Il 20 settembre 2025 a Berlino si celebrerà un evento piuttosto unico per la città, con la presenza di tre fumettisti di grande livello internazionale quali Christian Ward (tra le tante sue opere, Batman: la città della follia è la più recente), Filipe Andrade (Le molte morti di Laila Starr, Rare Flavours) e un astro nascente del fumetto USA ma nativo della Germania come Jonas Scharf (disegnatore di Ultimate Universe: One Year In). Unico perché la capitale tedesca, pur ospitando un festival del fumetto molto interessante e di buon livello (il Comic Invasion) dedicato soprattutto al fumetto autoprodotto e underground, anche internazionale, pur contando decine di fumetterie (la più grande, Modern Graphics, che ospita regolarmente eventi con autori e autrici), tre case editrici di grande livello quali Reprodukt, Jaja Verlag e avant-verlag (ne abbiamo parlato qui), oltre ad altre più piccole, e pur essendo la casa una bellissima biblioteca/fanzinoteca, Renate, che organizzano incontri ed eventi sul fumetto, non può essere considerata la capitale tedesca del fumetto, dato che gli eventi più importanti, con grandi ospiti di richiamo internazionale, si svolgono da altre parti (Erlangen, Monaco, Amburgo). Come mai allora il 20 settembre questi tre autori si ritrovano a Berlino? Per festeggiare il compleanno di Walt’s Comic Shop, una fumetteria prevalentemente online con un grande magazzino alle porte della città che dal 2020 si è specializzata nella vendita, in Germania ma anche in Europa, di fumetti statunitensi.
Per capire la storia di questa impresa, che in pochi anni ha raggiunto dimensioni importanti e che ha deciso di celebrare i propri cinque anni di attività così in grande, organizzando una vera e propria mini con, abbiamo intervistato il proprietario, Cristian “Walt” Straub.

Ciao Walt, grazie per il tuo tempo. A settembre festeggerete i cinque anni di attività della vostra fumetteria. Vorrei partire dagli inizi: come hai deciso di intraprendere questo percorso e quali sono state le prime scelte che ti hanno portato in questa direzione?
In realtà non si può parlare di una decisione precisa. Ci sono piuttosto capitato dentro. Come puoi immaginare, i fumetti mi accompagnano fin dall’adolescenza, a volte più intensamente, a volte meno. Tramite Comixology nel 2013 ci sono rientrato del tutto. All’inizio solo con i single issues, poi online sono entrato in contatto con una scena di collezionisti che mi piace definire “Generation Shelfie” (da shelf, ovvero scaffale, NdR): persone che discutevano su quale fosse l’edizione definitiva di un titolo. Omnibus, Absolute e simili erano la grande tendenza; canali YouTube come Omnibus Collector o, più tardi, Near Mint Condition alimentavano l’hype. I room tour e le foto delle librerie diventavano un gioco di distinzione, le “whales” (balene, o balenotteri, NdR) fuori catalogo dei veri trofei di caccia…
Nel 2015 ho avviato anch’io un piccolo canale YouTube: acquisti, recensioni, preferiti. Non è stato un grande successo, ma ha raccolto qualche migliaio di iscritti. Parallelamente ho iniziato a vendere Omnibus e volumi esauriti su eBay. All’inizio solo perché i prezzi erano allettanti e nel mio lavoro principale (cinema) guadagnavo pochissimo.
Con il Covid tutto è esploso improvvisamente. eBay mi ha chiesto di registrare l’attività come venditore presso l’agenzia delle entrate. All’inizio ho pensato: “È finita. Con le tasse non conviene più.” Ma allo stesso tempo era chiaro che la domanda cresceva. Le nuove uscite andavano subito esaurite, i prezzi da collezionismo ovunque. Così mi è venuta l’idea: perché in Europa nessuno offre gli Omnibus in preordine? Una vera e propria nicchia di mercato. Per comprare da Diamond UK serviva un sito vero e proprio. Così è nato waltscomicshop.com.
Dai 100 mq di home office si è passati nel 2021 a spazi propri, poi nel 2024 a un magazzino di 400 mq. Ora siamo a 1000 mq, sette dipendenti full time e il doppio part-time. Credo di poter dire senza esagerare: Walt’s è oggi il principale shop online di fumetti americani in Europa.
Avete puntato sin dall’inizio sui fumetti in lingua inglese: da dove nasce questa scelta e come ha influenzato il vostro percorso?
Ho letto per tutta la vita quasi esclusivamente fumetti americani, quindi non c’era altro da considerare. Naturalmente apprezzo maestri come Moebius, Bilal, Crepax o Manara, ma con i classici d’intrattenimento come Tintin o Asterix non ho mai avuto lo stesso legame. Magari arriverà col tempo, non è mai troppo tardi per scoprire tesori del fumetto. E chissà, forse un giorno amplieremo il catalogo includendo anche edizioni tedesche, francesi o italiane.

