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Cinderalla, una favola gotica in salsa pop

Junko Mizuno presenta la sua versione della favola di Cenerentola in salsa gothic-pop, tra zombie e maledizioni.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Cinderalla, una favola gotica in salsa popLa casa editrice francese Imho si è appena affacciata nel mercato fumettistico italiano, proponendo due manga atipici, Intermezzo e questo Cinderalla, due prodotti atipici e curiosi.
In special modo, questo volume autoconclusivo, scritto da Junko Mizuno, autrice amatissima nell’ambiente dell’underground nipponico, merita certamente una curiosa e divertita lettura, non fosse altro per l’originalità nello “storpiare” la favola di Cenerentola e per il disegno che sembra fondere abilmente la tradizione giapponese con uno stile Cartoon Network.

Immaginate Cenerentola – volevo dire, Cinderalla -, una ragazza bella e solare, figlia di un cuoco molto famoso in tutto il paese per i suoi spiedini (gli yakitori, tipico piatto giapponese). Un giorno suo padre muore, ma, come per magia, egli torna in vita come zombi; stimolato da questa nuova non-vita, decide di sposare e portare in casa una nuova moglie, affetta da una maledizione per cui è costretta a mangiare di continuo, con due nuove crudeli sorellastre al seguito: naturalmente tutte zombi anche loro, madre e figle. Se già siete confusi, sappiate che non finisce qui!
Immaginate ancora Cinderalla innamorarsi di un bel principe, che in realtà è “Il Principe”, famoso cantante rock-pop (zombi pure lui, naturalmente!), e che per conoscerlo durante una festa del suo tour riesca a ottenere dalla fatina di turno (piuttosto impacciata) di diventare non-morta pure lei per la durata di una serata. Infine, pensate che, nella foga di fuggire prima che scocchi mezzanotte e finisca l’incantesimo, perda semplicemente una scarpetta? No di certo, perde bensì addorottura un occhio, con tanto di selezione da parte del principe tra tutte le “zombe” per scoprire a chi appartenga e ritrovare la sua innamorata!

Cinderalla, una favola gotica in salsa popCome si può capire, la giovane autrice (classe 1973) si diverte a giocare con la favola stravolgendone i protagonisti, come farà in altri suoi manga ancora non pubblicati in occidente (Hansel & Gretel e La sirenetta). Il ritmo della storia è quasi frenetico, ma mai confuso, i personaggi e le situazioni strappano più di un sorriso se non una risata, e lo humour nero disseminato per le pagine contrasta, ma in maniera azzeccatissima, con i coloratissimi disegni. Tratto spesso, linee morbide e tondeggianti che sembrano far diventare tutti i personaggi dei bambolotti (naturalmente “dark”), occhioni ed effetti “brilluccicosi” da shojo messi ad arte per prendere anche un po’ in giro il genere sentimentale, una costruzione della tavola ordinata e lineare.

Sicuramente il termine “pop” per il fumetto sta diventando abusato e spesso impropriamente tirato fuori, eppure non può non venire in mente. Pop perché nello stile, sia narrativo sia grafico, dell’autrice saltano agli occhi le tantissime influenze multiculturali del mondo moderno, come ad esempio il video-karaoke del Principe proposto in coda alla storia, che rimanda alla “generazione MTV“, come le finte pubblicità inserite nella storia che richiamano le riviste per ragazzine, come l’umorismo sboccato e i disegni tanto imparentati con molta animazione occidentale. Un esemplare di “globalizzazione” del fumetto che, per una volta, arriva dal Giappone piuttosto che dagli Stati Uniti o dalla Francia, e che dimostra come comunque il fumetto sappia in ogni paese trovare affinità e ispirazione dal contatto con altre culture e altri stili.

Nota di demerito per il prezzo: c’é da augurare a questo nuovo soggetto dell’editoria italiana di riuscire a prendere meglio la mira, perché, per questo come per l’altro manga pubblicato, la prima, negativa, impressione viene data dal costo, sicuramente molto, troppo alto, nonostante la veste editoriale, buona sì, ma non tale da giustificarlo.

Abbiamo parlato di:
Cinderalla
Junko Mizuno
IMHO Edizioni, 2006
136 pagine, brossurato, colori –  11,00€

Riferimenti:
Imho Edizioni: www.imho.fr

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