romanzo classico, il plot vischioso, il ritmo volutamente lento. Il connubio fra la trama complessa oltre i generi concepita dalla Hornby e il segno solo apparentemente accogliente di Fenati riporta a esperienze sensoriali come Persepolis di Marjane Satrapi, Blankets di Craig Thompson o Rughe di Paco Roca: parlar facile per raccontare mondi lontani nel tempo e nello spazio.
L’ulteriore valore aggiunto di La mennulara sta tutto nella potenza evocativa di una narrazione che oscilla ritmicamente come un pendolo fra suggestioni arcaiche dalla Magna Grecia all’Italia Anni ’60 e sottili, meticolose esplorazioni di quello che all’epoca Natalia Ginzburg aveva brillantemente definito “lessico famigliare”.
Su tutto, lo sguardo memorabile di “Mennù”, centro di gravità di tutta la storia: un paio d’occhi neri che completano il sortilegio di queste 192 pagine, e restano appiccicati addosso ben oltre l’ultima tavola.

Abbiamo parlato di:
La mennulara
Simonetta Agnello Hornby, Massimo Fenati
Feltrinelli Comics, 2018
192 pagine, cartonato, a colori – 22,00 €
ISBN: 978-8807550126

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