Topolino #3474: La Paperiliade

Topolino #3474: La Paperiliade

Purtroppo, a causa di alcuni imprevisti, ho ritardato di un giorno l’usuale uscita del lunedì del video disneyano, che questa settimana ho dedicato alla Paperiliade di Roberto Gagnor e Alessandro Perina.
Possiamo considerare il video suddiviso in due parti, nella prima mi soffermo su alcuni aspetti della storia, in questo caso alcuni di quelli che mi hanno colpito in senso positivo, mentre nella seconda parte affronto la parte più storica, quella dedicata agli scavi di Troia.
Per coloro che sono più interessati al parere complessivo, rimando alle recensioni dei numeri #3473 e #3474, mentre dopo il video segue un testo sulla parte storica:

A causa della scarsità di fonti storiche differenti rispetto al poema omerico, la città di Troia, o Ilio, era ritenuta pressocché leggendaria. Il primo tentativo di identificare la sua posizione risale al XVI secolo, quando Pierre Belon e Pietro Della Valle suggerirono che in realtà la città alessandrina di Alessandria Troade fosse, in realtà, Troia stessa. La sua posizione era a 20 chilometri da Hisarlik.
Sul finire del XVIII secolo Jean Baptiste LeChevalier identificò il luogo in cui sorgeva la città in un villaggio posto, invece, a 5 chilometri da Hisarlik. Quest’ultimo, però, venne indicato come il luogo dove cercare i resti di Troia solo nel 1822 da parte del giornalista scozzese Charles Maclaren.
Forse proprio indirizzato dalle considerazioni di Maclaren, Frank Calvert condusse il primo scavo archeologico nella zona. I suoi ritrovamenti lo convinsero di averci visto giusto e spinsero il più noto degli archeologi di Troia a proporre uno scavo molto più esteso: era il 1868 quando Heinrich Schliemann incontrò lo stesso Calvert e diede il via al progetto relativo alla sua grande campagna di scavi sulla collina di Hisarlik.
La struttura della città, scoperta essenzialmente grazie a due campagne di scavi condotte tra il 1871 e il 1873 e tra il 1878 e il 1879, era quella di varie stratificazioni. Sono stati scoperti ben 10 strati distinti, risalenti a dieci diverse epoche di sviluppo di Troia. All’inizio Schliemann ritenne che la Troia omerica fosse quella del secondo strato. Questo per via del ritrovamento di un immenso tesoro che egli ritenne essere il tesori di Priamo. Successivi studi più approfonditi, però, rilevarono che la Troia omerica era quella del settimo strato, tra l’altro quello più ricco di ritrovamenti.
Al di là dell’interpretazione e delle discussioni tra gli archeologi sul ruolo di Troia nell’antichità, è comunque evidente come un qualche evento, probabilmente una guerra, ha portato a una più o meno lenta decadenza della città fino al rango di un semplice villaggio in epoca romana.