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“Amina e il vulcano”, un incontro magico con la natura

"Amina e il vulcano", dell'esordiente Simona Binni e Chiara Cernigliaro è una fiaba moderna, ben costruita anche psicologicamente.
Articolo aggiornato il 23/09/2017

"Amina e il vulcano", un incontro magico con la naturaCome le fiabe più antiche, non ancora edulcorate da una società che rifugge il normale andamento ad alti e bassi della vita  in una continua ricerca di falsi miti, Amina e il vulcano, prima graphic novel di Simona Binni per la casa editrice Tunué, aiuta i (giovani) lettori a confrontarsi con i propri lati oscuri .

Con una grafica che tratteggia in tono  espressionista i volti dei protagonisti, la trama racconta di Amina, orfana di madre e con un padre quasi assente, che viene letteralmente spedita a Stromboli per passare l’estate dai nonni prima di essere rinchiusa in una clinica privata per disturbi mentali. Sull’isola, lei che riesce a comprendere il linguaggio degli animali ed è turbata da incubi notturni in cui ricorrono le spire di un mostro marino, trova un diario della madre che la aiuterà a vincere la propria solitudine e trasformarsi in adulta.

Delle fiabe, Amina e il vulcano presenta tutti gli stereotipi che rendono il genere un classico della letteratura: il mostro e la comprensione del linguaggio degli animali, così come la mancanza della madre mai conosciuta, la matrigna cattiva… che invece che volerla avvelenare o utilizzare come colf, più modernamente la vorrebbe rinchiudere in un istituto. C’è, immancabile, un mistero, di quelli che fanno girare le pagine nell’illusione di aiutare la protagonista a svelarlo insieme. Un mistero che, sempre come nelle vere fiabe, è magia pura e coincide con l’incontro con la natura nel suo duplice significato di umana e reale.

"Amina e il vulcano", un incontro magico con la natura

È proprio in questo secondo aspetto di elogio alla natura selvaggia, all’importanza di salvaguardarla, che Amina e il vulcano riunisce ancora antico e moderno perché, come riporta la voce del nonno o della saggezza:

“la natura ci ricorda che, per quanto noi uomini ci sforziamo di piegarla, ci sono momenti in cui diventiamo assolutamente insignificanti al suo cospetto”.

"Amina e il vulcano", un incontro magico con la naturaAmina di fatto è il vulcano, che a un certo esplode nella sua maturità, superando tutte le proprie paure. In ciò è diversa dal padre, prefigurazione di chi semplicemente le rifugge, ma è simile agli abitanti di Stromboli, che riescono a vivere sereni sotto la spada di Damocle del vulcano.

Sotto a tutto, c’è il piacere di una lettura che deriva da una storia ben fatta. Laureata in Psicologia dello sviluppo evolutivo, Binni tuffa nel blu delle acque dell’isola la sua piccola protagonista, giù in fondo al mare, dove tutto è più buio e confuso, le permette di affrontare le proprie paure, interrogarsi e provare a conoscersi.

Perché se essere o sentirsi diversi non è facile, l’importante è accettarlo: il diverso potremmo essere noi e i nostri lati oscuri, a volte, potrebbero poi non esserlo così tanto.

Abbiamo parlato di:
Amina e il vulcano
Simona Binni, Chiara Cernigliaro
Tunué, collana Tipitondi, 2014
110 pagine, brossurato colori, 14.90€
ISBN-13, GS1 978-88-6790-121-0

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