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Dark Side #1 – Batman: Citt

11 Settembre 2006
di Brian Azzarello e Eduardo Risso RCS quotidiani/Panini Comics, 2006 – 152 pagg. col. bros. Parte con il supereroe più oscuro la serie di volumi proposti dalla Gazzetta dello Sport. La scelta della storia non è forse delle più felici sebbene sia una buona storia e presenti alcuni degli aspetti principali di Batman. C’é il Joker, la sua nemesi principale, ci sono i suoi conflitti inferiori e le motivazioni psicologiche che lo spingono a fare il giustiziere. Cio’ malgrado, a parte la ripetizione di questi aspetti reiterata e ormai consumata dagli autori, la sceneggiatura di Azzarello è un po’ confusa,
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Copertina di Dark Side #1 - Batmandi Brian Azzarello e Eduardo Risso
RCS quotidiani/Panini Comics, 2006 – 152 pagg. col. bros.
Parte con il supereroe più oscuro la serie di volumi proposti dalla Gazzetta dello Sport. La scelta della storia non è forse delle più felici sebbene sia una buona storia e presenti alcuni degli aspetti principali di Batman. C’é il Joker, la sua nemesi principale, ci sono i suoi conflitti inferiori e le motivazioni psicologiche che lo spingono a fare il giustiziere. Cio’ malgrado, a parte la ripetizione di questi aspetti reiterata e ormai consumata dagli autori, la sceneggiatura di Azzarello è un po’ confusa, non sempre è chiarissimo lo svolgersi e il concatenarsi degli eventi, in cerca di un colpo di scena finale che più che stupire lascia delusi. Lo stesso Cavaliere Oscuro appare più che tormentato, confuso e indeciso. I disegni di Risso, efficacissimo ad esempio su 100 Bulletts, in questa occasione mostrano alcuni limiti: se le atmosfere tenebrose riescono benissimo e sono ben delineate dal tratto nitido e potente dell’artista argentino, proprio la caratterizzazione di Batman è debole. Il supereroe appare troppo massiccio, il che lo rende goffo e un po’ legnoso nelle scene di azione. Una prova abbastanza deludente per due ottimi autori che ci avevano abituati a ben altre performance. Parere decisamente positivo per i redazionali di questo numero, che sono impostati in modo da poter essere fruibili anche al lettore meno avvezzo a questo genere, pur fornendo informazioni esaustive. Unica nota di demerito lo strano formato scelto, un “ibrido” più grande del classico comic book e più piccolo del tradizionale cartonato, con una copertina metallizzata piuttosto kitsch che riporta indietro di almeno 15 anni, all’epoca della discutibile moda delle variant cover cosiffatte. (Paolo Garrone)

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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