Che riscontro avete avuto dal pubblico locale? E in generale, quanto conta per voi il pubblico cittadino rispetto ai clienti di altre città e paesi?
Abbiamo gestito per circa due anni e mezzo un negozio fisico a Berlino. È stata un’esperienza interessante, ma anche un po’ deludente. Un negozio difficilmente è sostenibile se serve solo da punto vendita. Online è più comodo, più economico e possiamo offrire oltre 30.000 prodotti. In negozio al massimo il 10% di questa quantità. Inoltre oggi la consulenza non è più esclusiva del negozio fisico. Mandiamo 2 o 3 newsletter a settimana con un tasso di apertura superiore al 60%, gestiamo blog, classifiche di bestseller e social media. Questo è più rilevante perché ci permette di curare i contenuti in modo mirato. E ci impegniamo davvero tanto!
I negozi fisici hanno comunque un ruolo. Sono luoghi per eventi e comunità. Per questo in futuro vogliamo orientarci piuttosto verso un “negozio-esperienza”.

La Germania ha una tradizione fumettistica diversa da quella di Francia, Belgio o Italia. Com’è stato per te aprire una fumetteria in Germania? Ci sono incentivi o aiuti?
Personalmente non mi sono mai inserito molto nella scena fumettistica tedesca, né come lettore né come venditore. In Germania il fumetto ha un ruolo più piccolo. Da un lato ci sono le graphic novel a vocazione storica e pedagogica, dall’altro una forte scena legata alle scuole d’arte con fumetti DIY. Sperimentali, radicalmente personali, ma spesso con poca diffusione. Naturalmente ci sono eccezioni, ma non è affatto paragonabile a Francia, Italia o UK.
Per noi questo significa che i lettori tedeschi guardano volentieri all’estero. Poiché per anni le traduzioni Marvel e DC in tedesco erano piuttosto deboli, molti sono passati presto agli originali americani. Questo gioca molto a nostro favore: circa il 25% dei nostri ordini proviene dalla Germania. Ma ci consideriamo comunque un negozio europeo, non tedesco.
Per festeggiare il quinto anniversario avete organizzato un evento speciale il 20 settembre…
Sì, volevamo celebrare il quinto compleanno in grande. Negli ultimi anni mi sono ispirato a eventi come il New York Comic Con o il Lake Como Comic Art Festival. Berlino ha già la Comic Invasion, un bellissimo evento indie e DIY, ma manca un festival internazionale dedicato al fumetto mainstream e d’autore. Non so se riusciremo a realizzarlo, Berlino è una piazza difficile. Ma la domanda c’è. Solo a Berlino ci sono una decina di fumetterie, molte delle quali vendono anche titoli in inglese. L’evento di quest’anno è un primo passo…
Avete invitato tre grandi nomi: Filipe Andrade, Christian Ward e Jonas Scharf. Come li avete scelti?
Siamo andati molto a gusto personale. Chi troviamo interessante, chi vogliamo incontrare? Volevamo rivolgerci a diversi tipi di lettori, dalla graphic novel alla serie di supereroi. In realtà volevamo cinque artisti, ma alcuni hanno disdetto all’ultimo momento. In compenso viene Omar di Near Mint Condition. Per i nostri clienti è quasi importante quanto gli autori stessi. Alla fine credo sia la dimensione giusta per un primo grande evento. E stavolta non ci siamo nemmeno sovraccaricati. Speriamo!

Cosa ci si può aspettare dall’evento?
Tutti e tre gli artisti firmeranno e disegneranno gratuitamente, cosa molto rara nel contesto americano. Trasformeremo il nostro magazzino in uno spazio per eventi: fumetti, musica dal vivo, bevande, conversazioni. Omar farà una diretta dal magazzino, inoltre presenteremo il secondo numero del nostro fanzine cartaceo con interviste e un focus su How to Break Into Comics. E sarà anche il Batman Day! Credo che sarà davvero una bellissima giornata per tutti gli appassionati di fumetti.
Un’ultima domanda sul futuro: cosa vi aspettate dal mondo del fumetto? E quali sono i vostri obiettivi per i prossimi cinque anni?
Fumetti e manga stanno benissimo. Nel settore della stampa sono l’unico medium con una vera crescita. Sono molto ottimista per il futuro della nona arte.
Per Walt’s: gli ultimi cinque anni sono sembrati dieci. E allo stesso tempo un inizio. Abbiamo tante idee, ma mai abbastanza risorse per realizzarle tutte. Di certo continueremo la nostra internazionalizzazione. Nel 2026 il tema degli eventi e del commercio fisico sarà per noi centrale. Per chi vuole rimanere aggiornato, consiglio di iscriversi alle nostre newsletter (https://waltscomicshop.com/pages/additional-newsletters). C’è chi sostiene che alcune siano persino piuttosto divertenti…
Intervista realizzata via mail ad agosto 2025
Cristian Walter Straub

Nato in Romania, pensava un tempo che sarebbe potuto diventare un autore di fumetti. Oppure un esperto di religioni. Invece ha vagato tra cinema, produzione musicale, fashion film, sceneggiatura… Da quella perseveranza è nato Walt’s Comic Shop: ciò che era cominciato in un angolo del suo appartamento è diventato, cinque anni dopo, uno dei principali centri europei per i fumetti americani. E Walt’s continua a trasformarsi – da negozio a generatore di una vera e propria cultura del fumetto: fanzine, eventi e sperimentazioni ancora più insolite, che devono ancora arrivare.
