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Dallo schermo alla carta: Awarè e le difficoltà della comunicazione

23 Novembre 2024
Un webcomic che riflette sul tema della comunicazione in un'epoca sempre più digitale.
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Star Comics ci propone Awarè, una produzione originale sotto l’etichetta Astra, inizialmente presente come webcomic sulla piattaforma Jundo, scritta da Alessandro AtzeiManuele Morlacco e disegnato da Lidia Bolognini.

La vicenda è ambientata sull’isola di Mokmok, i cui abitanti presentano due particolari caratteristiche: tratti fisici zoomorfi e la mancanza della bocca, sostituita da un un piccolo forellino sul volto. Quando le parole erano state il mezzo per gravi discriminazioni e persecuzioni, la popolazione era stata spinta a rinunciare alla voce e a comunicare solo per iscritto. In questo contesto gli autori raccontano la quotidianità di Awarè, un giovane orfano con una coda di panda rosso e una passione per la musica.

Awarè lavora part time per un locale di udon, ama suonare la sua chitarra, malgrado non vi sia nessuno ad ascoltarlo ed è soprattutto uno dei pochi a possedere ancora una bocca e una voce, motivo per cui vive da emarginato ed è considerato un immaturo agli occhi degli altri cittadini.
La sua vicenda si intreccia con quella di Rebi, una fiorista, e Moroi, l’introversa figlia del sindaco. L’una desidera riavere la propria bocca per poter cantare le canzoni della madre, l’altra per essere finalmente sincera con sé stessa e gli altri, senza doversi nascondere dietro la fredda apparenza di uno schermo. Le due ragazze, un tempo legate da una profonda amicizia, sono state allontanate da episodi di bullismo ma Awarè, che tiene molto a entrambe, farà tutto il possibile per aiutarle a ricostruire il loro legame.

I sette capitoli del fumetto esplorano le difficoltà della comunicazione in una società che ha scelto il silenzio. Nonostante la narrazione affronti temi complessi come l’isolamento e il bisogno di esprimersi, il ritmo è scorrevole e ben gestito, permettendo di comprendere sia l’universo in cui si muovono i personaggi, sia le dinamiche dei rapporti umani. L’idea di fondo – la rinuncia alla voce – è una metafora potente che risulta  ben integrata nella trama, offrendo spunti di riflessione interessanti su come scegliamo di comunicare e sul peso delle parole.

Visivamente, Awarè si distingue per uno stile lineare e dettagliato, che accompagna bene il racconto. I personaggi, con i loro tratti zoomorfi e i corpi espressivi, emergono con forza grazie alla cura riservata ai dettagli e all’uso intelligente di una colorazione piatta, arricchita da ombreggiature delicate che crea un’illusione di tridimensionalità e profondità.

Uno degli elementi più riusciti dell’opera è il contrasto visivo tra Awarè e gli altri personaggi. Mentre le parole di Awarè vengono riportate nei tradizionali balloon , i dialoghi degli abitanti di Mokmok sono rappresentati come messaggi di testo digitali, simili a quelli di WhatsApp, con orari e colori distintivi per ciascun interlocutore. Questo contrasto visivo sottolinea ulteriormente l’isolamento di Awarè, evidenziando la sua differenza dagli altri e il suo struggimento nel cercare di esprimersi in un mondo che ha scelto il silenzio.

Awarè riesce a coniugare una storia di crescita personale e relazioni interrotte con un’ambientazione originale e una forte componente visiva. Se da un lato l’idea di rinunciare alla voce potrebbe sembrare un espediente narrativo un po’ estremo, gli autori riescono comunque a far emergere un messaggio forte sull’importanza della comunicazione e sull’isolamento emotivo. I disegni di Lidia Bolognini si rivelano un valore aggiunto, con il loro stile pulito e dettagliato.
Quella di Atzei, Morlacco e Bolognini è un’opera che invita alla riflessione, con un equilibrio convincente tra forma e contenuto. I suoi punti di forza sono la capacità di trasmettere emozioni attraverso un linguaggio visivo innovativo e un tema attuale, che tocca il cuore del nostro modo di vivere in una società sempre più digitale e frammentata.

Abbiamo parlato di:

Awarè
Alessandro Atzei, Manuele Morlacco, Lidia Bolognini
Star Comics, 2024
176 pagine, brossurato, colori – 11,90 €
ISBN: 9788822651440

Maria Concetta Amato

Maria Concetta Amato

Nata nel 2000 a Palermo, ha sempre coltivato una grande passione per la letteratura e la scrittura. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Classiche nel 2022, ha deciso di spingermi oltre i confini della tradizione, trasferendosi a Genova per immergersi nel mondo dell’editoria moderna. È lì che ho completato il suo percorso magistrale in Informazione ed Editoria, presentando una tesi intitolata Il Mercato del Fumetto Italiano: Analisi e Prospettive, una riflessione su un settore in continua evoluzione che non smette mai di affascinarla. Ama leggere, scrivere e perdersi nelle storie delle serie TV, ma ciò che più la appassiona è condividere queste riflessioni online. Il suo sogno è lavorare in una casa editrice, idealmente specializzata in fumetti, dove poter contribuire alla nascita e alla diffusione di nuove storie capaci di emozionare e sorprendere. Il suo obiettivo è trasformare la passione in un mestiere e contribuire a rendere il mondo dell’editoria un po’ più magico.

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